Google Cloud MPC: Custodia Bitcoin per le Banche, Via nel 2027

Data center con server per exchange di criptovalute

Google Cloud (la divisione cloud di Alphabet) ha aggiornato lunedì 26 ottobre 2026 la documentazione del suo servizio Multi-party Compute (MPC), descritto da Cointelegraph come un prodotto in anteprima per la custodia istituzionale di Bitcoin. Il servizio permette a più parti di autorizzare e firmare insieme le transazioni, senza che nessuno controlli da solo l’intera chiave privata. Secondo Bitcoin Magazine, che cita CoinDesk, la disponibilità commerciale è prevista per l’inizio del 2027.

Per le banche che vogliono offrire custodia di Bitcoin ai clienti, l’ingresso di un grande fornitore cloud in un mercato dominato da specialisti è un segnale da seguire. BitcoinLive24 ricostruisce che cosa è stato confermato, che cosa resta da chiarire e perché la chiave privata è il punto debole.

Che cosa ha annunciato Google Cloud sulla custodia Bitcoin

Google Cloud ha dettagliato il servizio MPC in una documentazione aggiornata lunedì, due giorni prima di un simposio a New York dedicato alla sicurezza degli asset digitali. Cointelegraph riferisce che il prodotto è in preview (anteprima): Google lo offre «così com’è», con un supporto potenzialmente limitato. Il 1° ottobre, sempre secondo Cointelegraph, Google ha esteso le regole di sicurezza per Bitcoin: ora valutano gli importi delle transazioni, identificano il tipo di indirizzo di destinazione e rilevano gli output di resto (il resto che torna al mittente).

Il simposio si tiene mercoledì 28 ottobre e, secondo la descrizione dell’evento riportata da Cointelegraph, promette di svelare in esclusiva i prodotti e i progetti di ricerca MPC di Google. Tra i relatori ci sono rappresentanti di istituzioni finanziarie come Morgan Stanley, OKX, Citi e Wells Fargo.

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ElementoChe cosa risulta dalle fontiFonte
Stato del servizioAnteprima privata con diverse istituzioni finanziarieBitcoin Magazine
Lancio commercialeInizio 2027, prezzi non comunicatiBitcoin Magazine (da CoinDesk)
Regole per BitcoinDal 1° ottobre valutano importi, tipo di indirizzo di destinazione e output di restoCointelegraph
Simposio a New YorkIn programma il 28 ottobre 2026, relatori di Morgan Stanley, OKX, Citi e Wells FargoCointelegraph

Come funziona la firma con chiavi divise

Un servizio MPC divide la chiave di firma in frammenti custoditi da parti o macchine diverse, e una transazione richiede un numero minimo di frammenti per essere firmata. Bitcoin Magazine spiega che la chiave completa non viene mai ricostruita in un unico luogo.

L’esempio riportato da Bitcoin Magazine: una banca può tenere un frammento sul proprio hardware, un secondo in Google Cloud e un terzo presso un altro fornitore cloud. Le soglie sono configurabili, per esempio due frammenti su tre oppure cinque su sette.

Prima di ogni firma, un motore di regole eseguito dentro Confidential Space (l’ambiente cloud di Google pensato per elaborazioni condivise protette) controlla il trasferimento rispetto a limiti, destinazioni consentite e regole di approvazione. Google sostiene di non avere accesso ai frammenti in chiaro: lo riferisce Bitcoin Magazine, che a sua volta cita CoinDesk.

Perché le chiavi private sono il punto debole

Le chiavi private compromesse hanno rappresentato il 43,8% delle criptovalute rubate nel 2024, secondo l’analisi di Chainalysis (società di analisi blockchain) sui furti dell’anno. Il dato riguarda tutte le criptovalute, non solo Bitcoin, ma spiega perché la custodia sia al centro dell’offerta.

Bitcoin Magazine aggiunge un secondo riferimento: secondo i dati DeFiLlama, circa il 40% dei 16,69 miliardi di dollari persi negli attacchi fino a giugno deriva dalla compromissione di chiavi. La logica dell’MPC è eliminare il singolo punto di rottura: con una soglia di firma, rubare un solo frammento non basta.

