Un tribunale di Tianjin ha accettato la richiesta della procura cinese di confiscare 61.896,41552945 bitcoin sequestrati nel Regno Unito a Zhimin Qian: la domanda è stata registrata il 28 settembre 2026 e resa pubblica il 13 ottobre, riferisce Pengpai. Arriva un giorno dopo che l’Alta Corte di Londra ha stabilito che le pretese delle vittime sui coin si valutano con la legge cinese, come abbiamo raccontato nell’articolo sulla sentenza dell’Alta Corte.
Per chi segue Bitcoin la partita non è solo giudiziaria: secondo Decrypt le monete valgono circa 5 miliardi di dollari e tribunali di due Paesi, Cina e Regno Unito, stanno decidendo come disporne. BitcoinLive24 ricostruisce cosa dice l’avviso del tribunale cinese e cosa resta aperto.
Cosa ha annunciato il tribunale di Tianjin
Il Tribunale intermedio del popolo n. 2 di Tianjin ha dichiarato di aver registrato il 28 settembre la richiesta della seconda sezione distaccata (Second Branch) della Procura del popolo di Tianjin di confiscare i proventi dell’indagata Zhimin Qian, scrive Pengpai. Il tribunale si ritiene competente perché il principale luogo del reato è il distretto di Hedong, a Tianjin, e ha avviato la procedura ai sensi dell’articolo 299 del Codice di procedura penale cinese.
La procura sostiene che Qian, accusata di frode nella raccolta di fondi, sia fuggita e sia ricercata da un anno senza essere stata assicurata alla giustizia. Per questo chiede di recuperare i beni sequestrati in Gran Bretagna e, dopo aver restituito quanto spetta agli investitori danneggiati, di confiscare il resto, riporta Pengpai. Qian è già stata condannata a Londra a oltre 11 anni di carcere per frode e riciclaggio, ricorda Decrypt.
I beni indicati nell’elenco: non solo bitcoin
L’elenco pubblicato dal tribunale comprende, oltre ai 61.896,41552945 BTC, altre criptovalute, contanti in tre valute, gioielli e posizioni finanziarie, secondo Pengpai. Nell’elenco compaiono anche Bitcoin Cash, Bitcoin Gold e Bitcoin SV, in quantità quasi identiche tra loro, come mostra la tabella.
| Bene | Quantità indicata | Nota |
|---|---|---|
| Bitcoin (BTC) | 61.896,41552945 | Sequestrati in Regno Unito |
| Bitcoin Cash (BCH) | 72.745,79502 | Dall’elenco del tribunale |
| Bitcoin Gold (BTG) | 72.745,78555 | Dall’elenco del tribunale |
| Bitcoin SV (BSV) | 72.745,7845 | Indicato come “Bitcoin Satoshi’s Vision” |
| XRP | 3.605.989,9995 | Dall’elenco del tribunale |
| Dogecoin (DOGE) | 70.081.208,62553222 | Convertiti dalle autorità britanniche e depositati su un conto fruttifero |
| Altri beni | USD, EUR e GBP in contanti, gioielli, saldi bancari e portafogli di investimento | Senza importi nell’elenco |
Le quantità sono quelle riportate da Pengpai e Odaily, che le cita in forma arrotondata. Le fonti non indicano valori in euro o dollari per i beni diversi dai bitcoin, e noi non li stimiamo.
La frode Lantian Gerui: cifre del procedimento cinese
Secondo l’avviso, tra aprile 2014 e agosto 2017 Qian, a capo di Tianjin Lantian Gerui Electronic Technology, avrebbe venduto prodotti finanziari fittizi promettendo capitale garantito e interessi, per oltre 40,37 miliardi di yuan (403,78 yi, l’unità cinese da 100 milioni), riferisce Pengpai. I fondi, afferma la procura, sono serviti a pagare i vecchi investitori, a gestire progetti fittizi, ad acquistare molti bitcoin e a comprare immobili, auto e gioielli.
Più di 102.000 sottoscrittori avrebbero subito perdite per oltre 19,97 miliardi di yuan, sempre secondo Pengpai. La ricostruzione britannica, descritta da Decrypt, parla di almeno 128.409 contratti di investimento e circa 40,2 miliardi di yuan versati, di cui circa 34,1 miliardi restituiti ad alcuni investitori. I totali in yuan sono dello stesso ordine di grandezza; i danneggiati (oltre 102.000 nell’avviso cinese) e i contratti (almeno 128.409 nella sentenza britannica) sono unità diverse e non li riconcilio.
Sul piano storico, la procura racconta che nel luglio 2017 Qian lasciò la Cina portando con sé il computer con i wallet bitcoin e arrivò nel Regno Unito dopo varie tappe. È la fuga che ha trasformato un caso di raccolta abusiva in una disputa internazionale sul destino di oltre 61.000 bitcoin sequestrati.
