I prelievi Binance sono ripartiti domenica 1 novembre 2026 dalla rete Bitcoin, tre giorni dopo l’attacco da circa 6,3 miliardi di dollari ai suoi hot wallet, il più grande furto di criptovalute mai registrato. Il 31 ottobre l’FBI ha attribuito il colpo alla Corea del Nord e al gruppo TraderTraitor, mentre l’exchange sostiene di aver già reintegrato il 90% degli asset rubati. Secondo i dati di CoinGecko citati da Cointelegraph, sabato Bitcoin era circa il 4% sotto il prezzo che aveva poco prima dell’attacco.
Prelievi Binance: riparte la rete Bitcoin, poi toccherà agli altri token
Binance ha aperto la rete Bitcoin come primo lotto della fase uno dei prelievi, come scritto dall’exchange su X e riportato da Cointelegraph il 1 novembre. I prelievi degli utenti erano sospesi dal giovedì 29 ottobre, giorno dell’attacco. L’azienda spiega di procedere per fasi, dando la priorità ai token in base alla domanda degli utenti nell’ultima settimana, in modo da ripristinare ogni coppia rete-asset con controlli di stabilità e sicurezza completati prima dell’apertura.
Binance avverte che durante la riapertura sono attesi rallentamenti, tempi di elaborazione più lunghi e ritardi temporanei, e invita a riprovare dopo qualche minuto se un prelievo non va a buon fine. Gli utenti devono controllare la pagina di prelievo del proprio asset o la pagina di stato delle reti, mentre gli aggiornamenti sugli altri token arriveranno sul canale X ufficiale dell’exchange. Secondo il riepilogo di Cointelegraph, depositi e servizi non coinvolti dall’attacco erano rimasti operativi, e Binance aveva promesso un primo snapshot della proof of reserves entro 12 ore dall’annuncio, con i risultati attesi per lunedì 2 novembre. Secondo Cointelegraph del 31 ottobre, Binance ha poi pubblicato un nuovo snapshot delle riserve, mentre la prova crittografica completa è ancora in elaborazione.
L’FBI accusa la Corea del Nord: cosa dice il comunicato
L’FBI ha dichiarato sabato 31 ottobre, in un comunicato stampa, che la Corea del Nord è responsabile del furto di circa 6,3 miliardi di dollari in asset digitali da Binance, secondo Cointelegraph. L’agenzia chiama questa attività «TraderTraitor» e osserva che i fondi rubati vengono convertiti soprattutto in Ether, con l’aspettativa di ulteriori passaggi tramite DeFi e servizi di scambio istantaneo, man mano che gli hacker avanzano verso fasi di riciclaggio più sofisticate.
L’FBI ha chiesto a operatori di nodi THORNode, operatori di nodi RPC, exchange istantanei, servizi DeFi, società di analisi blockchain e altri fornitori di servizi sugli asset digitali di bloccare le transazioni con gli indirizzi usati da TraderTraitor, o derivate da essi. L’elenco completo degli indirizzi è nel comunicato, scrive sempre Cointelegraph. In altre parole, l’agenzia non si limita ad accusare Pyongyang: chiede al settore privato di restringere gli spazi in cui i fondi possono muoversi.
L’attribuzione non è arrivata dal nulla. La società di analisi Chainalysis aveva indicato TraderTraitor già il 30 ottobre, basandosi su un legame osservato in tempo reale: i fondi rubati a Binance si mescolavano on-chain con quelli sottratti nel mese precedente all’exchange Bitget, furto attribuito alla Corea del Nord. Chainalysis stima il totale a circa 6,4 miliardi di dollari su più blockchain e descrive un riciclaggio con segnali di automazione: migliaia di transazioni in poco tempo, con molti indirizzi che ricevono esattamente 1 TRX prima di ricevere altri fondi e inoltrarli.
