Lichen, Layer 2 Bitcoin: Prelievo On-Chain Anche Senza l’Hub

Rete blockchain stilizzata in blu che rappresenta l'attività del protocollo Alkanes su Bitcoin

Lichen è un progetto di layer 2 su Bitcoin in cui un singolo emittente, chiamato hub, crea gettoni riscattabili uno a uno in bitcoin, e ogni utente può ritirare on-chain i bitcoin del proprio contratto anche se l’hub rifiuta o è spento. Lo ha presentato l’11 ottobre 2026 lo sviluppatore Adam Gibson (waxwing) sulla mailing list Bitcoin-Dev, e la newsletter Bitcoin Optech #428 del 23 ottobre gli ha dedicato la prima notizia. Il progetto non richiede modifiche al consenso di Bitcoin, ma il codice è un proof of concept non verificato: il README del repository avverte di non usarlo con denaro reale.

Lichen, il layer 2 con hub singolo: come funziona

Il nome sta per «L2 In CHannels ENforced on bitcoin», secondo il README del repository. Un hub emette gettoni su un registro di secondo livello gestito da un server detto sequencer (l’entità che ordina le transazioni), e ogni gettone è riscattabile uno a uno in bitcoin. Ogni utente blocca bitcoin in un contratto 2-of-2 condiviso solo con l’hub (un output che richiede le firme di entrambi) e riceve sul registro lo stesso importo in gettoni, che può scambiare con altri utenti senza toccare la blockchain, come descrive Bitcoin Optech #428.

Per permettere all’utente di ricevere pagamenti, l’hub blocca nello stesso contratto una quota dei propri bitcoin fino a un tetto negoziato, in modo simile alla liquidità in entrata di Lightning. I gettoni ricevuti oltre quel tetto sono solo un credito verso l’hub: secondo la stessa newsletter sono riscattabili esclusivamente a discrezione dell’hub.

Come si esce senza l’hub: prova a conoscenza zero e BitVMX

Il prelievo avviene in due modi. In caso di cooperazione l’utente restituisce i gettoni all’hub e l’hub firma la liquidazione del suo contratto. Se l’hub rifiuta o non risponde, l’utente genera una prova a conoscenza zero (un calcolo matematico che dimostra un fatto senza rivelare i dati) realizzata con RISC Zero e racchiusa in una prova Groth16: secondo la descrizione di Bitcoin Optech #428, attesta che il sequencer ha firmato uno stato in cui i gettoni risultano restituiti.

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Lo Script di Bitcoin non può verificare quella prova. Per questo l’utente dichiara on-chain che un programma verificatore la accetta e, se l’hub contesta, transazioni pre-firmate di BitVMX restringono il disaccordo, passo dopo passo, a una singola istruzione che Script riesce a controllare. Ogni parte blocca una riserva che perde se perde la disputa, e questo scoraggia sia i rifiuti sia le false contestazioni.

ParametroValore indicato da Gibson
Passi di esecuzione del verificatore Groth16478 milioni (prova reale accettata da BitVMX su regtest)
Transazioni on-chain nel caso peggiorecirca 22-25 nel caso peggiore (stima ricavata da Gibson, ricerca a otto vie)
Dimensione di una prova Groth163 punti di curva, circa 100-200 byte
Dimensione di una prova STARKcirca 100-200 kB (stima di Gibson, con ricorsione)
Tempo per generare la prova di prelievocirca 5 minuti su architettura x86 (stima del README)
Modifiche al consenso di Bitcoinnessuna

Fonte: mailing list Bitcoin-Dev per i primi quattro valori e per l’assenza di modifiche al consenso, README del repository per i tempi di generazione della prova. Solo i 478 milioni di passi sono una misura sul proof of concept in regtest (rete di prova locale); le 22-25 transazioni sono la stima che Gibson ne ricava, mentre dimensioni delle prove e tempo di generazione sono indicazioni dell’autore e del README, non test su una rete reale.

Cosa cambia rispetto a LN-GAP e a un ponte tradizionale

Lichen nasce da LN-GAP, la proposta che BitcoinLive24 ha raccontato in la nostra analisi sugli scacchi giocati dentro un canale Lightning, ma ne cambia un punto chiave: secondo Bitcoin Optech #428 sostituisce il comitato di attestazione a maggioranza onesta con una disputa risolta interamente on-chain. Il contratto è bilaterale tra hub e singolo utente, e la pre-firma avviene tra loro due, come in Lightning, quindi non serve una maggioranza onesta di firmatari esterni.

