Hashrate Bitcoin ai Massimi da Marzo: 1.053 EH/s, Difficoltà +5,9%

Hardware di mining Bitcoin, simbolo della community tecnica che ha reso possibile il lavoro di DarthCoin su Stacker News

L’hashrate Bitcoin (la potenza di calcolo totale che i miner mettono al lavoro sulla rete, misurata in exahash al secondo, EH/s) ha una media di 1.053 EH/s negli ultimi sette giorni, secondo i dati di mempool.space al 22 ottobre 2026: non si vedeva un valore così alto dal 3 marzo. La difficoltà di mining (il parametro che regola quanto è difficile trovare un blocco) è a 140,58 T dopo l’aggiustamento del 16 ottobre, con un rialzo del 5,92%.

Il nostro articolo del 14 ottobre registrava una media a sette giorni di 1.004 EH/s. In otto giorni la media è salita di circa il 4,9% e ora tocca un livello che Cointelegraph, citando la newsletter Miner Weekly di BlocksBridge Consulting, indica come il più alto dal 3 marzo. BitcoinLive24 ha rifatto i conti sulle serie pubbliche di mempool.space e Blockchain.com.

L’hashrate Bitcoin ha una media di 1.053 EH/s in sette giorni

Secondo mempool.space, la media degli ultimi sette giorni (dal 16 al 22 ottobre; il 22 è l’ultimo punto disponibile della serie) è di circa 1.053 EH/s, contro circa 1.013 EH/s dei sette giorni precedenti (dal 9 al 15 ottobre): un aumento del 4,0%. Escludendo il 22 ottobre, la media del 15-21 ottobre è di circa 1.052 EH/s. Sui trenta giorni (dal 23 settembre al 22 ottobre) la media è di circa 999 EH/s (calcolo BitcoinLive24 sulla serie giornaliera).

La serie di Blockchain.com conferma il quadro con date sfalsate di un giorno: la media a sette giorni è di circa 1.050 EH/s al 21 ottobre, contro circa 1.010 EH/s una settimana prima e circa 980 EH/s due settimane prima. Per fare confronti con marzo conviene sempre usare le medie, perché il dato giornaliero oscilla molto: negli ultimi trenta giorni la serie di mempool.space è passata da un minimo di circa 837 EH/s (24 settembre) a un massimo di circa 1.177 EH/s (6 ottobre).

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IndicatoreValoreFonte
Hashrate medio 7 giorni (16-22 ottobre)circa 1.053 EH/smempool.space (calcolo BitcoinLive24)
Hashrate medio 7 giorni precedenti (9-15 ottobre)circa 1.013 EH/smempool.space (calcolo BitcoinLive24)
Hashrate medio 7 giorni, serie Blockchain.com (fino al 21 ottobre)circa 1.050 EH/sBlockchain.com (calcolo BitcoinLive24)
Hashrate medio 30 giorni (23 settembre-22 ottobre)circa 999 EH/smempool.space (calcolo BitcoinLive24)
Minimo e massimo giornaliero degli ultimi 30 giornicirca 837 EH/s (24 set) e 1.177 EH/s (6 ott)mempool.space

Il confronto con marzo è verificabile sulla stessa serie: la media a sette giorni del 3 marzo 2026 era di circa 1.055 EH/s, e da allora non aveva più raggiunto il livello attuale. Prima di marzo, la serie di mempool.space mostra massimi molto più alti nel 2025: il picco giornaliero dell’ultimo triennio è di circa 1.306 EH/s, registrato il 25 ottobre 2025.

La difficoltà a 140,58 T è il 9,9% sotto il massimo, non un record

Secondo i dati di mempool.space, l’aggiustamento del 16 ottobre 2026 (blocco 971.712, alle 12:37 UTC) ha portato la difficoltà da 132,72 T a 140,58 T, un aumento del 5,92%. Il massimo di difficoltà della serie triennale di mempool.space resta quello del 29 ottobre 2025 (blocco 921.312): 155,97 T. Il livello attuale è quindi circa il 9,9% sotto quel picco (calcolo BitcoinLive24).

