Poolin Chapter 11: la storica mining pool Bitcoin ha depositato istanza di bancarotta il 22 luglio 2026 presso il tribunale fallimentare federale del New Jersey. La società, con sede a Singapore, porta in dote circa 173,1 milioni di dollari di obbligazioni prepetition e ha già firmato un accordo di vendita (stalking-horse) da 52 milioni di dollari per gli impianti di mining in Texas. La procedura segna la fine operativa di uno dei nomi storici del mining Bitcoin, fondato nel 2017.
Poolin Chapter 11: cosa prevede la richiesta di bancarotta
Il filing coinvolge Poolin insieme alle due sussidiarie statunitensi Lonestar Dream Inc. e Lonestar Taproot LLC, che gestivano gli impianti in West Texas. Secondo quanto ricostruito da Crypto.news, le operazioni minerarie si sono fermate il 10 luglio 2026, dodici giorni prima del deposito in tribunale. Il Chief Restructuring Officer incaricato di guidare la ristrutturazione è Michael DuFrayne, mentre l’obiettivo dichiarato della procedura è una vendita ordinata degli asset seguita dalla liquidazione della società.
La causa della crisi non è nuova nel settore: Law360 collega il tracollo alla combinazione tra il bando cinese al mining crypto e la volatilità di mercato che ha eroso i margini di molte pool minerarie a partire dal 2021.
Poolin Chapter 11 in numeri: 173,1 milioni di dollari di debiti
I documenti depositati in tribunale delineano una situazione debitoria stratificata, con la parte più rilevante legata proprio agli utenti del wallet Poolin rimasti bloccati dal 2022.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Obbligazioni prepetition totali | 173,1 milioni $ |
| IOU verso utenti Poolin Wallet | 163,7 milioni $ |
| Perdite accumulate Lonestar Dream/Taproot | ~45,9 milioni $ |
| Creditori stimati | 10.001 – 25.000 |
| Offerta stalking-horse Thor CALAP | 52 milioni $ |
La voce più pesante, 163,7 milioni di dollari, è inclusa nei 173,1 milioni di obbligazioni prepetition totali e corrisponde agli IOU (riconoscimenti di debito) emessi verso gli utenti del Poolin Wallet dopo la sospensione dei prelievi nel settembre 2022 — circa 11.700 utenti con saldo superiore a 100 dollari erano rimasti coinvolti in quel blocco, secondo Crypto.news. I 45,9 milioni di dollari di perdite accumulate da Lonestar Dream e Lonestar Taproot sono invece una voce distinta, riferita alle sole sussidiarie texane e non sommata al totale prepetition della capogruppo.
Thor CALAP offre 52 milioni di dollari per gli impianti in Texas
Thor CALAP LLC, acquirente specializzato in asset energetici e minerari, ha presentato un’offerta stalking-horse da 52 milioni di dollari per due siti distinti nella West Texas. La proprietà e i diritti energetici del sito di Pyote sono valutati 15 milioni di dollari, mentre i diritti energetici e l’equipment del sito di Tarbush valgono i restanti 37 milioni di dollari. Prima di arrivare a questa offerta, il processo di vendita ha coinvolto oltre 335 potenziali acquirenti contattati, 28 accordi di riservatezza (NDA) firmati e 7 lettere di intenti (LOI) ricevute — un dato che segnala quanto fosse ampio il mercato di potenziali compratori per asset di mining già operativi in Texas, storicamente uno stato energeticamente favorevole al settore.
Chi è Poolin e perché conta per il settore Bitcoin
Fondata nel 2017 da Zhibiao “Kevin” Pan, Fa Zhu e Tianzhao Li, Poolin è stata per anni tra le mining pool più utilizzate a livello globale, offrendo sia il servizio di pool mining sia un wallet custodial per gli utenti. Proprio quest’ultimo servizio si è rivelato il tallone d’Achille dell’azienda: la sospensione dei prelievi nel 2022, mai realmente risolta, ha eroso la fiducia degli utenti ben prima che arrivasse il deposito formale in tribunale nel 2026.
Il caso si aggiunge a una serie di ristrutturazioni che hanno riguardato piattaforme Bitcoin storiche negli ultimi mesi: BitMEX ha annunciato la chiusura dei perpetual dopo 11 anni di attività, segno che anche i nomi più affermati del settore non sono immuni da pressioni normative e di mercato.
Cosa significa per gli investitori e per il settore mining
Per chi detiene fondi su exchange o wallet custodial legati a mining pool, il caso Poolin è un promemoria del rischio di controparte: un IOU non è Bitcoin, ed è esigibile solo nella misura in cui l’azienda emittente resta solvibile. Sul fronte industriale, la vicenda si inserisce in un momento in cui diversi Paesi stanno invece rafforzando la propria presenza nel mining: il Kazakhstan ha lanciato una riserva statale alimentata dai propri miner, segno che il settore si sta ripolarizzando verso operatori con accesso diretto a energia a basso costo e sostegno istituzionale, a scapito di operatori più piccoli o indeboliti da crisi pregresse come Poolin.
Il Chapter 11 non comporta la scomparsa immediata del marchio: la procedura punta a una liquidazione ordinata, con gli asset in Texas che continueranno probabilmente a minare Bitcoin sotto una nuova proprietà una volta chiusa la vendita a Thor CALAP.
Conclusione
La bancarotta di Poolin chiude, almeno sul piano legale, una vicenda che si trascinava dal blocco dei prelievi del 2022. Con 173,1 milioni di dollari di debiti e una vendita degli asset texani già impostata a 52 milioni, il caso mostra quanto il consolidamento nel mining Bitcoin sia ancora in corso, tra operatori che escono dal mercato e Paesi che invece vi entrano con capitali statali.
FAQ
Cos’è il Chapter 11 depositato da Poolin?
È una procedura di bancarotta volontaria presentata il 22 luglio 2026 presso il tribunale federale del New Jersey, che punta a vendere gli asset della società e liquidarla in modo ordinato.
Quanto deve Poolin ai propri creditori?
Le obbligazioni prepetition totali ammontano a 173,1 milioni di dollari, di cui 163,7 milioni sono IOU verso gli utenti del Poolin Wallet rimasti bloccati dal 2022.
Chi comprerà gli impianti di mining in Texas?
Thor CALAP LLC ha presentato un’offerta stalking-horse da 52 milioni di dollari per i siti di Pyote e Tarbush in West Texas, ma l’accordo resta soggetto al processo di vendita supervisionato dal tribunale.
Cosa succede ai fondi degli utenti del Poolin Wallet?
Gli utenti restano creditori chirografari nella procedura fallimentare: il recupero dei fondi dipenderà dall’esito della liquidazione e dalla distribuzione ai circa 10.001-25.000 creditori stimati.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati riportati sono aggiornati al momento della stesura e provengono dai documenti giudiziari citati nelle fonti.
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