Nel riepilogo del 30 ottobre Cointelegraph precisava che Binance non aveva ancora confermato pubblicamente l’identità degli aggressori, e che il co-CEO Richard Teng aveva dichiarato che l’indagine non aveva attribuito la responsabilità a nessun individuo. Per il contesto, secondo un rapporto di CertiK citato da Cointelegraph, nel 2025 i gruppi legati alla Corea del Nord hanno rubato oltre 2 miliardi di dollari su circa 3,4 miliardi di perdite complessive da incidenti di sicurezza, in 79 episodi su 656 documentati. Su BitcoinLive24 avevamo già ricostruito le tracce on-chain dei 18.270 Bitcoin rubati a Binance.
Binance dice di aver reintegrato il 90% degli asset rubati
Binance ha dichiarato sabato 31 ottobre di aver reintegrato il 90% degli asset rubati, contro l’80% del giorno prima, secondo Cointelegraph. Per farlo usa la tesoreria aziendale, un impiego parziale del fondo SAFU (Secure Asset Fund for Users) e una parte del fondo assicurativo dei futures. Un portavoce ha ribadito che «Binance assorbirà l’impatto finanziario del furto, non gli utenti» e che il fondo assicurativo resterà sopra i livelli richiesti dalla gestione del rischio.
Secondo l’aggiornamento di Binance, i saldi dei clienti in Bitcoin, Ether e altri otto asset risultano pienamente coperti, mentre il resto del divario è fatto di token meno liquidi, che l’exchange continua ad acquistare sul mercato e con operazioni OTC. Restano però dei punti da verificare. Come ricostruito da Cointelegraph, il portavoce non ha precisato quanto abbia contribuito ciascuna fonte di finanziamento né quantificato quanto del bottino sia stato recuperato, e la società di sicurezza CertiK ha detto di aver bisogno di più informazioni per verificare i 5 miliardi di dollari di criptovalute di sostituzione dichiarati. La prova crittografica completa delle riserve, a zero knowledge, richiede secondo Binance dalle 40 alle 50 ore di calcolo.
Sul fronte dei fondi congelati, Cointelegraph riferisce che Tether e Circle hanno bloccato circa 3 miliardi di dollari di asset coinvolti, importo separato dal reintegro di Binance. L’analisi di Chainalysis parla di circa 2,8 miliardi di dollari congelati finora e racconta che l’aggressore ha scambiato 325 milioni di dollari di stablecoin in 285 milioni di dollari di Ether in quasi 20 minuti per anticipare i blocchi. Secondo Chainalysis i congelamenti sono iniziati entro le 17:14 ora della costa orientale degli Stati Uniti, mentre i fondi avevano iniziato a lasciare i wallet di Binance intorno alle 16:20.
Cronologia del caso Binance dal 29 ottobre al 1 novembre
| Data (2026) | Evento | Fonte |
|---|---|---|
| 29 ottobre | Prime uscite dagli hot wallet di Binance, circa 6,4 miliardi di dollari su più blockchain | Chainalysis |
| 30 ottobre | Binance accantona oltre 6,34 miliardi di dollari per coprire le perdite; FBI e Secret Service confermano il loro coinvolgimento | Cointelegraph |
| 31 ottobre | Binance dichiara il 90% degli asset reintegrato; l’FBI attribuisce l’attacco alla Corea del Nord | Cointelegraph |
| 1 novembre | Prelievi riaperti in fase uno, con la rete Bitcoin come primo lotto | Cointelegraph |
Fonti della tabella: l’analisi di Chainalysis per il 29 ottobre e gli articoli di Cointelegraph già citati per le date successive. Il 30 ottobre, secondo il pezzo sul coinvolgimento di FBI e Secret Service, l’FBI ha detto a Reuters di lavorare con partner governativi e industriali per valutare la portata dell’incidente, mentre un portavoce del Secret Service ha detto a Bloomberg che gli investigatori lavoravano «giorno e notte» con i privati per recuperare i fondi.
