Un canadese su quattro possiede crypto asset o fondi crypto, ma solo l’8% di chi detiene direttamente le monete le conserva su un hardware wallet. Lo dice il terzo Crypto Asset Survey della Ontario Securities Commission, pubblicato il 28 luglio 2026 e condotto con Ipsos su 2.360 canadesi. Il quadro che emerge e’ quello di un mercato che si allarga in fretta mentre le abitudini di custodia restano ferme dove erano nel 2022.
Il sondaggio OSC: adozione piu’ che raddoppiata in due anni
La Ontario Securities Commission (l’autorita’ di vigilanza sui mercati finanziari dell’Ontario) misura il rapporto dei canadesi con le crypto dal 2022. Questa e’ la terza rilevazione: campione di 2.360 persone dai 18 anni in su, lavoro sul campo dal 18 dicembre 2025 al 22 gennaio 2026, con un sovracampionamento dei possessori per arrivare ad almeno 500 interviste utili.
Secondo il comunicato ufficiale dell’OSC, i possessori sono ora il 25% dei canadesi, contro il 10% del 2023 e il 13% del 2022. Nello stesso periodo la quota di chi sa identificare correttamente la definizione di crypto asset e’ salita al 59%, dal 54% del 2023 e dal 51% del 2022.
«I mercati crypto continuano a evolversi, e i canadesi vi partecipano piu’ che mai», ha dichiarato Naizam Kanji, Executive Vice President, Strategic Regulation dell’OSC, nel comunicato che accompagna il report.
Vale la pena leggere il 25% per quello che e’: la somma di tre gruppi distinti. Il 10% dei canadesi possiede solo crypto asset, il 4% possiede solo fondi crypto (strumenti quotati che replicano il prezzo senza far detenere le monete all’investitore), l’11% possiede entrambe le cose. Chi ha in mano crypto vere e proprie, quindi, e’ il 21% della popolazione.
Dove finiscono le monete: 49% sull’exchange, 8% su hardware wallet
Il 49% dei possessori canadesi lascia i propri crypto asset sulla piattaforma dove li ha comprati, il 35% li tiene in un wallet online e l’8% su un hardware wallet. Sono le risposte del 2025 alla domanda su dove siano conservati i propri crypto asset, su una base di 515 possessori diretti.
| Modalita’ di custodia | 2022 | 2023 | 2025 |
|---|---|---|---|
| Sull’exchange o piattaforma dove sono stati comprati | 49% | 48% | 49% |
| Wallet online con chiave privata personale | 32% | 32% | 35% |
| Hardware wallet offline | 9% | 11% | 8% |
| Chiave privata su carta in luogo sicuro | 4% | 3% | 3% |
| Altro / non so | 5% | 6% | 6% |
Fonte: OSC Crypto Assets 2025, domanda Q33. Base: possessori di crypto asset, 515 nel 2025, 482 nel 2023, 560 nel 2022.
Il punto non e’ la variazione anno su anno. Il report OSC marca con frecce le differenze statisticamente significative fra una rilevazione e l’altra, e la riga sulla custodia non ne ha nessuna: il passaggio dall’11% all’8% sugli hardware wallet non e’ un calo dimostrato, e’ oscillazione su un campione di poche centinaia di persone. Il dato solido e’ un altro, ed e’ la stabilita’: in tre anni la quota di custodia su dispositivo offline non si e’ mai mossa dalla fascia 8-11%, mentre quella lasciata in mano alla piattaforma e’ rimasta inchiodata a circa una posizione su due.
Piu’ possessori, stessa percentuale in autocustodia
Nel 2025 circa 1,7 canadesi su cento tengono i propri crypto asset su un hardware wallet, contro circa 1 su cento nel 2023. Il calcolo che segue e’ della redazione di BitcoinLive24, non una cifra che l’OSC pubblica.
Nel 2023 i possessori diretti di crypto asset erano il 9% dei canadesi (il 4% con sole crypto piu’ il 5% con crypto e fondi insieme), e l’11% di loro usava un hardware wallet: circa un canadese su cento. Nel 2025 i possessori diretti sono il 21%, l’8% dei quali su hardware wallet: circa 1,7 canadesi su cento.
