CleanSpark Chiude i Report Mensili: 529 Bitcoin Minati a Settembre

CleanSpark ha minato 529 bitcoin a settembre e smette di pubblicare i report operativi mensili. Nel comunicato del 9 ottobre la società quotata al Nasdaq (CLSK), che oggi si definisce sviluppatore di data center, annuncia il passaggio alla rendicontazione trimestrale. Le riserve in bitcoin sono scese da 13.703 a 13.530 unità nel corso del mese, mentre il finanziamento da 2,276 miliardi di dollari per il campus di Sandersville è stato chiuso.

Per i lettori di BitcoinLive24 la notizia conta per un motivo semplice: un minatore quotato toglie ai mercati un termometro mensile della produzione di bitcoin. The Block ha ripreso i dati il 15 ottobre insieme a quelli di BitFuFu e Canaan.

I numeri di settembre di CleanSpark

Secondo il comunicato della società, a settembre 2026 CleanSpark ha prodotto 529 bitcoin, con una media di 17,64 al giorno e un picco giornaliero di 18,99. Da inizio anno la produzione cumulata arriva a 5.432 bitcoin. Rispetto ai 593 di agosto il calo è di circa il 10,8%, cifra che The Block arrotonda a «quasi l’11%».

IndicatoreLuglio 2026Agosto 2026Settembre 2026
Bitcoin prodotti586593529
Produzione media giornaliera18,9119,1217,64
Hashrate medio operativo (EH/s)38,638,336,0
Riserva a fine mese (BTC)13.93113.70313.530
Prezzo medio per bitcoin venduto66.133 $65.420 $72.928 $

Fonte: comunicato di settembre, agosto e luglio di CleanSpark. Il prezzo medio è calcolato dalla società come proventi netti più premi generati, divisi per i bitcoin venduti.

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L’hashrate (la potenza di calcolo messa in campo per estrarre bitcoin) medio operativo è sceso da 38,3 a 36,0 EH/s, circa il 6% in meno, calcolo di BitcoinLive24 sui dati del comunicato. Il comunicato indica invece un hashrate operativo massimo storico di 50 EH/s, una flotta di 199.745 macchine installate e un’efficienza di picco di 16,07 J/Th (joule per terahash, l’energia consumata per ogni unità di potenza di calcolo).

Le vendite e le riserve in bitcoin

A settembre CleanSpark ha venduto 2 bitcoin sul mercato spot e 700 attraverso l’esercizio di opzioni call (contratti che danno a una controparte il diritto di acquistare bitcoin a un prezzo prestabilito). Le vendite, 702 in totale (somma di BitcoinLive24), superano i 529 bitcoin prodotti: la differenza spiega il calo di 173 unità della riserva, scesa a 13.530 bitcoin.

La nota 4 del comunicato precisa che, dei 13.530 bitcoin, 3.475 risultano depositati come garanzia o come crediti, tutti legati a operazioni su derivati. Si tratta di circa il 26% delle riserve, percentuale calcolata da BitcoinLive24. Ad agosto la società aveva venduto 77 bitcoin sul mercato spot, 500 tramite opzioni call e 244 legati a un’operazione di basis trade delta neutral, una strategia che compensa l’esposizione al prezzo.

Perché CleanSpark smette i report mensili

Il comunicato spiega che CleanSpark passerà a «standard quarterly reporting», in linea con le altre società del settore energia e data center. Il comunicato lega la scelta alla «continua evoluzione del business»: l’azienda descrive se stessa come uno sviluppatore di data center con oltre 1,8 GW di potenza, terreni e strutture negli Stati Uniti, e dice di monetizzare con il mining l’energia già contrattualizzata.

Il finanziamento è il fatto industriale del mese. La controllata CSDC Finance I ha chiuso l’emissione di 2,276 miliardi di dollari di obbligazioni senior garantite al 7,875% con scadenza 2031. Secondo il comunicato servono a costruire il data center per un contratto di locazione che dovrebbe generare circa 6,6 miliardi di dollari di ricavi contrattualizzati nel periodo iniziale. L’amministratore delegato Matt Schultz parla di un progetto «interamente finanziato fino al completamento» e di fiducia dei mercati dei capitali istituzionali. The Block precisa che il campus si trova in Georgia e riporta che il titolo quotava 8,76 dollari giovedì, in calo di oltre il 24% da inizio anno.

Lo schema si inserisce nel quadro già raccontato sui miner bitcoin e i 50 miliardi di capitali da trovare per l’AI: il debito e i data center pesano sempre più nelle strategie dei minatori quotati.

BitFuFu e Canaan: il resto dei dati di settembre

Secondo The Block, BitFuFu (FUFU) ha prodotto 167 bitcoin a settembre, il 4% in meno dei 174 di agosto. L’estrazione propria è salita da 88 a 98 bitcoin, mentre il cloud mining (potenza di calcolo noleggiata a terzi) è sceso da 86 a 69. Le riserve sono salite a 1.388 bitcoin da 1.373. Resta aperto il dossier etiope: BitFuFu aveva proposto di rilevare un sito di mining da 80 MW, ma la proposta si è complicata per dispute tra il gestore del sito e i fornitori locali di elettricità. L’azienda ha già investito 4,1 milioni di dollari e installato circa 13.700 macchine Bitmain Antminer S19, e valuta diverse opzioni, tra cui l’annullamento completo dell’accordo.

Canaan (CAN), sempre secondo la stessa testata, ha minato 44 bitcoin, come ad agosto, interrompendo una serie di tre mesi di cali. Le riserve sono salite a 1.875 bitcoin da 1.868. Il progetto di riscaldamento da 8 MW nella regione nordica è ora completamente operativo e fornisce calore a circa 2.800 abitazioni.

Cosa significa per il settore

Le tre società seguono strade diverse: CleanSpark punta sui data center e passa ai report trimestrali, BitFuFu cerca capacità di mining in Etiopia con più di un ostacolo, Canaan sviluppa progetti di recupero del calore. Sul fronte della produzione di settembre, CleanSpark e BitFuFu (totale) sono in calo e Canaan è stabile; cresce solo l’estrazione propria di BitFuFu.

Per chi segue le reazioni dei titoli dei minatori ai dati macro o l’andamento della difficoltà e dell’hashrate di Bitcoin, la perdita di una serie mensile pubblica significa dover aspettare i bilanci trimestrali per capire se la produzione di CleanSpark recupera. Per restare aggiornato, scarica l’app di BitcoinLive24.

Domande frequenti

Quanti bitcoin ha minato CleanSpark a settembre 2026?

CleanSpark ha minato 529 bitcoin a settembre 2026, con una media di 17,64 al giorno, secondo il suo comunicato del 9 ottobre; ad agosto erano stati 593.

Quanti bitcoin possiede CleanSpark?

Al 30 settembre 2026 CleanSpark deteneva 13.530 bitcoin, di cui 3.475 depositati come garanzia o crediti legati a operazioni su derivati.

Perché CleanSpark smette di pubblicare i report mensili?

La società passa alla rendicontazione trimestrale, come i suoi omologhi dei settori energia e data center, mentre il suo modello si sposta verso lo sviluppo di data center.

A che cosa serve il finanziamento da 2,276 miliardi di dollari?

Secondo il comunicato di CleanSpark, le obbligazioni al 7,875% con scadenza 2031 finanziano la costruzione del data center di Sandersville, legato a un contratto che dovrebbe generare circa 6,6 miliardi di dollari di ricavi.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Gli investimenti in azioni e criptovalute comportano rischi.

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Redazione Bitcoinlive24

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