Bitcoin a 65.000$: le Commissioni dei Miner ai Minimi da un Decennio

Bitcoin viene scambiato a 65.161$ (+1,3% nelle ultime 24 ore, al momento della stesura), ma le entrate da commissioni dei miner Bitcoin restano schiacciate: negli ultimi 365 giorni la rete ha generato 98,83 milioni $ di fee, appena lo 0,67% dei ricavi totali dei miner. È il livello più basso da circa un decennio, un’epoca in cui Bitcoin valeva poche centinaia di dollari.

Commissioni miner Bitcoin: il paradosso in cifre

Il dato nasce da un’osservazione di U.Today, che riprende una stima di Charles Edwards (Capriole Investments) secondo cui le fee annuali della rete Bitcoin sarebbero scese a 96-114 milioni $, un livello simile a quello del 2019, quando BTC valeva circa 5.000$ contro i 65.000$ attuali.

Abbiamo ricalcolato il dato in autonomia sui grafici pubblici di blockchain.com/charts (fonte primaria, dati on-chain): la somma delle fee di rete nei 365 giorni terminati il 6 agosto 2026 è 98,83 milioni $, dentro il range di Edwards e quindi confermata in modo indipendente. Ma il confronto puntuale con il 2019 racconta una storia leggermente diversa da quella “identica” suggerita dalla stima originale.

Periodo (365 giorni)Prezzo BTC di riferimentoFee totali di rete
Terminato il 6 agosto 202664.255$98,83 milioni $
Terminato il 6 aprile 20195.029$59,28 milioni $
Variazione+1.178% (12,78 volte)+66,7%

Le fee non sono quindi rimaste identiche al 2019, come lascerebbe intendere il confronto giornalistico originale: sono cresciute del 66,7%. Il paradosso vero è un altro, ed è più marcato: il prezzo di Bitcoin è salito di 12,78 volte nello stesso periodo, quindi le commissioni dei miner Bitcoin sono diventate una frazione sempre più piccola del valore che la rete processa.

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Perché le commissioni miner Bitcoin pesano sempre meno

Riconciliando i dati con il grafico miners-revenue di blockchain.com (fonte primaria), i ricavi totali dei miner negli ultimi 365 giorni sono stati 14,81 miliardi $, quasi interamente generati dal subsidy in BTC (3,125 BTC per blocco dal halving di aprile 2024) rivalutato dall’apprezzamento del prezzo. Le fee, ferme a 98,83 milioni $, pesano quindi solo lo 0,67% del totale.

Non è un minimo storico assoluto: tra il 2013 e il 2016, quando la rete era agli albori e il volume di transazioni ridotto, la quota fee era scesa più volte sotto l’1%, fino allo 0,29% a inizio 2013. Ma per ritrovare un livello così basso bisogna risalire proprio a quell’epoca, oltre un decennio fa: da metà 2016 in avanti la quota fee non era più scesa così tanto, con picchi al 16,4% nel gennaio 2018 (piena congestione della rete) e al 9% a metà 2024 (euforia post-halving).

L’impatto sui miner: margini sempre più dipendenti dal prezzo

Con le fee marginali, i ricavi dei miner dipendono quasi esclusivamente da quanto vale il subsidy in dollari, cioè dal prezzo di Bitcoin. È lo stesso meccanismo che BitcoinLive24 ha documentato a fine luglio: la difficoltà di mining è scesa del 14% dal picco di gennaio 2026 e l’hashprice (ricavo per unità di potenza di calcolo) si è fermato a 31,70$ per petahash al giorno, con proiezioni sostanzialmente piatte fino a dicembre. Diversi operatori con margini compressi stanno spostando capacità energetica verso i data center AI, ritenuti più redditizi a parità di megawatt.

