Netanyahu e le sanzioni: la Banca d’Israele boccia il piano crypto

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, ha detto in un’intervista televisiva di aver chiesto un piano basato su blockchain e criptovalute per aggirare eventuali sanzioni bancarie contro Israele. Secondo Decrypt e Cointelegraph, l’intervista è andata in onda sul Canale 10 venerdì 23 ottobre, quattro giorni prima del voto del 27 ottobre; sabato 24 ottobre la Banca d’Israele ha risposto che le criptovalute «non possono servire come mezzo per aggirare le sanzioni», come riporta ynet.

Il caso interessa chi segue Bitcoin perché mette un governo davanti alla domanda su cosa possano fare davvero le criptovalute sotto sanzioni. BitcoinLive24 ricostruisce cosa ha detto Netanyahu, perché la banca centrale ha detto no e che cosa mostrano i precedenti citati dalla stampa specializzata.

Netanyahu e il piano crypto contro le sanzioni: le parole dell’intervista

Netanyahu ha dichiarato che Israele dovrebbe prepararsi a sanzioni bancarie, secondo Decrypt: «Potrebbero esserci sanzioni, comprese sanzioni bancarie. Bisogna preparare un’economia alternativa e pensare a valute che possano aggirare queste restrizioni. Ci sto lavorando anche io» (traduzione dall’inglese). Alla domanda se la blockchain possa essere una soluzione, ha risposto: «La blockchain è certamente una delle alternative. Ho già chiesto che venga preparato un piano».

Secondo Decrypt, Netanyahu non ha precisato chi stia redigendo il piano, quale valuta o rete userebbe né quando sarebbe pronto. Cointelegraph aggiunge che il premier ha definito la blockchain «un’alternativa alle sanzioni» e, citando il sito israeliano CryptoJungle, uno «strumento strategico nazionale».

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Nelle citazioni riportate da Decrypt, Cointelegraph e ynet Netanyahu parla di blockchain e di criptovalute in generale: Bitcoin non compare tra le sue parole riportate.

La Banca d’Israele boccia il piano: le critiche di economisti e politici

La Banca d’Israele ha affermato sabato che «le criptovalute non possono servire come mezzo per aggirare le sanzioni» e che la strada giusta è mantenere i rapporti economici con i principali partner commerciali, secondo ynet, che definisce la replica insolitamente diretta. Sempre secondo ynet, funzionari dei ministeri economici hanno detto di non conoscere alcuna iniziativa del genere e persino figure dell’ufficio del premier hanno dichiarato di non sapere di un team al lavoro.

Netanyahu non ha fatto marcia indietro: a Canale 14 ha detto «ascolto, ma faccio ciò che ritengo giusto», come riferisce ynet. Tra i critici, secondo Cointelegraph, Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, ha scritto su X che la «visione del BibiCoin è una minaccia per la sicurezza nazionale».

Yair Avidan, ex responsabile della vigilanza bancaria della Banca d’Israele, afferma secondo ynet che spostare una transazione su una blockchain «non fa scomparire le sanzioni» e non cambia gli obblighi delle parti, perché i pagamenti richiedono comunque la cooperazione di banche e intermediari. L’ex direttore generale del ministero delle Finanze Yarom Ariav, citato da ynet, ha avvertito che proporre scorciatoie finanziarie colloca Israele accanto a regimi isolati come l’Iran e può minacciare il rating e favorire la fuga di capitali.

Anche dal settore crypto arrivano riserve. Ben Samocha, fondatore di CryptoJungle, ha detto a Cointelegraph che le soluzioni crypto non sono lo strumento per aggirare le sanzioni e ha ricordato che, come ha mostrato il Tesoro USA contro l’Iran, le indagini sulla blockchain permettono di tracciare fondi illeciti, bloccarne i punti di uscita in valuta tradizionale e perfino congelarli. Per Tomer Sharoni, amministratore delegato di Adresable (società specializzata in intelligence e identificazione sulle crypto), citato da ynet, cambiare mezzo di pagamento non rende lecita una transazione vietata.

Perché le sanzioni bancarie preoccupano Israele

Le sanzioni bancarie fanno rifiutare a banche estere i pagamenti verso le banche di un Paese, e questo, spiega Decrypt, rende più difficile per gli importatori pagare i fornitori e alla fine fa salire i prezzi al supermercato. Il Regno Unito ha vietato le importazioni dagli insediamenti all’inizio di settembre e ha annunciato sanzioni contro chi li costruisce; altri 11 Paesi, tra cui Francia e Canada, hanno dichiarato di voler limitare gli scambi con gli insediamenti, sempre secondo Decrypt.

Per Cointelegraph una dozzina di Paesi occidentali ha annunciato misure sui beni degli insediamenti in Cisgiordania; economisti e addetti ai lavori hanno detto al Times of Israel a settembre che le misure potrebbero estendersi a Israele vero e proprio. Più di 60 economisti ed ex funzionari israeliani hanno avvertito negli ultimi giorni che le misure oggi rivolte agli insediamenti potrebbero allargarsi all’economia e far salire il costo della vita, riferisce Decrypt citando ynet.

