Il blocco orfano Bitcoin nasce da una condizione di gara che la rete sfiora di continuo: dai nostri conteggi su mempool.space circa un blocco su dieci arriva a meno di un minuto dal precedente. Solo in una minoranza di quei casi la corsa produce davvero due versioni parallele della catena, e il 23 marzo 2026 ne è nata una durata un blocco in più del solito. Foundry USA l’ha chiusa estendendo per prima il proprio ramo, dentro una serie di sette blocchi consecutivi (941.879–941.885) iniziata due blocchi prima della contesa: noi di BitcoinLive24 abbiamo verificato l’episodio blocco per blocco sui dati on-chain.
Blocco orfano Bitcoin: come fanno due miner a trovare lo stesso blocco
Il mining di Bitcoin è una corsa senza giudice di gara. Quando un miner trova un blocco valido, quel blocco deve propagarsi (viaggiare da nodo a nodo) attraverso una rete distribuita su tutto il pianeta. Il viaggio richiede secondi, a volte di più su connessioni congestionate.
Se un secondo miner risolve il proprio blocco prima che il primo sia arrivato fino a lui, non ha modo di sapere che qualcuno lo ha già battuto: costruisce sull’ultimo blocco che conosce e trasmette la sua versione. Per una finestra brevissima esistono due blocchi ugualmente validi alla stessa altezza, ciascuno con le proprie transazioni confermate.
Nessuno dei due è “sbagliato”. Entrambi rispettano ogni regola del protocollo: l’unica differenza è quale nodo ha sentito quale versione per primo. Una parte della rete inizia a minare sopra un candidato, il resto sopra l’altro.
Chi vince: la regola della catena più pesante
Bitcoin non risolve il pareggio con un voto né premiando chi ha trovato il blocco per primo in senso cronologico. Vale il criterio descritto da Satoshi Nakamoto nel whitepaper originale: diventa valida la catena che accumula più proof-of-work, cioè più lavoro computazionale. L’altro ramo viene scartato.
Il blocco scartato si dice orfano (o più correttamente stale, “raffermo”). Non viene distrutto e non riscrive nulla: semplicemente smette di far parte della catena che tutti riconoscono. Le transazioni che conteneva, se non erano già confermate anche sul ramo vincente, tornano nella mempool (la sala d’attesa delle transazioni non confermate) e vengono incluse in un blocco successivo.
Per il miner sconfitto il conto è salato: perde la ricompensa del blocco e le commissioni, a fronte di energia già consumata. È lo stesso meccanismo economico che rende costoso ogni errore di propagazione, come abbiamo raccontato analizzando l’asta delle fee quando il blocco è pieno.
Il caso del 23 marzo 2026: sette blocchi di fila per Foundry
Quasi sempre il pareggio si risolve al blocco successivo e nessuno se ne accorge. Il 23 marzo 2026 è successo qualcosa di più raro: la gara è sopravvissuta a un intero round aggiuntivo, producendo un reorg (riorganizzazione della catena) profondo due blocchi.
Secondo la ricostruzione di Bitcoin.com News, che cita l’analista b10c — il primo a segnalare pubblicamente l’evento — AntPool ha trovato la propria versione del blocco 941.881 alle 15:49:35 UTC; dodici secondi più tardi Foundry USA ha trovato la propria, completamente diversa. ViaBTC ha poi esteso il ramo di AntPool con un blocco 941.882, mentre Foundry estendeva il proprio. Per un blocco intero due catene ugualmente valide sono coesistite, ciascuna estesa da pool diverse. b10c ha definito l’episodio «a rare-ish two block fork/reorg between Foundry and AntPool+ViaBTC», citazione riportata da Bitcoin.com News; la contesa è stata coperta anche da The Block.
Abbiamo verificato l’esito leggendo direttamente la coinbase transaction di ogni blocco della catena definitiva su mempool.space: è la prima transazione di ogni blocco e contiene l’etichetta con cui la pool firma il proprio lavoro. Questo il risultato.
| Altezza | Orario (UTC) | Pool (etichetta coinbase) |
|---|---|---|
| 941.878 | 15:35:48 | WhitePool |
| 941.879 | 15:43:07 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.880 | 15:48:05 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.881 | 15:49:47 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.882 | 15:51:25 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.883 | 15:54:49 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.884 | 16:02:14 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.885 | 16:04:46 | Foundry USA Pool #dropgold |
| 941.886 | 16:18:27 | F2Pool — fine della serie |
| 941.887 | 16:21:32 | MARA |
La serie di Foundry va dunque dal blocco 941.879 al 941.885: sette blocchi consecutivi secondo le etichette coinbase che abbiamo decodificato, mentre il 941.886 porta la firma di F2Pool. Nella cronaca di marzo circolano però due conteggi diversi: il sommario di CoinDesk parla di sette blocchi consecutivi, ma il corpo dello stesso articolo riporta «six blocks in a row» dal post di b10c, e anche Bitcoin.com News ne conta sei. La differenza dipende da dove si fa partire la serie: sui dati on-chain la sequenza firmata «Foundry USA Pool #dropgold» è di sette blocchi e comincia due blocchi prima dell’altezza contesa.
Una precisazione anche sulla data: Bitcoin.com News colloca l’episodio al 24 marzo, ma il timestamp on-chain del blocco vincente è del 23 marzo alle 15:49:47 UTC, coerentemente con CoinDesk, che colloca l’episodio di lunedì — cioè il 23. I blocchi di AntPool e ViaBTC, restati sul ramo perdente, sono diventati stale: non essendo più nella catena principale non compaiono nell’API di mempool.space, e su questo punto restiamo alla ricostruzione già citata.
