Bitcoin Fog: la Corte d’Appello Conferma le Prove Chainalysis

Martelletto da giudice su una scrivania, simbolo del processo a Samourai Wallet

Il 25 settembre 2026 la Corte d’Appello federale del Distretto di Columbia (D.C. Circuit) ha confermato la condanna di Roman Sterlingov, l’uomo con doppia cittadinanza svedese e russa accusato di aver gestito il mixer Bitcoin Fog, e la pena di 150 mesi di carcere. Nella opinione della D.C. Circuit (caso n. 24-3161) i giudici hanno ritenuto ammissibili anche le prove ottenute con Chainalysis Reactor, il software che ha attribuito a Bitcoin Fog oltre 900.000 indirizzi. Per Bitcoin è un precedente sul valore giudiziario dell’analisi della blockchain, non una sentenza sulla legalità degli strumenti di privacy.

La Corte d’Appello conferma la condanna di Sterlingov

La Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia ha deciso il 25 settembre 2026, dopo l’udienza del 12 maggio, con un’opinione scritta dal giudice Wilkins e un collegio completato dai giudici Millett e Pillard. Secondo la opinione della D.C. Circuit, Sterlingov era stato condannato da una giuria per cospirazione per riciclaggio di denaro, riciclaggio sostanziale, gestione di un’attività di trasferimento di denaro senza licenza a livello federale e a livello del Distretto di Columbia. In primo grado era stato condannato a 150 mesi di carcere, cioè dodici anni e mezzo; MLex ha titolato la notizia come un appello perso contro condanna e pena.

Il collegio ha esaminato e respinto tutti i motivi di ricorso: la competenza territoriale del tribunale di Washington, i termini di prescrizione, l’ammissibilità degli esperti, il rifiuto di consegnare il codice sorgente di Reactor, il diritto al contraddittorio e il giusto processo. La parte che interessa di più chi segue Bitcoin è quella sugli esperti.

Cos’è Chainalysis Reactor e come raggruppa gli indirizzi Bitcoin

Chainalysis Reactor è un software proprietario che raggruppa (in gergo “clustering”) gli indirizzi Bitcoin che si presume appartengano allo stesso soggetto. Secondo la opinione della D.C. Circuit, che riprende la testimonianza di Elizabeth Bisbee, analista di Chainalysis Government Solutions, il raggruppamento si basa su tre euristiche (regole empiriche di attribuzione).

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EuristicaCosa assumeEsempio dall’opinione
Co-spendChi spende insieme più indirizzi in una sola transazione ne controlla gli indirizzi in ingressoTre indirizzi con 3, 2 e 1 bitcoin finanziano un acquisto da 5,5 BTC
ComportamentaleIndirizzi con schemi di transazione simili appartengono allo stesso soggettoAnalisi dell’indirizzo di resto e “impronta digitale” della transazione
Basata su intelligenceDati da fughe di informazioni, atti giudiziari e partnership collegano indirizzi a entitàInformazioni da documenti giudiziari e accordi sui dati

L’indirizzo di resto (change address) è quello su cui il portafoglio fa tornare i bitcoin non spesi: se si paga 5,5 BTC con 6 BTC, 0,5 BTC tornano a un nuovo indirizzo generato dal software. Come spiega l’opinione, un bitcoin non si può “spezzare” più di quanto si possa avere il resto di una banconota da 20 dollari strappandola.

Nel processo, riferisce la opinione della D.C. Circuit, Reactor aveva “raggruppato e attribuito” a Bitcoin Fog oltre 900.000 indirizzi, con otto mercati darknet che avevano inviato al mixer circa 80.000 bitcoin. Tra i mercati darknet nominati nell’opinione ci sono Silk Road, AlphaBay e Agora.

Perché la Corte ha ammesso Reactor nonostante nessuna revisione tra pari

La difesa sosteneva che Reactor non fosse affidabile secondo lo standard Daubert (il criterio con cui i tribunali federali americani decidono se una testimonianza tecnica può essere ammessa), perché non era mai stato sottoposto a revisione tra pari e non aveva un tasso d’errore noto. La Corte ha riconosciuto entrambi i fatti. I due esperti, dice l’opinione, hanno ammesso che Reactor non era stato sottoposto a revisione tra pari e che non conoscevano il tasso d’errore del software.

I giudici hanno però ricordato che i fattori Daubert non sono una lista di controllo esaustiva e hanno indicato altri segnali di affidabilità:

Segnale di affidabilitàCosa riporta l’opinione
Esperienza degli espertiL’agente FBI Luke Scholl e Bisbee non ricordavano un caso in cui un’attribuzione di Reactor si fosse poi rivelata errata; Bisbee parla di migliaia di verifiche
Uso diffusoReactor è uno strumento standard, usato da forze dell’ordine e specialisti del settore privato: per la Corte è un indizio di accettazione generale
Riscontri esterniUn appaltatore del governo ha confermato che Reactor aveva raggruppato e attribuito correttamente il 99,9% di un grande numero di indirizzi in un altro caso
Operazioni sotto coperturaSu cinque indirizzi usati da Bitcoin Fog nelle operazioni sotto copertura del governo, Reactor ne aveva associati correttamente quattro

La difesa ha letto il quattro su cinque come un tasso d’errore del 20% emerso da un test manuale di Scholl. La Corte, citando il giudice di primo grado, ha risposto che Reactor è “deliberatamente prudente e quindi sotto-inclusivo”, cosa che difficilmente è un motivo per dubitare della sua affidabilità. Sulla revisione tra pari la opinione della D.C. Circuit, richiamando un precedente (Morgan), scrive che, in un campo nuovo e specializzato come il tracciamento della blockchain, la mancanza di studi esterni non sorprende.