Bitcoin Magazine precisa il limite: il sistema punta a credenziali rubate e trasferimenti non autorizzati, non a una rottura della crittografia sottostante.

Il mercato: Google contro gli specialisti

Google entra in un settore guidato da Fireblocks, Fordefi e BitGo, scrive Bitcoin Magazine. Secondo la stessa fonte, Google ha sostenuto con CoinDesk che i suoi rapporti con le banche e la sua esperienza di sicurezza sono un vantaggio, e si propone come fornitore neutrale per gli istituti che non vogliono dipendere da concorrenti.

Le banche usano già piattaforme specializzate: Bitcoin Magazine cita il lavoro di custodia di BNP Paribas con Metaco e i caveau multi-istituzione realizzati con BitGo. Su BitcoinLive24 abbiamo seguito altre mosse sulla custodia istituzionale, come l’apertura di una trust in Nevada da parte di AnchorWatch e il lancio di MultiSYG da parte di Sygnum, i prestiti in Bitcoin basati su chiavi condivise.

Il rischio quantistico e che cosa non è ancora chiaro

Bitcoin Magazine ricorda che i ricercatori di Google stimano che un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe ricavare una chiave privata Bitcoin da una chiave pubblica esposta in circa nove minuti. Circa 6,9 milioni di bitcoin hanno chiavi pubbliche esposte. Google afferma che l’architettura potrà adottare firme post-quantistiche in seguito senza far ricostruire i sistemi alle istituzioni, ma non ha indicato una data.

Restano alcuni punti aperti. La documentazione ufficiale di Google non era consultabile da BitcoinLive24 al momento della stesura e Cointelegraph ha dichiarato di aver contattato l’azienda per chiarire disponibilità e tempi di lancio. Le fonti divergono sull’inquadramento del servizio: Cointelegraph parla di custodia istituzionale di Bitcoin, mentre Bitcoin Magazine descrive uno strumento di custodia crypto in generale. Le banche coinvolte nell’anteprima non sono state nominate.

Cosa significa per il futuro della custodia istituzionale

Se il lancio del 2027 sarà confermato, le banche avranno un’altra opzione, basata su un grande fornitore cloud, per custodire Bitcoin per conto dei clienti con soglie di firma e regole di approvazione configurabili. Il vantaggio dichiarato è ridurre il rischio legato a una singola chiave; la sicurezza reale dipenderà da come ogni istituto configurerà le soglie e controllerà chi può modificare le regole.

Domande frequenti sul servizio MPC di Google Cloud

Che cos’è il servizio Multi-party Compute di Google Cloud?

È un servizio in anteprima che permette a più parti di firmare insieme una transazione senza che una sola controlli l’intera chiave privata. Cointelegraph lo descrive come orientato alla custodia istituzionale di Bitcoin.

Quando sarà disponibile?

Bitcoin Magazine, citando CoinDesk, riporta che il lancio commerciale è previsto per l’inizio del 2027 e che i prezzi non sono stati comunicati. Per ora il servizio è in anteprima privata.

Che differenza c’è con il multisig?

Secondo Bitcoin Magazine, nell’MPC la chiave di firma è divisa in frammenti e non viene mai ricostruita in un unico luogo. Nel multisig (firma multipla), per conoscenza generale, si usano invece più chiavi distinte.

Protegge dai computer quantistici?

Bitcoin Magazine precisa che il design punta a credenziali rubate e trasferimenti non autorizzati, non a un attacco alla crittografia. Google dichiara che l’architettura potrà adottare firme post-quantistiche in futuro, ma non ha fissato una data.

Chi sono i concorrenti di Google?

Bitcoin Magazine indica Fireblocks, Fordefi e BitGo come i principali fornitori già presenti sul mercato.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria: i dati provengono da testate giornalistiche e documenti pubblici e non sono una previsione sul prezzo di Bitcoin.

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Redazione Bitcoinlive24

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