Heatbit, azienda che produce stufe elettriche con un miner Bitcoin all’interno, ha presentato il 22 ottobre 2026 Bitwater: un elemento riscaldante per scaldabagno elettrici che al posto della resistenza monta 20 chip per il mining. Secondo la pagina ufficiale di Bitwater, si avvita nel boiler che l’utente ha già in casa e promette “stesso calore, stessa elettricità, in più bitcoin”.
Il prezzo del primo lotto di preordini è di 899 dollari (rimborsabili), con spedizioni previste nel primo trimestre 2027 per Stati Uniti e Canada. BitcoinLive24 ricostruisce le specifiche dichiarate e rifà i conti sui ricavi con i dati di rete di oggi, perché Heatbit non ha pubblicato una propria stima dei guadagni.
Bitwater di Heatbit: cosa è stato annunciato
Bitwater usa 20 chip Bitmain BM1370 per raggiungere fino a 34 TH/s (terahash al secondo, la misura della potenza di calcolo di un miner) con un assorbimento massimo di 600 watt, come indicato sulla pagina ufficiale di Bitwater e nella cronaca di Decrypt. L’azienda dichiara un’efficienza “a partire da 12 J/TH” (joule per terahash): più è basso il valore, meno energia serve per ogni unità di calcolo.
| Caratteristica | Dato dichiarato |
|---|---|
| Chip | 20 × Bitmain BM1370 |
| Hashrate massimo | 34 TH/s |
| Potenza massima | 600 W (un elemento tradizionale USA arriva a 4.500 W, secondo la pagina Heatbit e Decrypt) |
| Compatibilità | Serbatoi elettrici da 30 a 80 galloni in USA e Canada, attacco standard da 1 pollice |
| Prezzo preordine | 899 $ primo lotto (“Genesis batch”), fino a 1.299 $ nei lotti successivi |
| Consegne | Primo trimestre 2027, preordine rimborsabile |
Fonte: Heatbit e Decrypt. I dati sono dichiarati dall’azienda: nessun test indipendente è ancora disponibile, perché il prodotto non è stato consegnato.
Scaldabagno Bitcoin: come funziona Bitwater
Qualunque miner trasforma in calore quasi tutta l’elettricità che consuma. La guida di MiningBoard stima che circa il 99% dell’energia di un miner finisca come calore, ed è su questo principio che nascono i “riscaldatori Bitcoin”. Bitwater applica l’idea all’acqua: i 20 chip sono dentro l’elemento e sono raffreddati dall’acqua stessa, quindi secondo l’azienda non servono ventole e non c’è rumore.
L’installazione è descritta come un lavoro “fai da te”: si spegne l’interruttore, si svuota il serbatoio, si svita il vecchio elemento e si avvita Bitwater con la chiave inclusa, senza modifiche all’impianto idraulico. Con soli 600 W l’elemento scalda più lentamente di uno da 4.500 W, ma resta in funzione più a lungo; l’elemento superiore del boiler fa da riserva quando la domanda di acqua calda sale. Da un’app si controllano temperatura, hashrate e guadagni. Si può scegliere tra mining in solitaria e un pool, e i bitcoin arrivano a un indirizzo controllato dall’utente.
Quanto rende uno scaldabagno che mina Bitcoin: il calcolo
Secondo Decrypt, Heatbit non ha pubblicato una stima dei guadagni e ha condiviso una risposta del chatbot Grok, che indica circa 1-1,25 dollari al giorno precisando che “le stime non sono garanzie”. Nelle FAQ del prodotto l’azienda avverte anche che “chi quota una cifra per l’anno sta tirando a indovinare”, perché il rendimento dipende da difficoltà di rete e prezzo del bitcoin. Il calcolo si può rifare con i dati pubblici: a un hashrate di 34 TH/s, con difficoltà di rete a circa 140,58 mila miliardi (140,58 × 1012) e ricavi per blocco pari al sussidio di 3,125 BTC più le commissioni (circa lo 0,54% dei ricavi), un Bitwater a pieno regime estrae in media circa 0,0000153 BTC al giorno, cioè 1,25 dollari al cambio di 81.599 dollari per bitcoin.
| Scenario | Bitcoin al giorno | Dollari al giorno | Dollari all’anno |
|---|---|---|---|
| Pieno regime (100% del tempo) | 0,0000153 | 1,25 | circa 455 |
| Scenario prudenziale: funzionamento all’80% del tempo | 0,0000122 | 1,00 | circa 364 |
Fonte: calcoli BitcoinLive24 su dati mempool.space del 23 ottobre 2026 (difficoltà 140.577.680.051.920, prezzo 81.599 $, commissioni pari allo 0,54% dei ricavi sugli ultimi 144 blocchi). Il risultato coincide con il dato di Decrypt, che ottiene 1,25 dollari al giorno e circa 455 all’anno con un hashprice di 36,73 dollari per PH/s al giorno (Hashrate Index). L’80% è un’ipotesi della redazione, ispirata al progetto dichiarato da Heatbit per un funzionamento oltre l’80% del tempo. Sono medie statistiche: i guadagni reali variano con prezzo del bitcoin e difficoltà della rete e non sono garantiti.