Il contesto: investigazioni on-chain e privacy su Bitcoin

Il ruolo di Chainalysis nella vicenda va letto con una cautela. L’opinione registra che Chainalysis è intervenuta come amicus curiae (parte terza che presenta argomenti al tribunale) a sostegno del governo, e il resoconto pubblicato da Chainalysis sul proprio blog sostiene che la società sia l’unica piattaforma di analisi blockchain ad aver superato il vaglio Daubert. È un’affermazione della società interessata, che nell’opinione non compare.

Il quadro normativo americano sui mixer resta separato da questo caso. Come abbiamo scritto in FinCEN ritira le regole su mixer e unhosted wallet, le proposte della Rete anti-riciclaggio del Tesoro (FinCEN) erano del 2023 e del 2020 e non sono mai entrate in vigore. Sterlingov è stato invece perseguito con norme già vigenti: riciclaggio e gestione senza licenza di un’attività di trasferimento di denaro.

Il filo comune con altre vicende giudiziarie recenti è che i tribunali stanno definendo come trattare i bitcoin e le prove on-chain. Un esempio è la decisione dell’Alta Corte britannica sui 61.000 bitcoin sequestrati, dove il punto in discussione era la legge applicabile ai diritti degli investitori.

Le conseguenze per Bitcoin: cosa cambia e cosa no

La decisione conferma che, in questo caso, l’ammissione di prove basate sul clustering non è stata un abuso di discrezionalità, grazie alle spiegazioni date in aula e ai riscontri esterni. Non dice che l’analisi della blockchain sia infallibile, e la stessa opinione ricorda che Reactor è “sotto-inclusivo”.

Sulla richiesta del codice sorgente, l’opinione riferisce che il tribunale di primo grado ha ordinato a Chainalysis di fornire euristiche e ipotesi di Reactor solo ai difensori e agli esperti qualificati, con un ordine di protezione, e non all’imputato. La ragione indicata era evitare di offrire una mappa a chi vuole aggirare le tecniche di tracciamento. Il codice sorgente, invece, non è stato consegnato: il giudice ha ritenuto che l’imputato non ne avesse dimostrato la necessità, dato l’accesso del suo avvocato alle euristiche, e la D.C. Circuit ha respinto anche questo motivo di ricorso.

Sulla pena la Corte ha respinto la contestazione della difesa. Il governo aveva considerato circa 400 milioni di dollari transitati dal mixer, mentre per la difesa il valore non poteva superare circa 78 milioni, la quota attribuita a mercati darknet noti. I giudici hanno osservato che l’onere di distinguere i fondi leciti da quelli illeciti spettava a Sterlingov e che non l’aveva assolto. Non si sono invece pronunciati sulla legittimità costituzionale o legale di quell’onere.

Prospettive: tre cose da seguire

Il primo punto è la ricaduta su altri processi nel circuito di Washington, dove la decisione potrà essere richiamata dalle parti; non abbiamo verificato la sua designazione formale come precedente. Il secondo è se la difesa chiederà un riesame o un ricorso a un grado superiore, di cui al momento non abbiamo trovato notizia. Il terzo è se altri strumenti di analisi della blockchain verranno sottoposti allo stesso vaglio, visto che la società non indica altri fornitori che lo abbiano superato.

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Domande frequenti su Bitcoin Fog e Chainalysis Reactor

Cosa ha deciso la Corte d’Appello su Bitcoin Fog?

Il 25 settembre 2026 la D.C. Circuit ha confermato la condanna di Roman Sterlingov e la pena di 150 mesi, respingendo tutti i motivi di ricorso, secondo la opinione della D.C. Circuit.

Chainalysis Reactor è considerato affidabile in tribunale?

In questo caso sì: la Corte ha ritenuto che il tribunale di primo grado non abbia abusato della sua discrezionalità nell’ammettere le testimonianze su Reactor, pur riconoscendo che il software non è stato sottoposto a revisione tra pari. Lo riporta la opinione della D.C. Circuit.

Cos’è il clustering degli indirizzi Bitcoin?

È un metodo che raggruppa gli indirizzi presumibilmente controllati dallo stesso soggetto, usando regole come la spesa congiunta di più indirizzi e l’analisi dell’indirizzo di resto, come descritto nella opinione della D.C. Circuit.

La decisione rende illegali i mixer in Bitcoin?

No. L’opinione riguarda le accuse a carico di Sterlingov e l’ammissibilità delle prove. Sulle regole federali per i mixer, FinCEN aveva ritirato le proposte del 2023 e del 2020, come raccontato in FinCEN ritira le regole su mixer e unhosted wallet.

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Redazione Bitcoinlive24

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