Quanto sono frequenti davvero queste gare
Il reorg a due blocchi fa notizia proprio perché è raro. La condizione di gara che lo genera, invece, è ordinaria amministrazione. Abbiamo misurato gli intervalli fra blocchi consecutivi su due finestre da 435 intervalli ciascuna, scaricando i timestamp da mempool.space.
| Finestra | Altezze | Intervalli sotto i 60 secondi | Gap positivo minimo |
|---|---|---|---|
| Marzo 2026 (i 3 giorni fino al reorg) | 941.452 – 941.887 | 40 su 435 (9,2%) | 5 secondi |
| 26–29 luglio 2026 (ultimi 3 giorni) | 959.684 – 960.119 | 47 su 435 (10,8%) | 2 secondi |
In altre parole: circa un blocco su dieci arriva a meno di un minuto dal precedente, e ognuno di quei momenti è una finestra in cui una gara è concretamente possibile. Una precisazione tecnica doverosa: i timestamp dei blocchi sono dichiarati dai miner entro una tolleranza prevista dal protocollo e non sono perfettamente monotoni — nella finestra di luglio 13 intervalli su 47 risultano addirittura negativi. Sono quindi una misura indicativa della prossimità temporale, non un cronometro assoluto.
Quasi tutte queste quasi-collisioni si risolvono entro il blocco successivo, in silenzio. Il motivo per cui oggi finiscono raramente in reorg profondi è tecnologico: il compact block relay (BIP 152) e le reti di propagazione a bassa latenza hanno ridotto drasticamente i tempi di trasmissione rispetto ai primi anni di Bitcoin.
Perché la concentrazione delle pool cambia le probabilità
C’è un aspetto meno rassicurante, ed è quello scelto da CoinDesk come chiave di lettura dell’episodio: «quando meno pool controllano più hashrate, aumenta la probabilità che una singola pool trovi più blocchi consecutivi, e con essa la probabilità di catene concorrenti quando due grandi pool trovano blocchi quasi contemporaneamente». Vincere una gara e poi incatenare i blocchi successivi che la chiudono è statisticamente più facile per chi controlla una quota ampia di potenza di calcolo.
Dai nostri conteggi sulle stesse finestre, Foundry USA ha firmato 139 blocchi su 436 (31,9%) nella finestra di marzo e 115 su 436 (26,4%) negli ultimi tre giorni. L’API mining di mempool.space attribuisce alla pool 267 blocchi su 977 nell’ultima settimana (27,3%), davanti ad AntPool (17,8%) e F2Pool (15,8%).
Con una precisazione rispetto alla lettura di CoinDesk: la concentrazione non incide sulla nascita della singola quasi-collisione, che dipende dai tempi di propagazione e non dalle quote di hashrate. Incide su chi la vince, e rende sistematicamente più probabile che a chiuderla con i blocchi successivi sia sempre lo stesso nome. È lo stesso tema di fondo che emerge dalle difficoltà del settore, dal primo calo annuale di difficoltà in 17 anni al Chapter 11 della mining pool Poolin: quando i margini si comprimono, gli operatori piccoli escono e l’hashrate si addensa.
Cosa significa per chi detiene Bitcoin
Per l’utente finale l’impatto pratico di un reorg da due blocchi è vicino allo zero: nessuna transazione è andata persa il 23 marzo, nessun saldo è cambiato, il protocollo ha funzionato esattamente come progettato. Restano però tre implicazioni concrete.
- Le conferme non sono tutte uguali. Una conferma singola è una probabilità, non una certezza. La convenzione delle sei conferme esiste proprio perché la profondità rende la riorganizzazione esponenzialmente improbabile.
- Chi riceve importi rilevanti dovrebbe attendere. Per pagamenti di valore significativo, aspettare più conferme resta la difesa più semplice contro un riassetto della catena.
- Il rischio si è spostato. Non è più la propagazione lenta il problema principale, ma la distribuzione dell’hashrate fra un numero decrescente di attori.
Conclusione
Un blocco orfano non è un guasto: è la prova visibile che Bitcoin risolve i conflitti senza arbitro, lasciando che sia il lavoro accumulato a decidere. L’episodio del 23 marzo 2026 è interessante meno per la sua rarità che per ciò che illumina — una rete in cui le gare restano frequenti, i tempi di propagazione si accorciano e il peso relativo delle grandi pool continua a essere la variabile da osservare.
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Domande frequenti
Che cos’è un blocco orfano su Bitcoin?
È un blocco valido che viene escluso dalla catena principale perché un ramo concorrente ha accumulato più proof-of-work. Il termine tecnicamente corretto è blocco stale. Le sue transazioni tornano nella mempool e vengono confermate in un blocco successivo.
Il miner che produce un blocco orfano viene pagato?
No. La ricompensa e le commissioni esistono solo sulla catena riconosciuta dalla rete: il lavoro speso sul ramo perdente non viene remunerato.
Un reorg mette a rischio i miei Bitcoin?
Nel caso del 23 marzo 2026 nessun saldo è stato alterato. Un riassetto di pochi blocchi può però ritardare la conferma definitiva di una transazione: per questo, sugli importi rilevanti, conviene attendere più conferme.
Ogni quanto succede una cosa del genere?
I reorg a due blocchi sono rari e fanno notizia. Le quasi-collisioni che li rendono possibili invece no: dai nostri conteggi su mempool.space, negli ultimi tre giorni il 10,8% dei blocchi è arrivato a meno di 60 secondi dal precedente.
Perché una pool grande vince più spesso queste gare?
Perché la probabilità di trovare il blocco successivo è proporzionale alla quota di hashrate controllata. Chi ne detiene circa un quarto ha una probabilità corrispondentemente maggiore di estendere per primo il proprio ramo e chiudere la contesa a proprio favore.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati on-chain citati sono stati verificati su mempool.space alla data di pubblicazione.