Il tema si intreccia con le difficoltà finanziarie di alcuni miner quotati: MARA Holdings ha chiuso il secondo trimestre 2026 con una perdita netta di 611,3 milioni $, dovuta soprattutto alla svalutazione contabile delle riserve BTC in portafoglio dopo il calo del prezzo rispetto ai massimi. Le fee marginali non sono la causa diretta di quel risultato, ma fotografano lo stesso contesto: un settore mining sempre più esposto alla sola variabile prezzo.

Cosa significa per gli investitori

Per chi guarda a Bitcoin come investimento, il dato sulle fee non cambia la tesi di fondo, ma aggiunge un tassello sulla sostenibilità economica dei miner nel lungo periodo. Una rete dove le commissioni pesano meno dell’1% dei ricavi è una rete in cui la sicurezza (garantita dalla spesa energetica dei miner) resta legata quasi interamente al prezzo di mercato, non alla domanda di spazio nei blocchi. Finché il prezzo tiene, il sistema regge; un calo prolungato metterebbe sotto pressione proprio gli operatori con margini già compressi.

Cosa cambia dopo il prossimo halving

Il prossimo halving, atteso nel 2028, dimezzerà ulteriormente il subsidy a 1,5625 BTC per blocco. Se la quota fee restasse ai livelli attuali, i miner dipenderebbero ancora di più dal prezzo di Bitcoin per restare redditizi, a meno di un aumento strutturale della domanda di spazio nei blocchi (transazioni Layer 1, inscrizioni, o altri utilizzi on-chain) capace di riportare le fee a pesare una quota più significativa dei ricavi, come già accaduto nei picchi del 2018, 2021 e 2024.

Conclusione

I dati on-chain ricalcolati in autonomia confermano l’ordine di grandezza indicato da Capriole Investments: le fee di rete Bitcoin restano vicine ai 100 milioni $ annui, un valore cresciuto solo del 66,7% dal 2019 mentre il prezzo è salito di 12,78 volte. Il risultato è una quota fee sui ricavi totali dei miner allo 0,67%, ai minimi da circa un decennio. Un dato tecnico, ma con implicazioni dirette sulla sostenibilità economica del mining e, nel lungo periodo, sulla sicurezza della rete.

Domande Frequenti

Perché le commissioni dei miner Bitcoin sono così basse nonostante il prezzo a 65.000$?
Perché il valore in dollari del subsidy per blocco (3,125 BTC, rivalutato dal prezzo di mercato) è cresciuto molto più velocemente della domanda di spazio nei blocchi. Le fee dipendono dal traffico di transazioni, non dal prezzo di Bitcoin.

Quanto guadagnano oggi i miner solo dalle commissioni?
Circa 98,83 milioni $ negli ultimi 365 giorni secondo il nostro ricalcolo sui dati blockchain.com, in linea con la stima di 96-114 milioni $ di Capriole Investments.

Le fee basse sono un problema per la sicurezza di Bitcoin?
Nel lungo periodo sì, perché dopo gli halving futuri il subsidy scenderà ulteriormente e la sicurezza della rete dipenderà sempre più dalle fee. Oggi, con il subsidy ancora sostanzioso, l’impatto immediato è limitato ma il trend è monitorato dagli sviluppatori.

Cosa succederà alle fee dopo l’halving del 2028?
Il subsidy scenderà a 1,5625 BTC per blocco. Senza un aumento della domanda di spazio nei blocchi, la quota fee sui ricavi totali dei miner potrebbe restare marginale, aumentando la dipendenza dal prezzo di mercato.

Cos’è l’hashprice citato nell’articolo?
È il ricavo stimato per unità di potenza di calcolo (dollari per petahash al giorno) che i miner ottengono dalla rete. Al 25 luglio 2026 era a 31,70$/PH/giorno, secondo i dati riportati da BitcoinLive24.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati citati sono stati verificati al momento della stesura su fonti pubbliche (blockchain.com/charts) e possono variare. Resta aggiornato su prezzo e mercato Bitcoin con l’app di BitcoinLive24 — scaricala per notifiche in tempo reale.

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