Il FinCEN (Financial Crimes Enforcement Network, l’ente del Tesoro USA contro il riciclaggio) ritira le regole su mixer e unhosted wallet: ha cancellato due proposte di regola, quella sui mixer del 2023 e quella sugli unhosted wallet del 2020. Secondo i due avvisi pubblicati nel Federal Register del 6 ottobre 2026 (documento 2026-20429 e documento 2026-20430), le proposte decadono a partire da quella data. Per chi custodisce da sé i propri bitcoin la decisione cancella due proposte che avrebbero imposto agli intermediari obblighi di segnalazione e conservazione dei dati dei clienti.
FinCEN Ritira le Regole su Mixer e Unhosted Wallet: Cosa è Successo
Il FinCEN ha pubblicato nel Federal Register (la Gazzetta Ufficiale federale USA) del 6 ottobre 2026 due ritiri distinti, entrambi firmati dal vicedirettore Jimmy L. Kirby. Il primo cancella la proposta dell’ottobre 2023 (88 FR 72701) che definiva il mixing di valute virtuali convertibili (CVC) come “classe di transazioni di primaria preoccupazione per il riciclaggio”, ai sensi della sezione 311 del USA PATRIOT Act. Il secondo cancella la proposta del 23 dicembre 2020 (85 FR 83840) sugli unhosted wallet, cioè i portafogli non gestiti da un intermediario regolato. Gli avvisi riportano 31 CFR parte 1010 per i mixer e parti 1010, 1020 e 1022 per gli unhosted wallet. Lo conferma anche la copertura di The Block e Decrypt.
Un mixer è un servizio che mescola le transazioni di più utenti per rendere più difficile tracciare l’origine dei fondi. Un unhosted wallet (portafoglio self-custody) è un wallet di cui l’utente controlla direttamente le chiavi private, senza exchange o banca in mezzo. Sono due strumenti diversi, ma le proposte ritirate prevedevano obblighi di segnalazione e conservazione dei dati a carico degli istituti finanziari (per gli unhosted wallet, banche e MSB, anche con verifica dell’identità).
Cosa Prevedevano le Due Proposte Ritirate
La proposta sui mixer avrebbe obbligato gli istituti finanziari a inviare al FinCEN un rapporto ogni volta che sapessero o sospettassero una transazione in cripto con mixing internazionale. Il testo del ritiro ricorda che il rapporto avrebbe incluso importo, tipo di valuta, mixer usato, indirizzo del wallet del cliente, hash delle transazioni, data, indirizzi IP e una descrizione narrativa. Gli istituti avrebbero inoltre dovuto conservare i dati di identità dei clienti, tra cui data di nascita, indirizzo ed email.
La proposta sugli unhosted wallet, spiega il secondo avviso, avrebbe imposto a banche e money service business (MSB, società di trasferimento di denaro) di segnalare le transazioni con un wallet non ospitato, o ospitato in una giurisdizione estera indicata dal FinCEN, oltre i 10.000 dollari, anche se aggregate nell’arco di 24 ore. Per le transazioni oltre i 3.000 dollari avrebbe richiesto di conservare i registri e verificare l’identità del cliente.
| Aspetto | Regola sui mixer | Regola sugli unhosted wallet |
|---|---|---|
| Proposta originale | 23 ottobre 2023 (88 FR 72701) | 23 dicembre 2020 (85 FR 83840) |
| Parti CFR indicate nell’avviso | Sezione 311 del USA PATRIOT Act (31 CFR parte 1010) | 31 CFR parti 1010, 1020 e 1022 |
| Chi doveva adempiere | Istituti finanziari coperti | Banche e money service business |
| Soglie | Nessuna soglia indicata nel testo di ritiro | Segnalazione sopra 10.000 $, registri sopra 3.000 $ |
| Esito | Ritirata dal 6 ottobre 2026 | Ritirata dal 6 ottobre 2026, nessuna ulteriore azione |
Le Motivazioni del FinCEN e il Contesto Politico
Sui mixer il FinCEN scrive che il ritiro è “informato dalle preoccupazioni dei commentatori” secondo cui la definizione di CVC mixing, giudicata troppo ampia, “potrebbe avere un effetto dissuasivo sull’attività legittima” e imporre un forte onere di segnalazione agli istituti (traduzione nostra dal testo ufficiale). L’ente ribadisce però che i soggetti illeciti continuano a usare mixer e altri strumenti per ostacolare le indagini, e che continuerà a monitorare queste attività.
