Sberbank, la maggiore banca russa per asset gestiti, ha annunciato il 29 agosto 2026 all’Eastern Economic Forum di Vladivostok l’espansione dei prestiti garantiti da criptovalute. Il collaterale principale resta Bitcoin, ma la banca prepara l’ingresso di Ethereum e dello stablecoin (criptovaluta ancorata al valore del dollaro) USDT non appena arriverà il via libera della Banca di Russia. L’annuncio, dato dal vicepresidente del consiglio di amministrazione Anatoly Popov, arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova Legge Federale 282-FZ sugli asset digitali esteri.
Cosa ha detto Sberbank sui prestiti garantiti da Bitcoin
Sul palco dell’Eastern Economic Forum, Anatoly Popov ha dichiarato che l’istituto si è preparato da tempo a questo passaggio: “We prepared for this in advance, and we already have practical experience working with cryptocurrency” (“Ci siamo preparati in anticipo, e abbiamo già esperienza pratica nel lavorare con le criptovalute”), ha detto il dirigente secondo quanto riportato da CoinGape.
Popov ha precisato che il piano prevede tre asset digitali come collaterale: Bitcoin, già operativo, seguito da Ethereum e Tether (USDT) una volta completata l’approvazione regolamentare della Banca di Russia (Banca Centrale). La custodia degli asset avviene tramite Rutoken, la soluzione proprietaria di Sberbank che blocca il collaterale per l’intera durata del prestito, impedendone l’uso o l’accesso non autorizzato.
Non è la prima volta: il precedente con Intelion Data
Sberbank non parte da zero. A dicembre 2025 la banca aveva già erogato il primo prestito russo garantito da Bitcoin a un cliente aziendale, la società mineraria AO Intelion Data, utilizzando come collaterale criptovaluta auto-estratta dall’azienda stessa. L’operazione, riportata all’epoca anche da CoinDesk, era stata presentata come progetto pilota. L’annuncio di fine agosto conferma che il modello ha superato la fase sperimentale ed è pronto per un’espansione più ampia della base clienti.
Dall’inizio del 2026, secondo Popov, Sberbank ha già organizzato oltre 160 emissioni di asset digitali sulla propria piattaforma proprietaria — un dato che colloca l’istituto tra i player più attivi del settore bancario russo su questo fronte, ben oltre la sola sperimentazione con Bitcoin come garanzia di credito.
La Legge Federale 282-FZ cambia le regole del gioco
L’annuncio di Sberbank non arriva in un vuoto normativo. Dal 1° settembre 2026 entra pienamente in vigore la Legge Federale n. 282-FZ, che introduce obblighi di segnalazione per i cittadini russi che detengono asset digitali su piattaforme estere: saldi, movimenti e partecipazioni dovranno essere dichiarati alle autorità. Nella prima metà del 2026 la Banca di Russia ha già segnalato circa 2.600 wallet per attività sospette, integrando questi dati nei sistemi di compliance del settore bancario.
Il contesto è simile a quello che l’Unione Europea sta costruendo con il CARF dell’OCSE, il framework internazionale per lo scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività tra fisco e contribuenti: anche Mosca, pur muovendosi fuori dal coordinamento OCSE, punta a portare gli asset digitali detenuti all’estero dentro il perimetro della vigilanza bancaria tradizionale, piuttosto che vietarli. Una direzione diversa da quella presa negli Stati Uniti, dove il CLARITY Act ridefinisce invece lo status normativo di Bitcoin sul fronte dei mercati, non della compliance fiscale.