Bitcoin dopo l’attacco a Binance: il prezzo ha tenuto meglio del previsto
Bitcoin quotava circa 77.400 dollari alle 16:00 di sabato 31 ottobre, circa il 4% sotto il livello di poco prima dell’attacco, secondo Cointelegraph su dati CoinGecko. Il CEO di Strive, Matt Cole, ha detto che il calo è stato meno severo di quanto si aspettasse, pur ammettendo che è troppo presto per dire se sia stato toccato il fondo del mercato. Per confronto, dopo l’attacco a Bybit del 2025 Bitcoin era sceso di circa il 5%, da quasi 100.000 a circa 95.000 dollari, e secondo dati di Anchorage Digital citati da CNBC il calo medio nelle prime 24 ore dopo precedenti attacchi a exchange era stato dell’8,3%.
Secondo Glassnode, citata dallo stesso articolo, l’attacco a Binance supera da solo la somma dei nove furti crypto più grandi che lo seguono nella classifica, e tre dei dieci più grandi sono avvenuti dall’inizio del 2025, tutti ai danni di exchange. Il precedente record era l’attacco a Bybit da 1,5 miliardi di dollari del febbraio 2025. Paul Chapman, direttore dei crimini finanziari di Wirex, ha precisato a Cointelegraph che «Bitcoin in sé non è stato hackerato»: l’attacco ha colpito i sistemi di una singola azienda e non la rete. Sul tema sicurezza, su BitcoinLive24 avevamo trattato anche il sospetto impianto spia in un Trezor Safe 5.
Cosa significa per chi tiene Bitcoin su un exchange
Un hot wallet è un portafoglio connesso a internet che gli exchange usano per elaborare i prelievi, ed è proprio il bersaglio che gli aggressori hanno colpito, come riporta il riepilogo di Cointelegraph. Il caso mostra che il rischio principale di chi lascia i Bitcoin su una piattaforma non è il protocollo, ma la sicurezza operativa del custode. Secondo Cointelegraph, Blockaid ritiene che gli aggressori abbiano compromesso il processo di firma delle transazioni di Binance, mentre l’exchange dice di non aver trovato prove di chiavi private trapelate; l’indagine è ancora in corso.
Chi vuole ridurre questa esposizione può valutare di tenere la parte di Bitcoin che non serve per operare su un wallet di cui controlla le chiavi, tenendo presente che la custodia in proprio richiede cura nella conservazione della frase di recupero. Le informazioni di questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza finanziaria: ogni decisione di investimento o di custodia resta una scelta personale.
Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere una notifica immediata sugli sviluppi del caso Binance e sui movimenti di Bitcoin.
Domande frequenti sui prelievi Binance e sull’hack
I prelievi su Binance sono di nuovo attivi?
Sì, in parte: Binance ha riaperto il 1 novembre 2026 la rete Bitcoin come primo lotto della fase uno. Gli altri asset e reti saranno ripristinati progressivamente in base alla domanda degli utenti dell’ultima settimana, con possibili rallentamenti.
Chi ha attaccato Binance secondo l’FBI?
Secondo l’FBI, il responsabile è la Corea del Nord, con l’attività che l’agenzia chiama TraderTraitor. Il comunicato è del 31 ottobre 2026 e chiede al settore privato di bloccare le transazioni con gli indirizzi usati per il riciclaggio.
Gli utenti di Binance perderanno dei fondi?
Secondo Binance no: l’exchange afferma che sarà lui ad assorbire l’impatto del furto, non i clienti, e dichiara coperti al 100% i saldi in Bitcoin, Ether e altri otto asset. Una verifica indipendente completa però non c’è ancora, perché la prova crittografica delle riserve richiede dalle 40 alle 50 ore.
Il furto ha messo in discussione la sicurezza di Bitcoin?
No, l’attacco ha colpito i sistemi di Binance e non la rete Bitcoin. Come ha detto Paul Chapman di Wirex a Cointelegraph, Bitcoin in sé non è stato hackerato, e sabato 31 ottobre il prezzo era circa il 4% sotto il livello precedente all’attacco.
