UniCredit, la seconda banca italiana per attivi gestiti, valuta la custodia Bitcoin: sta selezionando un fornitore tecnologico per costruire l’infrastruttura necessaria, insieme al trading di altri asset digitali, secondo un report di Bloomberg dell’11 settembre 2026. La mossa segnerebbe il primo passo concreto di un grande istituto di credito italiano verso la custodia diretta di Bitcoin per la clientela professionale. Se confermata, porterebbe UniCredit sulla scia di Standard Chartered, che negli Emirati Arabi Uniti ha già aperto agli investitori istituzionali il trading spot su Bitcoin ed Ether.
Il Traguardo
Secondo quanto riportato da Bloomberg e ripreso da Bitcoin Magazine, UniCredit sta valutando un partner tecnologico per gestire non solo la custodia e il brokerage di Bitcoin, ma anche prodotti d’investimento tokenizzati e titoli a reddito fisso basati su stablecoin. I colloqui sono descritti come “in fase iniziale”, senza un fornitore ancora scelto né una data di lancio.
Non è la prima volta che la banca milanese si avvicina a Bitcoin: nel 2025 UniCredit ha offerto ai clienti professionali un prodotto strutturato collegato all’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, l’ETF spot su Bitcoin quotato a Wall Street. La ricerca di un’infrastruttura di custodia proprietaria rappresenterebbe un salto di qualità: dal semplice accesso a un prodotto derivato alla detenzione diretta di Bitcoin per conto dei clienti.
Come Funziona la Custodia Bitcoin di UniCredit e delle Banche
Per una banca, offrire custodia Bitcoin significa detenere le chiavi private che controllano i fondi dei clienti dentro un’infrastruttura regolamentata, con obblighi di sicurezza, audit e segregazione patrimoniale — a differenza di un wallet self-custody, dove è l’utente stesso a conservare le chiavi.
A rendere possibile questo passo per le banche europee è il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), pienamente in vigore nell’Unione Europea: fornisce agli istituti di credito una definizione giuridica degli asset digitali, un supervisore di riferimento e un insieme di obblighi già familiare, mutuato dalla regolamentazione finanziaria tradizionale.
Chi ne Beneficia
Se il progetto andrà in porto, i primi beneficiari saranno i clienti istituzionali e professionali italiani — family office, gestori patrimoniali, tesorerie aziendali — che oggi per detenere Bitcoin in modo regolamentato devono rivolgersi a custodian esteri o a exchange specializzati.
UniCredit non è nuova ai progetti di infrastruttura digitale europea: la banca fa parte di Qivalis, il consorzio di 37 banche in 15 paesi che sta sviluppando una stablecoin denominata in euro per i pagamenti transfrontalieri, un tassello complementare alla strategia sugli asset digitali dell’istituto. Per i clienti italiani, l’effetto pratico sarebbe poter detenere Bitcoin con lo stesso rapporto di fiducia riservato oggi a un conto corrente o a un dossier titoli, senza dover aprire un rapporto separato con un exchange o un custodian estero.
Il Quadro Generale: le Banche Europee e Bitcoin
UniCredit non si muove in isolamento. Il settore bancario europeo sta accelerando sull’accesso regolamentato a Bitcoin, in un contesto normativo ormai definito da MiCA:
| Istituto | Mossa | Data | Stato |
|---|---|---|---|
| Standard Chartered | Trading spot Bitcoin ed Ether per clienti istituzionali (Emirati Arabi Uniti) | 3 settembre 2026 | Operativo |
| UniCredit | Ricerca fornitore per custodia, brokerage e prodotti tokenizzati | 11 settembre 2026 | Fase preliminare |
| Consorzio Qivalis (37 banche, 15 paesi UE) | Stablecoin in euro per pagamenti transfrontalieri | In sviluppo | In corso |
Come riportato da BitcoinLive24 sull’apertura del trading spot Bitcoin di Standard Chartered negli Emirati, il filo conduttore è lo stesso: banche che, complice un quadro normativo più chiaro, smettono di limitarsi a prodotti derivati e iniziano a costruire un accesso diretto a Bitcoin. Un percorso che si affianca agli investimenti nell’infrastruttura tecnica dedicata, come i 15 milioni di dollari raccolti da VerifiedX per i servizi Bitcoin istituzionali.
Sfide e Prossimi Passi
Restano diversi nodi da sciogliere. UniCredit non ha ancora scelto il fornitore tecnologico, né comunicato una tempistica di lancio: i colloqui, secondo le fonti, sono “in fase iniziale”. Bloomberg non specifica se il servizio sarà riservato ai soli clienti istituzionali o esteso anche al retail, né se prevederà una custodia interamente gestita dalla banca o forme di co-custodia. BitcoinLive24 seguirà gli sviluppi non appena UniCredit confermerà ufficialmente il progetto.
Domande Frequenti
Cos’è la custodia bancaria di Bitcoin?
È il servizio con cui una banca regolamentata detiene le chiavi private che controllano i Bitcoin dei clienti, offrendo sicurezza, audit e tutele tipiche della finanza tradizionale al posto dell’auto-custodia.
Perché UniCredit valuta questo passo proprio ora?
Perché il regolamento europeo MiCA ha creato per la prima volta un quadro giuridico chiaro per le banche che vogliono offrire servizi su Bitcoin e altri asset digitali, riducendo l’incertezza normativa che finora ha frenato molti istituti.
In cosa UniCredit segue Standard Chartered?
Standard Chartered ha già aperto il trading spot su Bitcoin ed Ether ai clienti istituzionali negli Emirati Arabi Uniti dal 3 settembre 2026; UniCredit è ancora in fase di selezione del partner tecnologico, quindi un passo indietro nel percorso ma nella stessa direzione.
Quando sarà disponibile la custodia Bitcoin di UniCredit?
Non c’è ancora una data: secondo Bloomberg i colloqui con i potenziali fornitori tecnologici sono in fase iniziale, senza un partner selezionato né un lancio annunciato.
Per restare aggiornati in tempo reale su come le banche europee si avvicinano a Bitcoin, scarica l’app BitcoinLive24: notifiche push non appena UniCredit o altri istituti italiani confermeranno i dettagli del progetto.
Fonti: Bitcoin Magazine, CoinTelegraph (report originale di Bloomberg, 11 settembre 2026).