Questo è un punto da chiarire, perché U.Today scrive che la difficoltà ha raggiunto «un massimo storico di 140,58 T». Il valore di 140,58 T e il rialzo del 5,92% sono corretti, ma non si tratta di un massimo: lo stesso dato di mempool.space mostra 155,97 T il 29 ottobre 2025, e livelli più alti di 140,58 T anche nei mesi successivi (per esempio 148,26 T a fine dicembre 2025 e 145,04 T il 5 marzo 2026). Il 14 ottobre, nel nostro articolo precedente, parlavamo di una difficoltà ancora circa il 15% sotto il picco di un anno fa.

Data aggiustamentoDifficoltà (T)Variazione
16 ottobre 2026140,58+5,92%
3 ottobre 2026132,72-0,03%
19 settembre 2026132,76+4,16%
5 settembre 2026127,45+1,31%
23 agosto 2026125,81-1,31%
8 agosto 2026127,48+0,99%

Fonte: mempool.space, ultimi sei aggiustamenti. Dal valore più basso dei sei aggiustamenti in tabella (125,81 T, 23 agosto) la difficoltà è salita dell’11,7% (calcolo BitcoinLive24): è un indicatore che segue con ritardo l’hashrate, perché si aggiorna solo ogni 2.016 blocchi, circa due settimane.

Perché la difficoltà sale quando l’hashrate corre più veloce

Ogni 2.016 blocchi la rete Bitcoin ricalcola la difficoltà per riportare il tempo medio tra un blocco e l’altro a dieci minuti. Se i miner sono più numerosi o più potenti del previsto, i blocchi arrivano più in fretta e la difficoltà sale; se calano, i blocchi rallentano e la difficoltà scende.

Un calcolo orientativo di BitcoinLive24 aiuta a vedere la relazione: con una difficoltà di 140,58 T servono circa 1.006 EH/s (difficoltà × 232 ÷ 600 secondi) per produrre in media un blocco ogni dieci minuti. Con una media a sette giorni di 1.053 EH/s, i blocchi arrivano un po’ più in fretta del previsto. Lo conferma mempool.space: all’altezza 972.646, nel 46,3% dell’epoca, sono stati estratti 934 blocchi contro circa 902 attesi, con un tempo medio di circa 9 minuti e 40 secondi.

Da qui la stima del prossimo aggiustamento: secondo mempool.space, al blocco 972.646 il rialzo atteso al blocco 973.728 (intorno al 30 ottobre) è di circa il 3,6%, un valore che cambia a ogni blocco. Cointelegraph riporta invece, citando BlocksBridge, una proiezione del +5,16%, che porterebbe l’aumento cumulato sui due aggiustamenti a circa l’11,4%; U.Today parla di un rialzo tra il 4% e il 6%. Le tre stime non coincidono, probabilmente per metodi e momenti di calcolo diversi (le fonti non li specificano): sono proiezioni, non dati definitivi.

Cosa dicono BlocksBridge e CryptoQuant sull’hashrate Bitcoin

Secondo Cointelegraph, la newsletter di BlocksBridge Consulting legge il recupero come il segno di una concorrenza ancora alta tra i miner rimasti, nonostante la migrazione verso l’intelligenza artificiale: «That’s hardly the breathing room remaining miners might have expected from the AI migration», scrive BlocksBridge. La stessa fonte ricorda un rapporto precedente in cui i miner quotati in borsa avevano visto calare del 23% l’hashrate realizzato, mentre i ricavi da AI e calcolo ad alte prestazioni crescevano del 52% in un trimestre; la capacità messa fuori uso valeva, secondo la stima, circa 1,5 miliardi di dollari di hardware.

BlocksBridge ipotizza che parte di quella capacità stia tornando in rete attraverso miner piccoli e medi che comprano macchine usate dai grandi operatori, per esempio gli Antminer S21 XP di seconda mano offerti da Sazmining. Cointelegraph precisa però che non è chiaro quanta parte delle macchine in vendita provenga dai miner quotati né quanta sia già tornata in rete. Sul fronte AI avevamo già scritto Miner Bitcoin e AI: 50 miliardi di capitali da trovare e, sui costi, Vitalik: elettricità al 46% dei costi del mining Bitcoin.