Due strade parallele: Londra e Tianjin
La confisca cinese non cancella il procedimento britannico: i due percorsi sono paralleli. A Londra la Corte ha stabilito, secondo Decrypt, che il diritto applicabile alle pretese delle vittime è quello cinese, ma non ha deciso chi tiene i coin. A Tianjin la procura chiede di confiscare i beni, dopo aver restituito agli investitori danneggiati la parte che spetta loro.
| Aspetto | Regno Unito (Alta Corte) | Cina (Tribunale di Tianjin) |
|---|---|---|
| Cosa è stato deciso o avviato | Il 12 ottobre: le pretese delle vittime sui coin seguono la legge cinese | Il 28 settembre: registrata la richiesta di confisca, resa pubblica il 13 ottobre |
| Chi agisce | Il Director of Public Prosecutions (accusa pubblica britannica) | La Procura di Tianjin (seconda sezione distaccata) |
| Questione ancora aperta | Applicazione della legge cinese e chi può dimostrare un diritto sui coin | Udienza dopo i sei mesi di avviso pubblico |
| Posizione delle vittime | Il legale Fieldfisher prepara appello | Possono partecipare tramite una piattaforma online del tribunale |
Le fonti non dicono se la procedura di Tianjin coincida con lo schema di risarcimento gestito dalla Cina che l’accusa britannica aveva citato in passato, come ricorda Decrypt. Resta quindi un punto da verificare quando i due tribunali si pronunceranno.
Cosa possono fare le vittime e quali tempi
L’avviso fissa un periodo di pubblicità di sei mesi, dopo il quale il tribunale esaminerà la richiesta, spiega Pengpai. In questo periodo i parenti stretti di Qian e gli altri soggetti interessati possono chiedere di partecipare al procedimento. Gli investitori danneggiati lo fanno tramite un mini-programma WeChat dedicato alle parti interessate, messo a disposizione dal tribunale.
Chi non partecipa non perde il diritto di ricevere i rimborsi dai beni recuperati, precisa lo stesso avviso, citato da Pengpai.
Lato britannico, Pengpai (via 21financial) riporta che il Crown Prosecution Service ha annunciato un’ulteriore udienza per stabilire se le vittime possano dimostrare un interesse sui coin, mentre Decrypt cita il CPS sulla necessità di un’udienza per determinare l’applicazione della legge. Secondo Decrypt lo studio Fieldfisher, che rappresenta parte dei richiedenti, intende appellare la decisione. La data dell’udienza non è indicata.
Perché conta per Bitcoin e per le riserve degli Stati
Il caso mostra che anche i bitcoin sequestrati restano oggetto di una disputa tra giurisdizioni. Un altro caso in cui un governo gestisce grandi quantità di BTC è lo spostamento di 9.261 bitcoin del governo USA.
Il valore in gioco è alto: Decrypt stima 61.000 BTC in circa 5 miliardi di dollari a un prezzo vicino a 83.200 dollari. Lo stesso articolo indica che al momento del processo di Qian le monete valevano intorno a 7 miliardi di dollari.
Il rischio da seguire non è un’immissione immediata sul mercato: nulla nelle fonti indica che i coin verranno venduti a breve. Il procedimento cinese è ancora nella fase di avviso di sei mesi e quello britannico ha un’ulteriore udienza da fissare: nessuna delle due fonti parla di tempi per un’eventuale vendita.
Scenari da monitorare
Si possono distinguere tre sviluppi possibili, senza che le fonti ne indichino uno come probabile. Nel primo i due tribunali procedono in parallelo e l’esito sulla ripartizione dipende dalla legge cinese, già dichiarata applicabile da Londra. Nel secondo la richiesta di appello delle vittime riapre la questione del diritto applicabile in Regno Unito. Nel terzo la prossima udienza britannica stabilisce quali vittime dimostrano un diritto sui coin e chiarisce il rapporto con la procedura cinese.
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Domande frequenti sulla confisca dei 61.896 bitcoin
Che cosa ha deciso il tribunale di Tianjin?
Ha accettato, il 28 settembre 2026, la richiesta della procura di confiscare i beni di Zhimin Qian sequestrati nel Regno Unito, tra cui 61.896,41552945 bitcoin, secondo Pengpai. Non ha ancora deciso la confisca: ha aperto un periodo di avviso di sei mesi.
Quanti bitcoin sono coinvolti?
61.896,41552945 BTC, secondo l’elenco del tribunale riportato da Pengpai. Decrypt li stima in circa 5 miliardi di dollari.
I bitcoin sono già stati restituiti alle vittime?
No. L’Alta Corte di Londra ha stabilito la legge applicabile ma non ha deciso chi tiene i coin, riferisce Decrypt. In Cina la procedura è appena iniziata.
Come possono partecipare le vittime?
Tramite una piattaforma online del tribunale, accessibile da un mini-programma WeChat, durante i sei mesi di avviso, indica Pengpai. Chi non partecipa può comunque ricevere i rimborsi dai beni recuperati.
Perché la vicenda riguarda Bitcoin?
Perché due giurisdizioni si contendono circa 61.000 BTC, che Decrypt stima in circa 5 miliardi di dollari. Le fonti consultate non indicano vendite imminenti.