Con questi numeri il preordine da 899 dollari si ripagherebbe in circa due anni a pieno regime e in circa due anni e mezzo all’80% del tempo; con il prezzo da 1.299 dollari, rispettivamente in circa 2,9 e 3,6 anni. Sono stime della redazione che trascurano il costo dell’energia, che secondo Heatbit “sarebbe stato speso comunque” per scaldare l’acqua, oltre ai 99 dollari opzionali per l’assistenza all’installazione, alle spedizioni e alle tasse; non sono un invito all’acquisto.
C’è anche un dettaglio sulle specifiche: 600 W divisi per 34 TH/s fanno circa 17,6 J/TH, non 12. Il dato da 12 J/TH sembra quindi riferirsi alla modalità più efficiente, che produce meno hashrate; il rapporto a massima potenza è un calcolo della redazione, non una cifra pubblicata dall’azienda.
Chi ne beneficia e chi no
Il caso d’uso previsto da Heatbit è lo scaldabagno elettrico a resistenza già installato, dove il calore del miner sostituisce calore che si pagherebbe comunque. Per il riscaldamento degli ambienti, MiningBoard osserva che un riscaldatore Bitcoin dà 1 kWh di calore per 1 kWh di elettricità, mentre una pompa di calore ne dà circa 3: per il solo scaldare la pompa vince, e il riscaldatore recupera terreno solo se i ricavi del mining compensano la differenza. La guida non tratta gli scaldabagni, che sono un prodotto diverso.
Per l’ecosistema, la promessa di Heatbit è un mining “fisicamente decentralizzato”: una piccola macchina per casa. La scala resta però minuscola: 34 TH/s sono lo 0,0000032% dell’hashrate attuale della rete, circa 1.054 EH/s secondo mempool.space. Servirebbero un milione di Bitwater, pari a 600 megawatt a piena potenza, per arrivare a circa il 3,2%.
Il quadro generale: mining domestico contro miner pubblici
Heatbit presenta il prodotto come risposta ai grandi miner quotati, che si stanno spostando verso l’intelligenza artificiale. Secondo Bernstein, citata da Decrypt, i miner hanno firmato 17 accordi per oltre 110 miliardi di dollari in due anni, mettendo a disposizione circa 6 gigawatt di potenza a società come Google, Amazon, Microsoft, Nvidia e CoreWeave. Il tema è già stato affrontato da BitcoinLive24 in Miner Bitcoin e AI: 50 miliardi di capitali da trovare, in Hashrate Bitcoin ai massimi da marzo e nell’articolo su Vitalik e il costo dell’elettricità nel mining.
L’azienda sostiene inoltre che le abitazioni nel mondo consumino circa 300 TWh all’anno per scaldare l’acqua, contro circa 170 TWh dell’intera rete Bitcoin: è un’affermazione di Heatbit riportata da Decrypt, che BitcoinLive24 non ha verificato su fonti indipendenti.
Sfide e prossimi passi
Il primo limite è la verifica: le consegne sono previste per il primo trimestre 2027, quindi prestazioni, rumore, durata dell’elemento e rendimento termico non possono ancora essere controllati da terzi. Heatbit dice di averlo provato per un inverno in famiglie di quattro e cinque persone a New York e in Florida. Nelle FAQ del prodotto scrive soltanto che i risultati “sono stati ottimi”, senza pubblicare dati. Il secondo è commerciale: il prodotto è per ora limitato a Stati Uniti e Canada, e l’azienda ha anticipato una versione per boiler a gas, senza date.
In sintesi, Bitwater è un annuncio con specifiche chiare e una domanda aperta: quanto calore e quanti bitcoin darà davvero in casa. Per la prima risposta indipendente bisognerà aspettare le consegne del primo trimestre 2027; nel frattempo la dimensione del mining domestico resta, per ora, una frazione minuscola della rete.
Domande frequenti su Bitwater e il mining domestico
Che cos’è Bitwater di Heatbit?
È un elemento riscaldante per scaldabagni elettrici con 20 chip Bitmain BM1370 che estraggono Bitcoin e scaldano l’acqua con lo stesso calore. Heatbit lo ha presentato il 22 ottobre 2026 a 899 dollari per il primo lotto di preordini.
Quanto guadagna uno scaldabagno che mina Bitcoin?
Al prezzo di 81.599 dollari e con la difficoltà di rete attuale, 34 TH/s fruttano in media circa 1,25 dollari di Bitcoin al giorno, cioè circa 455 dollari all’anno a pieno regime. Heatbit non garantisce alcun guadagno e il risultato varia con prezzo e difficoltà.
Quando si potrà comprare Bitwater?
Il preordine è aperto e rimborsabile, con consegne previste nel primo trimestre 2027. Il prodotto è pensato per i boiler elettrici standard di Stati Uniti e Canada.
Conviene rispetto a una pompa di calore?
Per scaldare gli ambienti, MiningBoard osserva che una pompa di calore produce circa 3 kWh di calore per ogni kWh di elettricità, contro 1 di un riscaldatore Bitcoin. Per l’acqua il confronto è diverso: Bitwater si rivolge a chi ha già un boiler elettrico a resistenza e vuole recuperare parte della spesa con il mining, mentre la pompa di calore per l’acqua è un prodotto e un’installazione differenti.
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