Il Liquid Network, la sidechain (una blockchain collegata a Bitcoin) sviluppata da Blockstream, ha riserve praticamente pari ai token in circolazione: due versamenti da 300 e 250 BTC, confermati lunedì 2 novembre 2026, hanno chiuso il divario aperto dall’attacco del 6 settembre. Secondo il nostro controllo sull’explorer di Liquid, intorno alle 23 UTC le riserve della federazione erano 4.268,9468 BTC contro 4.268,9469 L-BTC in circolazione. I prelievi diretti verso Bitcoin (peg-out) restano però da riaprire e, al momento, non risulta un annuncio ufficiale.
I L-BTC sono i token che rappresentano bitcoin sulla sidechain: ognuno dovrebbe avere un bitcoin vero a garanzia nel portafoglio della federazione, l’organismo di 15 nodi che gestisce la rete. Ne abbiamo raccontato l’origine in Liquid Network: 4.000 Bitcoin sottratti, peg-out ancora fermi. BitcoinLive24 ricostruisce i numeri di questo aggiornamento.
Liquid Network: due versamenti da 550 BTC in 77 minuti
Due trasferimenti hanno portato 550 BTC al portafoglio della federazione in poco più di un’ora. Il primo, da 300 BTC, è stato confermato alle 20:47 UTC (21:47 in Italia) nel blocco 974.299, il secondo, da 250 BTC, alle 22:04 UTC (23:04 in Italia) nel blocco 974.307, secondo i dati di mempool.space (primo trasferimento) e mempool.space (secondo trasferimento). Tra i due passano 77 minuti (calcolo nostro).
Il resoconto di CryptoBriefing e la breve di ChainCatcher si fermano al primo versamento. Secondo CryptoBriefing, prima dei 300 BTC il divario tra L-BTC emessi e bitcoin in riserva era di circa 550 BTC; dopo il trasferimento il portafoglio conteneva 4.018,95 BTC contro 4.268,95 L-BTC in circolazione, una copertura del 94,14% e un buco residuo di 250 BTC. Con il secondo versamento da 250 BTC la somma torna a 4.268,95 BTC (4.018,95 più 250, calcolo nostro).
Riserve e L-BTC in circolazione: cosa dice l’explorer
Le riserve della federazione e i L-BTC in circolazione differiscono di soli 0,0001 BTC. L’explorer di Liquid (liquid.network) indica riserve per 4.268,9468 BTC, ottenute sommando 32 indirizzi, e 4.268,9469 L-BTC in circolazione. Lo scarto (calcolo nostro) è di circa 0,0001 BTC, quindi la copertura è praticamente al 100%. Il solo indirizzo principale contiene circa 4.232,39 BTC.
| Data (UTC) | Evento | Importo | Fonte |
|---|---|---|---|
| 6 settembre 2026 | Attacco: L-BTC creati senza copertura | circa 4.000 L-BTC | Blockstream, rapporto 23 settembre |
| 7 settembre 2026 | L’attaccante restituisce parte dei fondi | 3.400 BTC | Blockstream, rapporto 23 settembre |
| 2 novembre, 20:47 | Primo versamento, blocco 974.299 | 300 BTC | mempool.space |
| 2 novembre, 22:04 | Secondo versamento, blocco 974.307 | 250 BTC | mempool.space |
| 2 novembre, 23:00 circa | Riserve contro L-BTC in circolazione | 4.268,9468 BTC contro 4.268,9469 L-BTC | liquid.network |
Il rapporto di Blockstream del 23 settembre indicava circa 602 BTC ancora mancanti, mentre CryptoBriefing parla di circa 550 BTC prima dei nuovi versamenti. Le fonti non spiegano la differenza di circa 52 BTC (calcolo nostro).
Perché i peg-out diretti restano chiusi
I peg-out diretti restano sospesi in attesa di un annuncio, perché il piano di recupero chiede la copertura piena prima di riaprirli. Il peg-out è il meccanismo con cui un L-BTC viene bruciato per ricevere bitcoin veri sulla blockchain principale. Secondo CryptoBriefing, i rimborsi restano congelati finché ogni L-BTC non è abbinato a un bitcoin reale, e per ChainCatcher il piano richiede riserve complete prima di riavviare gli scambi diretti.
Con le riserve in pareggio la condizione sembra soddisfatta, ma non abbiamo trovato, al momento della stesura, un annuncio di Blockstream o della federazione sulla riapertura né una data. CryptoBriefing riferisce inoltre che gli audit di sicurezza esterni si sono chiusi entro il 20 ottobre e che Blockstream ha aggiornato il software e cambiato la gestione delle chiavi. Le conversioni tramite fornitori di swap sono invece attive dal 20 ottobre, secondo il nostro articolo precedente.
Chi ha versato i fondi e cosa non si sa
CryptoBriefing attribuisce il versamento da 300 BTC a Blockstream, che secondo la testata si era impegnata a coprire internamente il buco rimasto dopo la restituzione di circa 3.400 BTC. Sulla blockchain si vede un dettaglio in più: il secondo trasferimento spende il resto (circa 25 BTC) del primo, insieme a un altro input, quindi i due versamenti sono collegati (verifica nostra su mempool.space).
La blockchain però non dice chi sia il proprietario di quei portafogli. L’attribuzione a Blockstream resta quella della testata e, per il secondo versamento, è un’inferenza nostra: non abbiamo trovato una conferma ufficiale.
Cosa aspettarsi
Il passaggio da seguire è l’annuncio ufficiale sulla riapertura dei peg-out, che le fonti consultate non datano. Il rapporto di Blockstream osserva che gli strumenti di analisi assistiti dall’intelligenza artificiale stanno cambiando la revisione del codice più vecchio: lo stesso tema delle tre falle di Bitcoin Core trovate dall’IA. Un’altra vicenda di sicurezza recente è quella di BTCPay Server e dei suoi hot wallet svuotati. Questo articolo riporta dati e non è una raccomandazione.
Domande frequenti sul Liquid Network
Che cos’è il Liquid Network?
È una sidechain di Bitcoin sviluppata da Blockstream, gestita da 15 nodi della federazione. Secondo il rapporto di Blockstream, ogni blocco richiede le firme di almeno 11 di questi 15 nodi.
Le riserve di Liquid sono di nuovo complete?
Secondo i dati dell’explorer intorno alle 23 UTC del 2 novembre, praticamente sì: 4.268,9468 BTC di riserve contro 4.268,9469 L-BTC in circolazione. Manca però una conferma ufficiale di Blockstream o della federazione.
Posso già fare peg-out dal Liquid Network?
Per quanto risulta dalle fonti, no: i peg-out diretti restano sospesi e non abbiamo trovato un annuncio di riapertura. Le conversioni tramite fornitori di swap sono attive dal 20 ottobre, secondo il nostro articolo precedente.
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