Entrambi gli avvisi richiamano il rapporto del luglio 2025 del Presidential Working Group on Digital Asset Markets, il gruppo di lavoro della Casa Bianca istituito con l’ordine esecutivo 14178. Il rapporto afferma che “l’amministrazione Trump sostiene la possibilità per gli utenti legittimi di asset digitali di effettuare transazioni private su una blockchain pubblica” e raccomanda al Tesoro di valutare i prossimi passi sulla proposta relativa ai mixer. Per gli unhosted wallet il FinCEN parla di un ritiro nell’ambito degli sforzi per rendere le regole sugli asset digitali “adatte allo scopo”.
Il quadro politico spiega il momento: il rapporto del 2025 distingue tra uso legittimo e uso illecito degli strumenti di privacy. Sul tema privacy c’è anche una dimensione giudiziaria: ne è un esempio il caso Samourai Wallet, di cui abbiamo raccontato la lettera dal carcere di Keonne Rodriguez.
Le Conseguenze per Bitcoin e per Chi Usa la Self-Custody
Il ritiro non legalizza né vieta nulla di nuovo: rimuove due regole che non erano mai entrate in vigore. L’effetto pratico è l’assenza di un obbligo, che sarebbe ricaduto su banche ed exchange, di raccogliere dati sulle controparti che usano wallet self-custody sopra le soglie previste dalla proposta del 2020. Gli avvisi non modificano altre norme antiriciclaggio.
Per chi detiene bitcoin in self-custody il segnale è che, almeno a livello di FinCEN, la proposta di tracciare i trasferimenti verso wallet personali è stata abbandonata. Il FinCEN dichiara che non prenderà ulteriori iniziative su quel testo. L’avviso sui mixer lascia invece aperta la porta a interventi futuri: il FinCEN scrive che potrà “adottare misure appropriate” se emergeranno attività illecite.
Le Reazioni e le Cautele
Secondo Decrypt, i due avvisi sono stati depositati lunedì 5 ottobre e hanno ricevuto la pubblicazione ufficiale il giorno dopo. Il direttore esecutivo di Coin Center, Peter Van Valkenburgh, parla di un segnale positivo in un mese difficile per la privacy, ma avverte che l’autorità legislativa per regole simili resta intatta.
Prospettive: Cosa Resta Aperto
Il ritiro chiude due fascicoli, ma non il dibattito. Restano aperti due fronti:
- Mixer: il FinCEN dichiara che continuerà a monitorare le attività illecite e che potrà adottare misure appropriate in seguito.
- Fronte giudiziario: il ritiro delle regole non chiude i procedimenti penali: secondo il titolo di The Defiant, il Dipartimento di Giustizia continua a sostenere il caso Roman Storm.
Per seguire in tempo reale le decisioni dei regolatori che toccano Bitcoin, scarica l’app BitcoinLive24. Sul fronte delle regole americane abbiamo raccontato anche la proposta della SEC sulla custodia crypto per consulenti e fondi.
Domande Frequenti sul Ritiro delle Regole FinCEN
Cosa ha deciso il FinCEN il 6 ottobre 2026?
Ha ritirato due proposte di regola: quella del 2023 che proponeva di qualificare il mixing internazionale di cripto una questione di primaria preoccupazione per il riciclaggio e quella del 2020 sugli unhosted wallet. Il ritiro vale dal 6 ottobre 2026.
Come impatta chi usa un wallet self-custody?
La proposta del 2020 avrebbe imposto a banche e MSB di segnalare i trasferimenti verso wallet non ospitati oltre 10.000 dollari e di verificare l’identità del cliente oltre 3.000 dollari. Con il ritiro quell’obbligo non entrerà in vigore.
I mixer sono ora legali?
L’avviso non cambia lo status legale dei mixer: ritira una proposta di regola. Il FinCEN ricorda che i soggetti illeciti li usano ancora e che continuerà a monitorarli.
Le due regole erano mai entrate in vigore?
No, erano proposte (notice of proposed rulemaking) mai finalizzate. Per questo si parla di ritiro e non di abrogazione.
Quali sono i prossimi passi?
Per gli unhosted wallet il FinCEN dichiara che non prenderà ulteriori azioni. Sui mixer l’ente ha detto che potrà adottare misure appropriate in futuro, se necessario.
