Trezor ha comunicato il 30 ottobre 2026 di aver ricevuto la segnalazione di un possibile impianto hardware spia dentro un Trezor Safe 5 acquistato nell’agosto 2026 da CryptoBilis, un rivenditore che fino a ottobre era autorizzato nel Sud-Est asiatico. Il dispositivo non è ancora arrivato nel laboratorio dell’azienda. Trezor, però, considera il resoconto credibile e consiglia a chi ha comprato da CryptoBilis dal marzo 2026 di spostare subito i fondi su un nuovo wallet con una nuova frase di recupero. Al momento nessuna perdita di fondi è stata segnalata all’azienda.
Trezor Safe 5 sotto sospetto: cosa ha segnalato l’azienda
Il team di sicurezza di Trezor ha ricevuto il 28 ottobre 2026 una segnalazione di divulgazione responsabile su un singolo impianto hardware in un Safe 5 comprato da CryptoBilis nell’agosto 2026, secondo il comunicato ufficiale di Trezor. Il wallet era stato acquistato tramite Tokopedia, e a segnalare il problema è stato un cliente in Indonesia.
Trezor precisa di non aver ancora ricevuto il dispositivo: la valutazione si basa sulle foto e su un’intervista in videochiamata con il cliente. L’azienda scrive che l’impianto «sembra funzionare in modo simile» a quelli visti nei dispositivi Ledger e che la squadra di sicurezza lo esaminerà appena il wallet arriverà. Nel comunicato ringrazia anche SEAL 911, il servizio di risposta alle emergenze della Security Alliance, che ha collaborato alla gestione del caso.
La notizia è stata ripresa da Protos e da crypto.news. Secondo Protos, Trezor ha già controllato altri quattro wallet provenienti da CryptoBilis senza trovare prove di manomissione. Secondo crypto.news, quei quattro dispositivi erano due Safe 5, un Safe 7 e un Safe 3, arrivati al laboratorio entro il 19 ottobre; il Safe 5 oggetto della nuova segnalazione non faceva parte di quel gruppo.
L’impianto descritto: una scheda extra con modulo cellulare
La segnalazione descrive una scheda elettronica aggiuntiva montata tra la scheda principale e lo schermo del Safe 5, dotata di un modulo cellulare e di un’antenna. Il comunicato di Trezor riferisce che, secondo il resoconto del cliente (che l’azienda dice di non aver verificato in prima persona), il componente legge ciò che appare sullo schermo, compresa la frase di backup del wallet, e la invia su rete mobile ogni volta che il dispositivo viene collegato.
La frase di recupero (la sequenza di parole che permette di ricostruire un wallet) è ciò che custodisce davvero i Bitcoin su un hardware wallet. Per questo BitcoinLive24 segue il caso: chi la conosce può controllare i fondi, anche senza avere il dispositivo fisico. Trezor aggiunge che ripristinare su un altro dispositivo il backup generato da un wallet manomesso non risolve il problema, perché la frase resterebbe comunque esposta.
Il cliente indonesiano aveva già trasferito i suoi fondi fuori dal dispositivo prima di accorgersi del componente aggiuntivo, e per questo, secondo Trezor, non ci sono perdite note. L’azienda racconta anche che la persona aveva notato una differenza di peso, ma avverte che una bilancia non è un test affidabile: piccole differenze possono avere altre cause.
Cosa fare se hai comprato un Trezor da CryptoBilis dopo marzo 2026
Trezor chiede a chiunque abbia comprato un suo wallet da CryptoBilis dal marzo 2026 in avanti di creare un nuovo wallet con una nuova frase di recupero e di spostarvi i fondi il prima possibile. L’indicazione vale per ogni modello Trezor acquistato da quel rivenditore, non solo per il Safe 5 della segnalazione, e comprende anche i negozi che vendono dispositivi forniti da CryptoBilis, come il suo negozio su Tokopedia.
| Situazione | Cosa consiglia Trezor | Motivo indicato |
|---|---|---|
| Wallet comprato da CryptoBilis dal marzo 2026 e già in uso | Spostare i fondi su un nuovo wallet con una nuova frase di recupero | Il backup generato dal wallet manomesso non risolve il problema se ripristinato altrove |
| Wallet comprato da CryptoBilis e mai configurato | Non configurarlo e non inserire mai un backup esistente | Evitare di esporre la frase di recupero a un eventuale impianto |
| Wallet comprato da un altro rivenditore | Nessuna misura specifica: Trezor non ha segnalazioni su altri rivenditori | L’azienda promette di avvisare i clienti se la situazione cambia |
Fonte della tabella: il comunicato di Trezor del 30 ottobre 2026. Chi non ha un altro hardware wallet sicuro può, secondo l’azienda, spostare temporaneamente i fondi su un wallet software o su un exchange che conosce, controllando con attenzione l’intero indirizzo di destinazione prima di ogni invio. Trezor offre ai clienti interessati un nuovo dispositivo spedito direttamente oppure un voucher per coprirne il costo, e chiede di conservare il wallet di CryptoBilis e di contattare il supporto.
