Un deputato di Taiwan ritiene che l’isola abbia una probabilità dell’80% di istituire una riserva strategica in Bitcoin entro cinque anni, e vicina al 100% entro dieci. La stima arriva da Ko Ju-chun, membro del parlamento taiwanese (Legislative Yuan) e vicepresidente del caucus USA-Taiwan, che ad aprile ha già consegnato al governo un rapporto ufficiale sul tema. Il piano si basa su una legge appena approvata e su una roadmap in cinque fasi.
Chi è Ko Ju-chun e Cosa Ha Proposto
Ko Ju-chun è un membro eletto a livello nazionale (at-large) del Legislative Yuan, il parlamento di Taiwan, ed è diventato il principale sostenitore dell’ipotesi di inserire Bitcoin tra le riserve nazionali dell’isola. Ad aprile 2026 ha consegnato personalmente al Premier Cho Jung-tai e al Governatore della banca centrale Yang Chin-long un rapporto del Bitcoin Policy Institute (BPI), il think tank statunitense specializzato in politiche pubbliche su Bitcoin, durante una sessione formale del parlamento.
Il documento chiede di studiare una prima allocazione a Bitcoin prelevata dai 602 miliardi di dollari di riserve valutarie estere detenute da Taiwan, tra le più consistenti al mondo. In un’intervista a Bitcoin.com News, Ko ha spiegato che le riserve strategiche nazionali “non saranno sempre limitate a valute sovrane tradizionali, obbligazioni o metalli preziosi”, perché “in scenari estremi come guerre, sanzioni o crisi finanziarie, Bitcoin ha già iniziato a giocare un ruolo”.
La Roadmap in Cinque Fasi
Ko non propone un acquisto immediato, ma un percorso graduale che parte dalla ricerca istituzionale e arriva, solo in ultima battuta, a una legge dedicata:
| Fase | Contenuto | Stato |
|---|---|---|
| 1. Ricerca | Studio istituzionale sul tema, dialogo con la banca centrale | In corso (rapporto BPI + follow-up) |
| 2. Base legale | Quadro normativo per asset digitali | Completata (Virtual Asset Service Act) |
| 3. Riserva digitale ridotta | Primo framework di riserva su piccola scala | Da avviare |
| 4. Vault nazionale | Custodia del Bitcoin già detenuto o sequestrato dallo Stato | Da avviare |
| 5. Legge sulla riserva | Provvedimento formale di accumulo strategico | Condizionata al contesto politico |
Secondo Ko, un eventuale accumulo formale “partirebbe piccolo e prudente” prima di qualsiasi impegno più ampio.
La Virtual Asset Service Act: il “Momento CLARITY” di Taiwan
La seconda fase della roadmap è già realtà: il 30 giugno 2026 il Legislative Yuan ha approvato la Virtual Asset Service Act, un regime di licenze per exchange ed emittenti di stablecoin. Ko la definisce “il nostro momento CLARITY”, in riferimento al CLARITY Act statunitense, la legge sulla regolamentazione crypto ora in attesa di voto al Senato USA. Per il deputato, una cornice normativa chiara è il prerequisito indispensabile prima di qualsiasi discorso su una riserva pubblica.
L’Argomento della Resilienza Geopolitica
Ko non presenta Bitcoin come un sostituto delle riserve tradizionali, ma come un complemento. La differenza, spiega, sta nella natura dell’asset: “a differenza del dollaro o delle obbligazioni, Bitcoin non appartiene a nessuno stato sovrano; a differenza dell’oro, è trasferibile e verificabile digitalmente”. In condizioni di forte pressione geopolitica o finanziaria, sostiene, questa combinazione di neutralità e resistenza alla censura offrirebbe “un ulteriore livello di resilienza”.
A supporto della tesi, il deputato cita i casi di Ucraina, Iran e Bhutan, paesi sottoposti a pressioni geopolitiche o monetarie. Il Bhutan in particolare è già noto per detenere migliaia di Bitcoin minati dal proprio fondo sovrano d’investimento — un precedente concreto a cui Ko fa riferimento per rendere l’idea comprensibile al pubblico taiwanese.
Il Nodo Politico: le Elezioni del 2028 e del 2032
La variabile principale nella previsione di Ko è elettorale, non tecnica. L’attuale governo, spiega, è “più cauto verso Bitcoin ma più aperto verso RWA (asset del mondo reale tokenizzati) e stablecoin”. Il deputato lega quindi la propria stima a un possibile cambio di maggioranza: “se dopo le presidenziali del 2028 o del 2032 dovesse governare un partito di centro-destra, ad esempio il Kuomintang, credo che una riserva strategica Bitcoin potrebbe diventare realistica entro un singolo mandato presidenziale”.
Da qui la doppia stima: 80% di probabilità entro cinque anni, quasi 100% entro dieci — a condizione che il contesto politico si allinei.
Cosa Significa per gli Investitori
Per chi segue Bitcoin da un’ottica di adozione istituzionale, la proposta di Taiwan si inserisce in un trend più ampio di enti pubblici che valutano un’esposizione a Bitcoin come riserva strategica, sulla scia di iniziative simili discusse in altri paesi. Non si tratta però di un acquisto imminente: la stessa roadmap di Ko prevede anni di passaggi istituzionali prima di un eventuale accumulo formale. Su BitcoinLive24 continuiamo a monitorare l’evoluzione delle riserve sovrane in Bitcoin, un fenomeno che — se dovesse consolidarsi in più giurisdizioni — inciderebbe sulla narrativa di lungo periodo dell’asset più che sui prezzi di breve termine.
Restiamo con i fatti dichiarati dal legislatore, senza anticipare tempistiche di acquisto che al momento non esistono in forma ufficiale.
Prospettive Future
Il percorso descritto da Ko Ju-chun resta condizionato sia agli sviluppi del dialogo con la banca centrale taiwanese, sia all’esito delle prossime elezioni presidenziali. Nel frattempo, la Virtual Asset Service Act fornisce comunque la base normativa su cui costruire i passi successivi, indipendentemente da chi governerà l’isola nei prossimi anni. Per approfondire il contesto normativo internazionale che fa da sfondo a queste proposte, si può consultare anche la nostra copertura della legge sull’autocustodia Bitcoin approvata in New Hampshire, altro esempio di normativa statale favorevole a Bitcoin.
Domande Frequenti
Taiwan ha già comprato Bitcoin per le sue riserve?
No. Al momento della stesura non esiste alcun acquisto ufficiale: la proposta di Ko Ju-chun è allo stadio di ricerca istituzionale e dialogo con la banca centrale, non di allocazione formale.
Cos’è la Virtual Asset Service Act?
È la legge approvata dal Legislative Yuan il 30 giugno 2026 che introduce un regime di licenze per gli exchange crypto e gli emittenti di stablecoin operanti a Taiwan.
Quali paesi detengono già Bitcoin come riserva statale?
Ko Ju-chun cita il Bhutan come esempio concreto: il fondo sovrano del paese detiene migliaia di Bitcoin minati direttamente tramite le proprie strutture statali.
Quando potrebbe arrivare una riserva Bitcoin a Taiwan?
Secondo la stima del deputato, l’80% di probabilità riguarda un orizzonte di cinque anni, legato all’esito delle elezioni presidenziali del 2028 o del 2032.
Cosa intende Ko Ju-chun quando parla di “momento CLARITY” per Taiwan?
Il riferimento è al CLARITY Act statunitense: Ko considera la Virtual Asset Service Act l’equivalente taiwanese, ovvero la cornice normativa che rende possibile ogni discussione successiva su una riserva pubblica.
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Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