Il fondatore di CryptoQuant Ki Young Ju ha letto lo stesso movimento in chiave diversa. In un post su X del 22 ottobre, riportato da Cointelegraph, ha scritto: «Higher hashrate means stronger security and better fundamentals as a store of value», aggiungendo che i miner quotati sono in gran parte sostenuti da istituzioni della finanza tradizionale e definendo la crescita un segnale rialzista indiretto. U.Today cita il dato CryptoQuant di circa 1.000 EH/s di «True Hashrate» al 22 ottobre. È una lettura, non una misura: la serie di mempool.space e quella di Blockchain.com stimano l’hashrate dal ritmo dei blocchi e non dicono chi sia a produrlo.

Scenari per l’hashrate Bitcoin nelle prossime due settimane

I dati permettono di descrivere due scenari semplici, senza previsioni di prezzo. Il primo: l’hashrate resta sopra i 1.000 EH/s fino all’aggiustamento di fine ottobre. In quel caso la difficoltà sale ancora, tra il 3,6% e il 6% secondo le stime citate, e a parità di ricavi ogni miner dovrà dividere la stessa torta con più concorrenti.

Il secondo: l’hashrate rientra verso i 950-1.000 EH/s, come già accaduto il 18 ottobre, quando il valore giornaliero è sceso a circa 943 EH/s. La stima del prossimo aggiustamento scenderebbe verso lo zero (con l’hashrate intorno a 950-975 EH/s) o a un rialzo minimo (intorno a 1.000 EH/s). I segnali da osservare sono la media a sette giorni, il numero di blocchi estratti rispetto ai 902 attesi a metà epoca e la stima di mempool.space aggiornata a ogni blocco.

Per chi lavora con questi dati vale un limite metodologico: l’hashrate non si misura direttamente, ma si ricava dal numero di blocchi trovati. Per questo il valore di un singolo giorno può oscillare anche di oltre il 10% da un giorno all’altro (dal 18 al 19 ottobre mempool.space passa da circa 943 a circa 1.109 EH/s) senza che la potenza reale cambi necessariamente, e solo le medie su più giorni sono confrontabili con quelle di mesi fa.

Cosa significa per chi segue Bitcoin

Un hashrate alto rende più costoso attaccare la rete e indica che i miner sono disposti a spendere energia e hardware per i blocchi, ma non è un indicatore del prezzo di Bitcoin: i dati citati non dimostrano alcun rapporto causale con le quotazioni. Lo stesso U.Today avverte che l’equilibrio regge solo se i prezzi si mantengono sugli attuali livelli e che una correzione profonda metterebbe sotto pressione i margini dei miner.

Per seguire in tempo reale hashrate, difficoltà e notizie sul mining, scarica l’app BitcoinLive24. Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.

Domande frequenti sull’hashrate Bitcoin

Cos’è l’hashrate di Bitcoin?

L’hashrate è il numero di calcoli (hash) al secondo che l’insieme dei miner esegue per cercare il prossimo blocco. Un exahash al secondo (EH/s) equivale a un miliardo di miliardi di hash al secondo; la media a sette giorni di mempool.space è di circa 1.053 EH/s al 22 ottobre 2026.

Cosa significa difficoltà a 140,58 T?

Significa che al 16 ottobre 2026 il parametro di difficoltà del mining vale circa 140,58 mila miliardi, dopo un aumento del 5,92% rispetto ai 132,72 T precedenti. Non è un massimo storico: il picco della serie di mempool.space è di 155,97 T, registrato il 29 ottobre 2025.

Quando sarà il prossimo aggiustamento della difficoltà?

Al blocco 973.728, stimato da mempool.space intorno al 30 ottobre 2026. Con l’hashrate attuale la stima è di circa +3,6% al blocco 972.646; Cointelegraph, citando BlocksBridge, riporta +5,16%. Sono proiezioni che cambiano a ogni blocco.

Più hashrate significa che il prezzo di Bitcoin sale?

No, non esiste un rapporto dimostrato. Ki Young Ju di CryptoQuant legge l’aumento come un segnale indiretto dell’interesse istituzionale per i miner quotati, ma resta un’interpretazione: l’hashrate misura la potenza di calcolo, non la domanda di Bitcoin.

Perché i dati di mempool.space e Blockchain.com non coincidono ogni giorno?

Le due serie stimano l’hashrate dai blocchi trovati e assegnano i valori a finestre temporali sfalsate di circa un giorno, per cui i singoli giorni possono differire. Le medie a sette giorni sono invece quasi identiche: circa 1.053 EH/s contro circa 1.050 EH/s al 21 ottobre.

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Redazione Bitcoinlive24

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