Netanyahu ha anche detto agli israeliani di abituarsi all’idea di non ricevere più «decine di miliardi di dollari» di aiuti americani; l’attuale accordo militare da 3,8 miliardi di dollari l’anno scade a settembre 2028, secondo Decrypt. Per approfondire il clima di tensione sui mercati, leggi Bitcoin sotto 80.000$ tra evacuazioni in Medio Oriente e petrolio.

ElementoDatoFonte
Intervista di Netanyahu (Canale 10)venerdì 23 ottobre 2026Decrypt, Cointelegraph
Replica della Banca d’Israelesabato 24 ottobre 2026ynet, Cointelegraph
Elezioni israeliane27 ottobre 2026Decrypt, Cointelegraph
Accordo militare USA-Israele3,8 miliardi di dollari l’anno, fino a settembre 2028Decrypt
Volume della stablecoin russa A7A5 nel primo annocirca 102 miliardi di dollari, poi volume giornaliero in calo del 96%Elliptic, via Decrypt
Tether: fondi congelati a luglio (Iran)131 milioni di dollariDecrypt
Ordini di sanzione israeliani su wallet (1 luglio)37 wallet, oltre 24 milioni di shekelDecrypt

I precedenti: stablecoin russa, Tether e wallet sanzionati

La stablecoin russa A7A5, legata al rublo, ha mosso circa 102 miliardi di dollari nel primo anno, secondo Elliptic citata da Decrypt, prima che sanzioni e un attacco informatico al suo principale exchange tagliassero il volume giornaliero del 96% rispetto al picco. Sul fronte russo, BitcoinLive24 ha raccontato anche Sberbank nel registro crypto russo e il divieto russo del P2P crypto dal 2027.

Secondo Decrypt, Tether, l’emittente della stablecoin USDT, può congelare qualsiasi wallet che contenga il suo token: ha bloccato 344 milioni di dollari ad aprile, in collaborazione con le autorità americane, e 131 milioni a luglio in wallet legati alla banca centrale e alle forze armate dell’Iran dopo le sanzioni USA. Lo stesso articolo ricorda che le blockchain sono pubbliche e tracciabili e che il 1° luglio il ministro della Difesa Israel Katz ha firmato ordini di sanzione su 37 wallet crypto con oltre 24 milioni di shekel che Israele attribuisce ai Guardiani della Rivoluzione iraniani.

Decrypt cita anche il Venezuela, che secondo l’articolo ha usato Tether e Bitcoin per sostenere il settore petrolifero e ha creato il Petro per spostare l’economia fuori dal circuito SWIFT. L’articolo elenca, tra i Paesi che hanno già provato strade simili, anche Iran, Russia e Corea del Nord.

Cosa c’entra Bitcoin

Va ricordato che Bitcoin non ha un emittente in grado di congelare un wallet, a differenza di USDT, ma questo non lo rende invisibile: il registro è pubblico, e Decrypt ricorda che le blockchain sono tracciabili. Chi dovesse trasformare Bitcoin in una valuta per il commercio estero si troverebbe comunque davanti a banche, intermediari di pagamento e controparti soggetti alle regole sulle sanzioni, come osserva Avidan (e Sharoni sul rifiuto delle controparti estere), sui pagamenti blockchain in generale, nelle dichiarazioni riportate da ynet.

Un dettaglio rende la vicenda ancora più intricata: secondo Decrypt, la maggiore banca israeliana, Bank Leumi, prevede di offrire il trading di Bitcoin all’inizio del 2027 tramite Galaxy Digital, in attesa dell’approvazione della Banca d’Israele, la stessa istituzione che ha appena respinto il piano del premier.

Cosa aspettarsi dopo il voto del 27 ottobre

Al momento il piano resta una dichiarazione: secondo Decrypt mancano autori, valuta, rete e tempi, e secondo ynet i ministeri economici non ne sanno nulla. I fatti da seguire sono l’esito delle elezioni del 27 ottobre e l’eventuale allargamento delle sanzioni oltre gli insediamenti; solo allora si capirà se la proposta diventerà un progetto concreto.

Domande frequenti sul piano crypto di Netanyahu

Che cosa ha detto Netanyahu sulle criptovalute?

Netanyahu ha detto di aver già chiesto un piano che usi blockchain e criptovalute per aggirare eventuali sanzioni bancarie, secondo Decrypt. Non ha indicato chi lo prepara, quale valuta userebbe né quando sarebbe pronto.

Perché la Banca d’Israele ha respinto il piano?

La banca centrale ha dichiarato che le criptovalute non possono servire per aggirare le sanzioni e che la priorità è mantenere i rapporti con i principali partner commerciali, come riporta ynet.

Le criptovalute possono davvero aggirare le sanzioni?

Secondo gli esperti citati da ynet e Cointelegraph no, perché i pagamenti richiedono comunque banche e controparti conformi e le blockchain permettono di tracciare e talvolta congelare i fondi. Decrypt ricorda che Paesi come Venezuela, Iran, Russia e Corea del Nord hanno già provato strade simili, ma sottolinea che le blockchain sono pubbliche e tracciabili.

Netanyahu ha parlato di Bitcoin?

Nelle citazioni riportate da Decrypt, Cointelegraph e ynet Netanyahu parla di blockchain e criptovalute in generale, senza nominare Bitcoin.

Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o politica: le criptovalute sono volatili e soggette a rischi regolamentari. Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere avvisi sulle notizie che contano.

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Redazione Bitcoinlive24

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