Bitcoin, Ethereum e USDT: chi è dentro e chi aspetta
Non tutti gli asset digitali hanno lo stesso status nel piano di Sberbank. La tabella seguente riassume la situazione attuale del collaterale accettato per i prestiti garantiti da criptovalute.
| Asset | Stato collaterale | Condizione |
|---|---|---|
| Bitcoin (BTC) | Attivo | Già accettato, pilota avviato con Intelion Data a dicembre 2025 |
| Ethereum (ETH) | In attesa | Richiede approvazione della Banca di Russia |
| Tether (USDT) | In attesa | Richiede approvazione della Banca di Russia e normativa finale |
Le banche russe rincorrono Bitcoin
Sberbank non è la sola banca russa a muoversi su questo terreno. Il progetto si inserisce in una tendenza più ampia del sistema bancario del Paese, che negli ultimi mesi ha visto anche altri istituti testare l’esposizione diretta o indiretta a Bitcoin, come raccontato da BitcoinLive24 a proposito del pilota avviato da Alfa-Bank. La differenza, in questo caso, è la scala: Sberbank è la più grande banca russa per asset, e un suo prodotto di lending basato su Bitcoin ha un peso sistemico difficilmente paragonabile a quello di un istituto più piccolo.
Va detto con chiarezza: al momento della stesura, la Banca di Russia non ha ancora approvato Ethereum e USDT come collaterale, e Sberbank stessa non ha indicato una data precisa per l’estensione. L’annuncio di Popov va quindi letto come una dichiarazione di intenti supportata da un precedente operativo reale, non come il lancio immediato di un prodotto retail su larga scala.
Cosa significa per l’adozione istituzionale di Bitcoin
Per il mercato, il segnale più rilevante non è tanto la singola operazione con Intelion Data, quanto il fatto che una banca sistemica come Sberbank stia costruendo un’infrastruttura di custodia (Rutoken) e compliance pensata per scalare il lending garantito da Bitcoin oltre il singolo pilota. È lo stesso schema — collaterale crypto, custodia regolamentata, reporting obbligatorio — che si sta affermando anche in altre giurisdizioni, incluse le iniziative di prestito garantito da Bitcoin lanciate negli Stati Uniti, come il mutuo Bitcoin nazionale di Coinbase. La convergenza suggerisce che il lending con Bitcoin come collaterale sta diventando un prodotto bancario “normale”, non più un esperimento di nicchia.
Resta però un fattore di incertezza politica: la Russia opera sotto un regime sanzionatorio internazionale che complica l’accesso del sistema bancario ai mercati globali, e lo sviluppo di infrastrutture cripto interne potrebbe essere letto anche come una via per ridurre la dipendenza dai canali finanziari occidentali. BitcoinLive24 continuerà a seguire gli sviluppi normativi della Banca di Russia sull’approvazione di Ethereum e USDT come collaterale.
Domande Frequenti
Cosa ha annunciato Sberbank sui prestiti in Bitcoin?
Sberbank, la maggiore banca russa, ha confermato all’Eastern Economic Forum del 29 agosto 2026 l’espansione dei prestiti garantiti da criptovalute, con Bitcoin come collaterale già attivo e Ethereum e USDT in arrivo dopo l’approvazione della Banca di Russia.
Sberbank aveva già accettato Bitcoin come garanzia in passato?
Sì, a dicembre 2025 la banca aveva erogato il primo prestito russo garantito da Bitcoin alla società mineraria Intelion Data, un progetto pilota poi confermato ed esteso nell’annuncio di agosto 2026.
Cos’è la Legge Federale 282-FZ citata nell’articolo?
È la normativa russa che dal 1° settembre 2026 impone ai residenti di dichiarare saldi, movimenti e partecipazioni in asset digitali detenuti su piattaforme estere, parte del rafforzamento della vigilanza bancaria sulle criptovalute.
Ethereum e USDT sono già accettati come collaterale da Sberbank?
No, non ancora: secondo Anatoly Popov l’estensione a Ethereum e Tether (USDT) resta subordinata all’approvazione regolamentare della Banca di Russia, senza una data di lancio confermata.
Perché questa notizia è rilevante per l’adozione di Bitcoin?
Perché segnala che una banca sistemica, non un istituto di nicchia, sta costruendo un’infrastruttura di custodia e compliance per il lending garantito da Bitcoin su scala più ampia, in linea con iniziative simili in altre giurisdizioni.
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