In valore assoluto, quindi, chi tiene le proprie monete offline e’ cresciuto, e parecchio. Ma e’ cresciuto in proporzione al mercato, non piu’ in fretta: la quota relativa e’ rimasta ferma, e ogni nuovo possessore entrato negli ultimi due anni si e’ distribuito piu’ o meno come quelli che c’erano prima. L’ampliamento della base non ha portato con se’ uno spostamento verso l’autocustodia.
E’ una dinamica che si legge bene accanto ai dati on-chain: come abbiamo raccontato analizzando la mappa di Bitwise sui detentori di Bitcoin, il 66,1% della supply totale risulta in mano a investitori individuali contro il 7,8% delle societa’ quotate e il 7,2% di fondi ed ETF. La proprieta’ resta ampiamente retail: il sondaggio canadese suggerisce che una fetta consistente di quel retail non tiene pero’ le chiavi.
Il limite del report: Bitcoin non viene misurato a parte
Il report OSC non pubblica alcuna ripartizione dei possessori per singola criptovaluta. Le uniche categorie di asset misurate a se’ sono le stablecoin, che l’11% dei canadesi dichiara di avere detenuto o usato negli ultimi dodici mesi, e i token RWA legati ad asset del mondo reale, di cui ha sentito parlare il 24%. Bitcoin compare tre volte nel documento: nell’elenco degli asset che i possessori potrebbero detenere, nel testo della domanda sulla conoscenza del settore e in una risposta testuale di un intervistato. Mai come categoria misurata a parte.
Significa che dal 25% non si puo’ ricavare quanti canadesi possiedano Bitcoin, ne’ quale peso abbia nei portafogli. Chiunque citi una percentuale di canadesi possessori di Bitcoin attribuendola a questo sondaggio sta usando numeri che nel documento non ci sono.
Lo stesso vale per la custodia: l’8% e’ riferito ai crypto asset in generale, non a Bitcoin in particolare. Un possessore che tenga BTC su hardware wallet e altcoin su exchange non e’ distinguibile nei dati, perche’ la domanda chiede dove siano conservati i crypto asset nel complesso, senza separarli per tipo di moneta.
Meta’ dei canadesi non sa chi regola il settore
Alla domanda su chi sia responsabile della regolamentazione dei crypto asset in Canada, il 49% dei canadesi ha risposto di non saperlo e il 24% ha risposto che le crypto non sono regolate affatto. E’ il capitolo piu’ severo dell’intero documento. Solo il 9% ha indicato FINTRAC (l’organismo antiriciclaggio federale) e appena il 6% i regolatori provinciali dei mercati, cioe’ proprio l’OSC e le sue omologhe.
C’e’ pero’ un segnale in controtendenza: la quota di possessori che verifica se la propria piattaforma sia registrata e’ salita al 50%, dal 38% del 2023. E il 24% che crede il settore non regolamentato era il 33% due anni fa.
Altri numeri che aiutano a inquadrare il mercato canadese:
- Il 59% acquista tramite piattaforme centralizzate, solo il 18% tramite exchange decentralizzati.
- Circa un quarto di chi ha comprato tramite una piattaforma centralizzata ha usato una VPN per accedervi, quota sostanzialmente invariata rispetto al 2023.
- Il 39% degli investitori con un consulente finanziario si e’ sentito raccomandare crypto asset, contro il 19% del 2023: quasi il doppio. La raccomandazione tipica e’ di destinarvi meno del 10% del portafoglio.
- Il 52% ritiene che i crypto asset avranno un ruolo chiave nel sistema finanziario futuro, dal 34% del 2023.
- La fiducia nella possibilita’ di comprare e vendere crypto asset in futuro e’ salita al 28% dal 16%, mentre quella nel dollaro statunitense e’ scesa dal 56% al 46%.
