Oggi, 3 novembre 2026, gli Stati Uniti votano alle elezioni di metà mandato e dal risultato dipende in buona parte il percorso del CLARITY Act, il disegno di legge che dovrebbe fissare le regole federali per Bitcoin e le altre criptovalute. Il testo è fermo dal 15 settembre, quando il Senato ha respinto il voto procedurale per 49 a 50 su una soglia di 60. Per chi segue Bitcoin dall’Italia conta perché la composizione del nuovo Congresso decide se le regole americane arriveranno nel 2027, più tardi o in forma diversa.
BitcoinLive24 ricostruisce a che punto è il disegno di legge, quali scenari ha messo in fila la banca d’investimento TD Cowen e quanto ha investito il settore per influenzare il voto. I dati vengono da Bitcoin Magazine, CoinGape e The Defiant, citati nel testo.
Cosa si vota oggi e perché riguarda Bitcoin
Le midterm 2026 rinnovano la Camera e una parte del Senato, dove oggi i repubblicani hanno un vantaggio di 53 seggi a 47 e una maggioranza stretta alla Camera, intorno a 218 a 214, secondo CoinGape. Per ribaltare il Senato i democratici devono guadagnare almeno quattro seggi. L’University of Florida Election Lab ha contato 57.530.789 voti anticipati fino a lunedì sera, circa 11,5 milioni in più rispetto alle midterm del 2022, riferisce la stessa fonte.
Il collegamento con Bitcoin passa dal Congresso. Il CLARITY Act, come lo descrive Bitcoin Magazine, serve a dividere la vigilanza tra le autorità, stabilendo quali asset digitali sono titoli finanziari, quali materie prime e quali stablecoin (criptovalute agganciate a una valuta come il dollaro). Intanto, osserva TD Cowen, le agenzie di vigilanza continuano ad adottare regole favorevoli al settore.
Al momento della stesura i mercati di previsione danno ai democratici probabilità molto alte. Secondo CoinGape, Polymarket indica circa il 94-95% per la Camera e il 74-77% per il Senato, mentre Kalshi vede una vittoria democratica in entrambe le camere intorno al 75-77%. I modelli di DDHQ sono più prudenti: 83-84% per la Camera e 62-64% per il Senato. Nell’articolo di Bitcoin Magazine del 27 ottobre, i mercati citati da TD Cowen erano fermi al 90% per la Camera e al 62% per il Senato.
Il CLARITY Act: tre tappe, poi lo stallo al Senato
Il CLARITY Act ha superato la Camera, ha convinto una commissione del Senato e si è fermato al voto in aula. Secondo Bitcoin Magazine, la Camera lo ha approvato a luglio 2025 con 294 voti contro 134, la commissione Banche del Senato a maggio 2026 con 15 contro 9 (con due democratici a favore) e il voto procedurale in aula, il 15 settembre, è fallito 49 a 50.
| Tappa | Data | Esito |
|---|---|---|
| Voto alla Camera | luglio 2025 | approvato, 294 a 134 |
| Commissione Banche del Senato | maggio 2026 | approvato, 15 a 9 |
| Voto procedurale (cloture) in aula | 15 settembre 2026 | respinto, 49 a 50 (servivano 60 voti) |
Fonte: Bitcoin Magazine, articolo del 27 ottobre 2026. Il numero del provvedimento è H.R. 3633, secondo The Defiant. Tutti i 49 voti favorevoli sono arrivati da senatori repubblicani, e il voto è mancato di 11 unità rispetto ai 60 richiesti, riferisce The Defiant. Lo stesso articolo riporta che il senatore Thom Tillis ha votato no per mantenere il diritto di chiedere una nuova votazione, e che su Polymarket la probabilità che la legge diventi realtà nel 2026 è scesa dal 29,5% al 6,5%.
Il nodo è politico più che tecnico. I democratici chiedono una norma etica che vieti ai massimi funzionari, presidente compreso, di guadagnare da attività crypto; repubblicani e industria resistono. C’è poi la disputa sul rendimento delle stablecoin. Ciascuna parte accusa l’altra di bloccare il testo, scrive Bitcoin Magazine.
Tre scenari per il Congresso secondo TD Cowen
TD Cowen, tramite l’analista Jaret Seiberg, ha indicato tre esiti possibili per le elezioni e ha valutato quanto ciascuno sia favorevole a Bitcoin e al settore, secondo la nota condivisa con Bitcoin Magazine. La banca considera lo scenario più probabile, un successo democratico in entrambe le camere, anche il più negativo per il settore.
| Scenario | Chi guida la commissione Banche | Effetto sul CLARITY Act (TD Cowen) |
|---|---|---|
| Democratici vincono Camera e Senato | Elizabeth Warren | legge difficile da approvare nei prossimi due anni; le novità si concentrano su tokenizzazione, futures perpetui e stablecoin |
| Camera ai democratici, Senato ai repubblicani | Tim Scott | esito migliore per Bitcoin rispetto allo scenario democratico pieno; Maxine Waters potrebbe sostenere parti del testo in cambio di tutele per gli investitori |
| Repubblicani tengono entrambe le camere | Tim Scott | percorso migliore per il settore; con una maggioranza ampia possibile rilancio nel 2027-2028 o nella sessione di fine mandato (lame duck) |
Fonte: nota di TD Cowen riportata da Bitcoin Magazine il 27 ottobre 2026. Per lo scenario repubblicano la nota cita Kalshi, che attribuisce ai repubblicani il 10% di probabilità di mantenere la Camera e il 35% per il Senato. Con una maggioranza stretta, avverte l’analista, il testo resterebbe fermo perché i democratici continuerebbero a chiedere le norme etiche che il presidente non vuole.
