Un ingegnere informatico britannico, Lewis Barber, ha citato davanti alla giustizia civile di Londra HDR Global Trading, la società che gestiva la piattaforma di derivati crypto BitMEX, chiedendo la restituzione di 324,8 bitcoin. Sostiene che la piattaforma abbia operato con lui nel Regno Unito senza l’autorizzazione dell’autorità di vigilanza finanziaria britannica, la Financial Conduct Authority (FCA), come riportano il Guardian e Decrypt. I dettagli della causa sono emersi poche settimane dopo la chiusura di BitMEX, avvenuta il 23 settembre 2026, e i suoi legali sostengono che Barber potrebbe essere uno di migliaia di investitori non professionali britannici con perdite simili.
BitMEX citata a Londra: cosa sostiene l’atto di citazione
L’atto è stato depositato presso l’High Court di Londra (la Commercial Court, precisa Decrypt) ma non ancora notificato a BitMEX: lo scrivono sia il Guardian sia Decrypt. Barber contesta tutte le operazioni in perdita effettuate sulla piattaforma tra il 2018 e il 2022. Per Decrypt, si tratta di 1.053 operazioni su circa 2.294 totali, eseguite da cinque conti, e tutte riguardano i perpetual swap, derivati simili ai future ma senza scadenza.
La tesi giuridica è questa: ogni operazione sarebbe un’attività regolamentata che BitMEX non era autorizzata a svolgere nel Regno Unito, quindi nessuna di esse sarebbe eseguibile contro Barber ai sensi del Financial Services and Markets Act 2000, la legge britannica sui mercati finanziari. Il Guardian aggiunge che, secondo l’atto, i contratti sarebbero nulli e il consumatore avrebbe diritto alla restituzione dei bitcoin persi. Decrypt riferisce inoltre una richiesta di risarcimento per dolo (“deceit”), perché BitMEX avrebbe implicitamente dichiarato di poter operare legalmente con lui sapendo di non essere autorizzata.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Querelante | Lewis Barber, ingegnere informatico britannico | Guardian, Decrypt |
| Convenuta | HDR Global Trading Limited, proprietaria e gestore di BitMEX | Guardian |
| Tribunale | High Court di Londra; per Decrypt, la Commercial Court | Guardian, Decrypt |
| Bitcoin rivendicati | 324,8 BTC | Decrypt |
| Valore indicato | 20,4 milioni di sterline al 1° ottobre secondo l’atto; circa 27,2 milioni di dollari nel calcolo di Decrypt | Decrypt |
| Operazioni | Circa 2.294 operazioni dal 2018 al 2022 su cinque conti; ne vengono contestate 1.053, quelle in perdita | Decrypt |
| Stato della causa | Depositata ma non ancora notificata a BitMEX | Guardian, Decrypt |
Sul valore le cifre non coincidono del tutto: l’atto, citato da Decrypt, indica 20,4 milioni di sterline al 1° ottobre per i 324,8 BTC, mentre il Guardian scrive di bitcoin persi per un valore di 20 milioni di sterline, senza precisare la data di riferimento. La conversione in circa 27,2 milioni di dollari è un calcolo di Decrypt sui tassi di cambio dell’atto.
Il ruolo dell’FCA: l’avviso del 2020
L’autorità britannica aveva già pubblicato un avviso su BitMEX. Sulla pagina di avviso dell’FCA si legge che l’FCA riteneva che la società potesse fornire servizi o prodotti finanziari nel Regno Unito senza la sua autorizzazione, che non era autorizzata e si rivolgeva a persone nel Paese, e che chi la usava non avrebbe avuto accesso al Financial Ombudsman Service né alla protezione dell’FSCS, il fondo britannico di tutela dei risparmiatori.
L’atto di Barber, citato dal Guardian, data un avviso dell’FCA “intorno al 3 marzo 2020”, mentre la pagina dell’autorità riporta come prima pubblicazione il 20 marzo 2020. L’atto sostiene inoltre che BitMEX non escludesse il Regno Unito dalle sue campagne promozionali, tra cui un annuncio sul Times del 3 gennaio 2019 secondo il Guardian, e che permettesse ai nuovi utenti di indicare il Regno Unito come Paese di residenza, aggiunge Decrypt.
Quanto può pesare: i legali parlano di centinaia di milioni di sterline
Il Guardian riporta che i legali di Barber parlano di migliaia di investitori non professionali britannici con perdite dopo avere ricevuto prodotti derivati in violazione delle regole dell’FCA e della tutela dei consumatori. Gareth Keillor, partner dello studio Seladore Legal che rappresenta Barber, ha dichiarato che altri residenti nel Regno Unito potrebbero avere stipulato contratti analoghi con BitMEX, precisando che l’esistenza di un diritto dipenderà dai fatti e dallo storico delle operazioni di ciascuno. Nel resoconto del Guardian, i legali sostengono che, se Barber vincesse, il conto per BitMEX potrebbe arrivare a centinaia di milioni di sterline; Decrypt riporta la stessa stima come potenziale totale per gli utenti britannici.