Sul fronte opposto, le ragioni per non comprare restano quelle di sempre: il 43% dice di non capire abbastanza il settore, un altro 43% teme frodi e truffe, il 41% lo considera troppo simile al gioco d’azzardo. Fra chi compra, invece, le motivazioni principali sono la diversificazione di portafoglio (28%), l’acquisto di lungo periodo per fiducia nella tecnologia (27%) e la scommessa speculativa (26%).
Cosa significa per gli investitori
Il Canada non e’ l’Italia, ma e’ un mercato regolamentato maturo con dinamiche osservabili anche altrove, e il sondaggio OSC e’ uno dei pochi documenti pubblici che misuri i comportamenti di custodia con metodo statistico invece che con stime on-chain.
Il messaggio operativo e’ che l’adozione e l’autocustodia sono due curve diverse, e la seconda non segue automaticamente la prima. Quando un mercato raddoppia in due anni, la maggior parte dei nuovi arrivati entra dalla porta piu’ semplice, quella dell’exchange, e li’ resta: e’ comodo, non richiede di gestire una chiave privata e non espone al rischio di perderla. In cambio, chi possiede le monete non le controlla direttamente e dipende dalla solvibilita’ e dalla sicurezza di un intermediario.
Il tema si intreccia con quello regolatorio, che in Canada e’ aperto: proprio ieri abbiamo riportato la richiesta di Coinbase Canada di regole permanenti e armonizzate fra le province al posto delle esenzioni temporanee oggi in vigore. Un quadro normativo stabile riduce il rischio di controparte percepito dagli utenti, ma non cambia la natura della custodia delegata.
Prospettive
La prossima rilevazione dell’OSC dira’ se il 25% e’ un punto di arrivo o una tappa, e soprattutto se la quota di custodia offline si muovera’ dalla fascia in cui e’ bloccata da tre rilevazioni consecutive. Il dato da tenere d’occhio non e’ l’adozione, che al momento cresce da sola, ma quel 49% che lascia le monete dove le ha comprate.
Su BitcoinLive24 continuiamo a seguire i report dei regolatori sul rapporto fra pubblico e Bitcoin. Scarica l’app di BitcoinLive24 per ricevere le notizie in tempo reale.
La notizia e’ stata ripresa anche da U.Today.
Domande frequenti
Quanti canadesi possiedono crypto secondo l’OSC?
Il 25% dei canadesi possiede crypto asset o fondi crypto, secondo il sondaggio 2025 pubblicato il 28 luglio 2026. Era il 10% nel 2023 e il 13% nel 2022. Di questo 25%, il 21% detiene direttamente crypto asset e il 4% possiede soltanto fondi.
Il report dice quanti canadesi possiedono Bitcoin?
No. Il documento OSC non pubblica alcuna ripartizione dei possessori per singola criptovaluta: le sole categorie di asset misurate a se’ sono le stablecoin e i token RWA. Bitcoin viene citato tre volte, ma sempre di sfuggita e mai come categoria rilevata. Dal 25% non e’ possibile ricavare la quota specifica di possessori di Bitcoin.
Che cos’e’ un hardware wallet?
E’ un dispositivo fisico che conserva offline la chiave privata necessaria a muovere i propri Bitcoin, senza esporla a internet. Secondo il sondaggio OSC lo usa l’8% dei possessori canadesi di crypto asset, contro il 49% che lascia le monete sulla piattaforma di acquisto.
Perche’ l’8% sugli hardware wallet non va letto come un calo?
Perche’ il report OSC segnala con apposite frecce le differenze statisticamente significative fra una rilevazione e l’altra, e la riga sulla custodia non ne presenta. Il passaggio dall’11% del 2023 all’8% del 2025 rientra nell’oscillazione attesa su un campione di 515 persone.
Quanti canadesi sanno chi regola le crypto?
Pochi: il 49% ha dichiarato di non saperlo e il 24% ritiene che il settore non sia regolamentato. Solo il 6% ha indicato correttamente i regolatori provinciali dei mercati, mentre il 9% ha indicato FINTRAC.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