Nello scenario democratico pieno, secondo Seiberg, Warren potrebbe condurre controlli severi sulle agenzie ma non frenarne le politiche favorevoli al settore. Il presidente Donald Trump, prevede l’analista, userebbe il veto contro qualunque legge che limiti i suoi regolatori, e i democratici non avrebbero i numeri per scavalcarlo. Il quadro è lo stesso che BitcoinLive24 aveva già incrociato con i cicli di mercato nell’analisi su Bitcoin e le midterm, e con la posizione della banca nel pezzo su Bitcoin come infrastruttura finanziaria.
Il settore crypto ha investito 176 milioni di dollari nelle elezioni
L’industria ha speso circa 176 milioni di dollari in oltre 100 gare di questo ciclo, secondo una rassegna di Reuters riportata da Bitcoin Magazine. Il grosso passa da Fairshake, il più grande super PAC del settore (un comitato elettorale che finanzia annunci in modo indipendente dalle campagne dei candidati): fino al 20 ottobre, Fairshake e le sue sigle affiliate avevano speso circa 150,8 milioni di dollari, mentre gli altri gruppi crypto circa 25 milioni.
Sempre secondo la stessa fonte, Fairshake dichiara che 53 dei 58 candidati sostenuti nelle primarie o nelle elezioni speciali hanno vinto. Tra le sfide più costose c’è la rivincita in Ohio tra Sherrod Brown, ex presidente della commissione Banche del Senato battuto nel 2024, e il repubblicano Jon Husted: il settore ha speso oltre 68 milioni di dollari, secondo AdImpact. Gli spot contro Brown, osserva l’articolo, non nominano le criptovalute.
Tra i principali finanziatori compaiono Coinbase, Ripple e Andreessen Horowitz. Un sondaggio di Ipsos per il DeFi Education Fund su 1.545 adulti americani, visto da Bitcoin Magazine, rileva che il 22% ha posseduto o usato criptovalute, contro il 18% del 2025. Il committente è un’organizzazione di advocacy del settore, quindi l’impostazione riflette quel punto di vista.
Le reazioni a Washington dopo il voto del 15 settembre
Il blocco del 15 settembre ha avuto effetti immediati sui mercati e un’eco forte nel dibattito politico. Secondo Bitcoin Magazine, Bitcoin è sceso fino a 75.038 dollari nella giornata e si è attestato intorno a 75.939 dollari (−4% in 24 ore); le azioni di Coinbase hanno perso oltre il 10% e quelle di Strategy oltre il 5%.
Elizabeth Warren ha definito il testo “un rischio enorme per le famiglie”, mentre Bernie Sanders lo ha giudicato “corrotto” e ha scritto su X che i miliardari delle criptovalute hanno speso “quasi 300 milioni di dollari” per le elezioni: è una sua affermazione, non verificata da Bitcoin Magazine e non confrontabile con la rassegna Reuters di ottobre. La senatrice Cynthia Lummis, sostenitrice del settore, ha accusato i democratici di aver bloccato il disegno di legge.
Cosa osservare nei prossimi giorni
Il risultato definitivo del Senato potrebbe richiedere tempo: CoinGape ricorda che i seggi chiudono a ondate dalle 18 alle 21 ora della costa orientale e che i risultati dell’Alaska arrivano verso l’una di notte. Un’eventuale maggioranza repubblicana riaprirebbe la strada al testo, mentre un guadagno democratico di quattro o più seggi potrebbe spostare ogni voto sulla struttura del mercato al 2027 o oltre.
Sul fronte fiscale, BitcoinLive24 ha già raccontato la lettera al Congresso sulle tasse crypto: un altro dossier che il nuovo Congresso erediterà. Per seguire in tempo reale le notizie su Bitcoin e regolamentazione, scarica l’app BitcoinLive24.
Domande frequenti
Che cos’è il CLARITY Act?
È un disegno di legge statunitense che divide la vigilanza sulle attività digitali tra le autorità e chiarisce quali siano titoli, materie prime o stablecoin. Ha superato la Camera nel luglio 2025 con 294 voti contro 134 ma il Senato, il 15 settembre 2026, ha respinto il voto procedurale per 49 a 50.
Perché le midterm contano per Bitcoin?
Perché decidono chi controlla il Senato e la commissione Banche, dove passa il disegno di legge. Secondo TD Cowen, una vittoria democratica in entrambe le camere sarebbe lo scenario più negativo per il settore, mentre una maggioranza repubblicana ampia sarebbe il migliore.
Quanto ha speso il settore crypto nelle elezioni?
Circa 176 milioni di dollari in oltre 100 gare, secondo una rassegna di Reuters citata da Bitcoin Magazine. Fairshake e le sue affiliate hanno speso circa 150,8 milioni fino al 20 ottobre.
Cosa succede se il CLARITY Act non passa?
Il testo resta fermo. TD Cowen osserva che le agenzie di vigilanza continuano comunque ad adottare regole favorevoli al settore, e prevede che le novità si concentrino su tokenizzazione, futures perpetui e stablecoin, mentre il presidente Trump, secondo l’analista, bloccherebbe con il veto le leggi che limitano i suoi regolatori.
Questo riguarda anche chi vive in Italia?
Indirettamente. Le decisioni di Washington muovono il mercato globale: il 15 settembre, dopo il blocco del testo, Bitcoin ha perso il 4% in 24 ore e Coinbase oltre il 10%, secondo Bitcoin Magazine.
