Il Liquid Network, la sidechain (blockchain collegata a Bitcoin) sviluppata da Blockstream, ha annunciato il 20 ottobre 2026 la riattivazione delle conversioni BTC-LBTC tramite fornitori di swap, mentre i prelievi diretti verso Bitcoin (peg-out) restano limitati. Il blocco segue l’attacco del 6 settembre, in cui, secondo il rapporto tecnico di Blockstream del 23 settembre (consultabile qui), circa 4.000 LBTC privi di copertura sono stati convertiti in circa 4.000 BTC reali.
BitcoinLive24 ricostruisce cosa è successo, quanto è stato recuperato e che cosa manca ancora per il ritorno alla normalità.
Cosa è successo al Liquid Network il 6 settembre
Il 6 settembre 2026 alle 13:53 UTC un attaccante ha sfruttato una vulnerabilità nella cache di verifica delle rangeproof di Elements, il software su cui gira Liquid, secondo il rapporto di Blockstream. Una singola transazione ha superato la validazione anche se il suo valore non era coperto dagli input, creando circa 4.000 LBTC senza bitcoin a garanzia.
Le rangeproof sono prove crittografiche che dimostrano che l’importo di un output confidenziale rientra in un intervallo valido, senza rivelarlo. Per risparmiare calcolo, Elements memorizza in una cache i risultati già verificati. Blockstream spiega che la chiave di quella cache concatenava più campi senza indicarne la lunghezza: costruendo con cura i byte, l’attaccante ha ottenuto una chiave identica a quella di una prova legittima già verificata, e il controllo è stato saltato.
I LBTC creati dal nulla sono stati inviati al servizio di peg-out di SideSwap, membro della Federation con una chiave di autorizzazione ai peg-out (PAK, Peg-out Authorization Key). Alle 14:28 UTC la Federation ha rilasciato 3.996,02 BTC sulla blockchain Bitcoin, nel blocco 965.783 (timestamp confermato dal nostro controllo su mempool.space). Secondo il rapporto di Blockstream la riserva di Liquid è scesa da circa 4.205 BTC a 197 BTC.
Il recupero: 3.400 BTC restituiti, circa 600 ancora fuori
Il 7 settembre alle 16:09 UTC l’attaccante ha restituito 3.400 BTC alla Federation, nel blocco 965.950, dopo alcune trattative on-chain. il rapporto di Blockstream indica circa 602 BTC ancora in sospeso; The Block riportava il giorno dopo l’attacco circa 598,5 BTC, circa 47,3 milioni di dollari.
Alle 18:30 UTC del 6 settembre l’attaccante aveva scritto su Bitcoin: «we are whitehats. contact us on chain». Blockstream ha risposto indicando la propria casella di sicurezza. Nel suo appello finale, il rapporto invita chi ha trattenuto i fondi a restituire quanto resta.
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| LBTC creati senza copertura | circa 4.000 LBTC | Blockstream |
| BTC rilasciati sulla blockchain Bitcoin | 3.996,02 BTC (blocco 965.783) | Blockstream |
| Riserva Liquid prima / dopo | circa 4.205 BTC / 197 BTC | Blockstream |
| BTC restituiti il 7 settembre | 3.400 BTC (blocco 965.950) | Blockstream, The Block |
| BTC ancora in sospeso | circa 602 BTC | Blockstream |
Il ruolo di SideSwap e della chiave PAK
Blockstream afferma che la chiave PAK di SideSwap non è stata compromessa, né forgiata né rubata: il peg-out è stato completato perché i nodi avevano già accettato come validi i LBTC fasulli. Lo stesso rapporto riferisce però due scelte operative che SideSwap ha ammesso in una propria dichiarazione.
La prima: secondo il rapporto, SideSwap ha riconosciuto di aver tenuto online la chiave di firma dei peg-out, nonostante la Carta della Federation ne richieda la custodia offline, e i pagamenti venivano inoltrati al cliente automaticamente nello stesso blocco Bitcoin. La seconda: nessun limite di importo né controllo sullo storico del portafoglio, per cui un ordine da circa 4.000 LBTC è passato senza revisione umana. Un inoltro manuale e ritardato, osserva il rapporto citando SideSwap, avrebbe lasciato i fondi recuperabili.
Due difetti in Elements: il primo risale al 2018
Blockstream colloca l’origine del primo difetto in una modifica dell’aprile 2018, unita in Elements v0.14.1 il 30 maggio 2018. Un ricercatore esterno lo ha segnalato il 2 agosto 2026; la correzione è stata distribuita ai nodi bridge il 3 agosto e a 13 dei 15 nodi della Federation entro l’11 agosto. Quella correzione, però, conteneva il secondo difetto, quello poi sfruttato il 6 settembre: la nuova chiave di cache univa i campi senza indicarne la lunghezza, e nessuna delle revisioni umane o assistite da intelligenza artificiale lo aveva individuato.
Il rapporto precisa che codice simile in Bitcoin Core, dove la cache delle firme usa chiavi pubbliche e firme con prefissi di lunghezza già controllati, non è vulnerabile allo stesso modo. Per approfondire come evolve il software della rete principale, leggi Bitcoin Core 32.0: cosa cambia nella Release Candidate 4.
Lo stato del recupero al 20 ottobre
La Liquid Federation ha comunicato il 20 ottobre che gli swap BTC-LBTC semi-automatici vengono riattivati con i fornitori partecipanti, senza limiti di volume imposti dal protocollo, mentre i peg-out diretti restano limitati. La fase finale prevede di ristabilire la copertura 1:1 in bitcoin e solo dopo riattivare i peg-out per i titolari di chiavi PAK, a condizione che siano completati i requisiti di sicurezza residui.
Secondo il sommario di The Defiant, il disavanzo di riserva è di circa 603 BTC, cifra vicina ai 602 BTC indicati da Blockstream a fine settembre. Le correzioni al software sono incluse in Elements v23.3.4, pubblicato il 9 settembre; la produzione di blocchi è ripartita il giorno stesso sulla catena corretta. Sullo stesso tema della sicurezza dei nodi vedi anche Core Lightning avverte: attacchi ai nodi non aggiornati.
Per seguire gli aggiornamenti su Liquid e sul resto dell’ecosistema, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande frequenti sul Liquid Network
Che cos’è il Liquid Network?
Il Liquid Network è una sidechain di Bitcoin basata su Elements, gestita da 15 nodi di una Federation che firmano i blocchi (ne servono almeno 11). Permette di scambiare LBTC, una versione di bitcoin su Liquid, e di emettere altri asset.
L’attacco ha riguardato la blockchain di Bitcoin?
No, il difetto era nel software Elements di Liquid, non nelle regole di Bitcoin. I bitcoin sottratti sono usciti dalla riserva della Federation tramite un peg-out, mentre Blockstream indica che codice analogo in Bitcoin Core non è vulnerabile.
Quando riapriranno i peg-out?
Non c’è una data. La Federation parla solo di una fase finale, subordinata al ripristino della copertura 1:1 e ai controlli di sicurezza residui, e promette ulteriori aggiornamenti a ogni tappa.