Gibson sostiene inoltre che il prelievo non sia vincolato a un importo fisso: la cifra è codificata nel witness della transazione di disputa, e si possono prelevare importi arbitrari tramite più output di tagli definiti. Sul rischio dell’hub unico spiega che l’hub può emettere gettoni a piacere ma non può rubare i fondi bloccati nei contratti degli utenti. Resta un compromesso: per ammissione dello stesso Gibson è più limitato di un layer 2 generico non nelle funzioni ma nella scala, e i gettoni sono bitcoin garantiti solo finché l’utente ha liquidità in entrata sufficiente. Su un fronte diverso, anche USDT su Bitcoin con Utexo porta le stablecoin su Bitcoin.

I limiti: liquidità, hub attivo e rischi del sequencer

Il primo costo è la liquidità. Un utente senza liquidità in entrata può spendere i gettoni ma non riceverne in sicurezza, e ciò che riceve oltre il tetto è credito. Il secondo è la disponibilità: secondo il post sulla mailing list l’hub, ma non l’utente, deve restare online durante il funzionamento normale, perché un hub spento perde le dispute per timeout. Nel caso peggiore servono circa 22-25 transazioni on-chain (nel Q&A Gibson parla di 20-25), e Gibson ammette che possa servire un watchtower (un servizio che sorveglia per conto dell’utente); il README del repository elenca un watchtower tra le voci completate.

Il terzo è il sequencer. Secondo Bitcoin Optech #428, un sequencer che omette il rimborso di un utente o firma uno stato mai raggiunto validamente può comunque costare fondi a utente o hub, e Gibson indica come lavoro futuro le prove di validità e un comitato di sequencer. Il README del repository, però, segna oggi come completata una prova di validità e non solo di autorizzazione, ma tra i punti non ancora realizzati ci sono l’ancoraggio della finalità su Bitcoin e la distribuzione del sequencer, oggi affidato a una sola chiave.

Le obiezioni: Groth16 e rischio quantistico

Nel thread sulla mailing list Dustin Ray ha chiesto se sia responsabile aggiungere a Bitcoin altra infrastruttura vulnerabile ai computer quantistici, perché il setup di RISC Zero si basa sul logaritmo discreto. Gibson ha risposto di considerarlo responsabile: finché Bitcoin stesso si affida alla crittografia a curve ellittiche, un sistema collegato può usare ipotesi più forti, e gli utenti possono chiuderlo senza un aggiornamento del consenso. Ha aggiunto che le prove STARK, che evitano quella dipendenza, potrebbero pesare circa 100-200 kB e non entrerebbero nelle transazioni, mentre una prova Groth16 si firma e si inserisce nel witness.

Cosa aspettarsi

Il progetto è in fase di prototipo: il README del repository prevede una demo locale su regtest, dove si può simulare una disputa tra due utenti e un hub (con un’affermazione fittizia al posto della prova reale, precisa il README), e indica come lavoro futuro i «sigilli» per ancorare il sequencer a Bitcoin e, nel lungo periodo, la sostituzione di BitVMX con una costruzione di tipo BABE. Non è un annuncio di prodotto: è una proposta tecnica da valutare, con l’avvertenza dello stesso autore che il codice è stato scritto da un modello linguistico con supervisione solo marginale e non è stato verificato.

Domande frequenti su Lichen

Che cos’è Lichen?

Lichen è un progetto di layer 2 su Bitcoin in cui un hub emette gettoni riscattabili uno a uno in bitcoin, e gli utenti possono ritirare on-chain i bitcoin del proprio contratto anche senza il consenso dell’hub. L’ha proposto Adam Gibson l’11 ottobre 2026 sulla mailing list Bitcoin-Dev.

Si può usare Lichen con bitcoin veri?

No, per ora no: il README del repository avverte di non usarlo con denaro reale, perché il codice non è stato verificato e, come dichiara l’autore, è stato scritto da un modello linguistico. Esiste una demo su regtest, la rete di prova locale.

Lichen è diverso da Lightning?

Sì: usa lo stesso tipo di liquidità in entrata e di contratti bilaterali, ma i pagamenti avvengono su un registro di gettoni tenuto da un sequencer, non su canali instradati. Il prelievo forzato richiede una prova a conoscenza zero e una disputa BitVMX, con 22-25 transazioni nel caso peggiore secondo Gibson.

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Redazione Bitcoinlive24

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