Chi non è sicuro della provenienza del proprio dispositivo può controllare il nome del venditore sulla ricevuta o scrivere al supporto. Trezor segnala inoltre che i truffatori useranno quasi certamente l’episodio per attacchi di phishing, con email, lettere e telefonate false, e ricorda che il supporto non chiede mai la frase di recupero: nessuno deve condividerla con nessuno.
Il caso Ledger e CryptoBilis: cosa era già successo
Secondo il comunicato di Trezor, CryptoBilis era rivenditore autorizzato sia di Ledger sia di Trezor nel Sud-Est asiatico quando, il 9 ottobre 2026, Ledger ha iniziato a indagare sulle perdite di fondi dei clienti che avevano comprato i suoi wallet da quel canale. Trezor racconta di aver rimosso CryptoBilis dalla propria rete lo stesso giorno e di aver poi limitato ulteriormente i venditori autorizzati, come misura preventiva. Ledger ha poi confermato che alcuni dispositivi erano stati manomessi fisicamente in un sofisticato attacco alla catena di fornitura.
Sul fronte dei furti, secondo crypto.news, il 29 ottobre la società di analisi Arkham Intelligence ha ricondotto 95,35 milioni di dollari di sospetti furti, distribuiti su 1.486 indirizzi, al periodo tra il 7 e il 9 ottobre. Su BitcoinLive24 avevamo già raccontato l’indagine di Ledger su CryptoBilis con 86 milioni di dollari di furti stimati, lo stop di Ledger e Trezor a parte dei rivenditori e il caso di chi ha perso 60 Bitcoin in wallet Ledger manomessi.
Cosa resta da chiarire sul Trezor Safe 5
Il laboratorio di Trezor deve ancora esaminare il dispositivo, e finché non lo farà la vicenda resta una segnalazione ritenuta credibile ma non confermata. Trezor dice di non sapere chi sia dietro l’impianto e di non voler fare paragoni con Ledger mentre le indagini sono in corso, aggiungendo che ogni produttore costruisce i propri dispositivi in modo diverso. L’azienda collabora con Ledger e con altri soggetti coinvolti per condividere le informazioni.
Un secondo punto riguarda i fondi: i wallet Trezor sono self-custodial (la custodia resta all’utente), quindi l’azienda non può vedere i saldi dei clienti e dichiara di non avere prove di perdite. L’aggiornamento arriverà sul comunicato originale se il quadro cambia. Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né indicazioni di sicurezza personalizzate.
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Domande frequenti su Trezor Safe 5 e CryptoBilis
Che cosa ha scoperto Trezor sul Safe 5?
Trezor non ha ancora confermato nulla: ha ricevuto il 28 ottobre 2026 la segnalazione di un impianto in un Safe 5 comprato da CryptoBilis e non ha ancora esaminato il dispositivo. L’azienda ritiene la segnalazione credibile e ha scelto di avvisare subito i clienti, senza attendere l’esame in laboratorio.
Devo spostare i fondi se ho un Trezor comprato altrove?
Non è una misura richiesta da Trezor: l’azienda dice di non avere segnalazioni su altri rivenditori e promette di avvisare i clienti se la situazione cambia. L’indicazione di creare un nuovo wallet riguarda chi ha comprato da CryptoBilis dal marzo 2026.
Posso controllare da solo se il mio wallet è manomesso?
No, secondo Trezor non esiste un modo affidabile per ispezionare il dispositivo da soli. Pesarlo non basta, perché una piccola differenza di peso può avere altre cause e una bilancia non può né confermare né escludere una manomissione: chi ha comprato da CryptoBilis dopo marzo 2026 dovrebbe spostare i fondi e contattare il supporto.
CryptoBilis è ancora un rivenditore autorizzato Trezor?
No, Trezor ha rimosso CryptoBilis dalla propria rete di rivenditori il 9 ottobre 2026, lo stesso giorno in cui Ledger ha avviato le indagini sulle perdite dei suoi clienti. Il comunicato di Trezor precisa che fino a ottobre 2026 CryptoBilis era un rivenditore ufficiale nel Sud-Est asiatico.