È una stima dei legali del querelante, non una valutazione del tribunale, e la causa non è nemmeno arrivata alla notifica. Un portavoce di BitMEX ha risposto al Guardian che “nessuna causa di questo tipo è stata notificata a HDR Global Trading Limited”, frase riportata anche da Decrypt. Né il Guardian né Decrypt riportano commenti dell’FCA sulla causa.
Il contesto: chiusura, cause negli Stati Uniti e precedenti penali
BitMEX ha chiuso il 23 settembre 2026, dopo l’annuncio di luglio, secondo Decrypt; il Guardian parla di una chiusura volontaria seguita a quella che la società ha descritto come una revisione strategica. Il Guardian ricorda che la piattaforma, con sede alle Seychelles, affronta più azioni a livello internazionale: a New York alcuni investitori hanno intentato una class action per presunto furto di bitcoin e insider trading, accuse che, sempre secondo il Guardian, sono state respinte con forza. Decrypt parla di una class action proposta, che ha tra i convenuti i cofondatori Ben Delo, Arthur Hayes e Samuel Reed.
Sul piano penale, entrambe le testate ricordano che i tre cofondatori si sono dichiarati colpevoli nel 2022 di violazioni del Bank Secrecy Act, la legge statunitense antiriciclaggio, per carenze nei controlli, e che sono stati graziati dal presidente Donald Trump nel marzo 2025. Nel 2024 anche BitMEX come società ha ammesso le stesse violazioni e a gennaio 2025 le è stato ordinato di pagare 100 milioni di dollari.
C’è anche una dimensione politica britannica. Ben Delo ha donato 36 milioni di sterline a Reform UK, una cifra che il Guardian definisce record e Decrypt la più alta donazione singola nella storia politica britannica. Le due testate citano la donazione come contesto e non indicano alcun legame con la causa civile di Barber, che riguarda l’autorizzazione di BitMEX a operare con utenti britannici.
Due fronti giudiziari: Londra e New York
BitMEX ha sede alle Seychelles, secondo il Guardian, ma la causa di Barber si fonda sul diritto britannico, in particolare sul Financial Services and Markets Act 2000. Il contenzioso statunitense riguarda accuse diverse (presunto furto di bitcoin e insider trading) e un’azione collettiva ancora in fase di proposta, mentre i precedenti penali negli Stati Uniti riguardano i controlli antiriciclaggio.
Perché conta per chi usa Bitcoin nel Regno Unito
Il cuore della causa è una tesi giuridica: secondo il querelante, ai sensi del Financial Services and Markets Act 2000, i contratti stipulati con un’entità non autorizzata nel Regno Unito non sarebbero eseguibili e le perdite sarebbero recuperabili. È una tesi che dovrà essere valutata da un giudice; la causa è rivolta a HDR Global Trading, la società che gestiva BitMEX.
Per chi usa piattaforme di derivati è prudente, come suggerisce l’avviso dell’FCA, controllare se l’operatore è autorizzato dal regolatore del proprio Paese e quali tutele offre. La stessa pagina di avviso dell’FCA invita a verificare l’azienda sul Financial Services Register.
Lo stesso intreccio tra tribunali, regole nazionali e Bitcoin compare in altri fascicoli seguiti da BitcoinLive24: dal caso di 61.000 bitcoin sequestrati da una corte britannica sotto la legge cinese alla conferma delle prove di analisi blockchain nel procedimento Bitcoin Fog.
Prossimi passi della causa
Gli elementi da seguire sono tre: la notifica formale dell’atto a HDR Global Trading, la risposta della società e l’eventuale comparsa di altri querelanti; lo studio legale osserva che altri residenti nel Regno Unito potrebbero avere stipulato contratti analoghi. Finché la società non risponde nel merito, le accuse restano allegazioni di parte, non fatti accertati.
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Domande frequenti sulla causa contro BitMEX
Chi ha citato BitMEX a Londra?
Lewis Barber, ingegnere informatico britannico, ha citato HDR Global Trading, la società che gestiva BitMEX, chiedendo la restituzione di 324,8 BTC (cifra riportata da Decrypt; il Guardian parla di bitcoin persi per un valore di 20 milioni di sterline).
Perché la causa dice che le operazioni non sono valide?
Perché, secondo l’atto, BitMEX non era autorizzata dall’FCA a offrire derivati nel Regno Unito e, ai sensi del Financial Services and Markets Act 2000, i contratti non sarebbero eseguibili contro l’utente.
BitMEX è ancora attiva?
No: la piattaforma ha chiuso il 23 settembre 2026, dopo un annuncio di luglio, secondo Decrypt.
La causa è già stata notificata?
No: l’atto è stato depositato ma non ancora notificato, e un portavoce di BitMEX ha dichiarato che nessuna causa di questo tipo è stata notificata a HDR Global Trading Limited.
Gli utenti italiani possono fare lo stesso?
Le fonti parlano solo di utenti con sede nel Regno Unito e di regole britanniche; per la situazione in Italia serve rivolgersi a un legale. Questo articolo non costituisce consulenza legale né finanziaria.
