Il dollaro ha perso l’1,66% sullo yen fra i fixing di giovedì 30 e venerdì 31 luglio 2026, e le cronache finanziarie hanno attribuito il movimento a un intervento valutario di Tokyo: Cointelegraph riferisce, su dati TradingView, di un balzo intraday fino al 3,5%. Nessuno dei documenti finora pubblicati da Banca del Giappone e Ministero delle Finanze lo conferma: la banca centrale ha diffuso venerdì tredici pagine complessive senza mai usare la parola «intervention», e il registro del ministero uscito lo stesso giorno si ferma al 29 luglio. Per chi misura Bitcoin in yen il conto è però già arrivato: in due giorni BTC ha perso il 5,28% in valuta giapponese contro l’1,74% in dollari.
La Banca del Giappone ha lasciato i tassi all’1,0% con un voto di 8 a 1
Il Policy Board della Bank of Japan (la banca centrale giapponese, che il 16 giugno 2026 aveva portato il tasso di riferimento all’1,0% con un voto di 7 a 1, dallo 0,75% fissato il 28 aprile) ha deciso il 31 luglio 2026 di mantenere il tasso overnight non garantito «at around 1.0 percent», con otto voti favorevoli e uno contrario. L’unico dissenso è di Hajime Takata, che proponeva di portare il parametro all’1,25%: la sua proposta è stata respinta a maggioranza. I dati sono nello Statement on Monetary Policy pubblicato dalla banca centrale.
Lo stesso documento registra la meccanica della riunione, svolta su due sessioni: giovedì 30 luglio dalle 14:00 alle 16:00 e venerdì 31 luglio dalle 9:00 alle 12:04 (ora di Tokyo). Alla seduta di venerdì era presente Shinichi Nakatani, che il testo indica come «State Minister of Finance», dalle 9:00 alle 11:35 e poi dalle 11:44 alle 12:04. Non è un’eccezione legata alle circostanze: Nakatani era presente anche il 28 aprile e il 16 giugno, e un rappresentante del ministero compare in tutte e quattro le riunioni del 2026 finora pubblicate. La presenza del Ministero delle Finanze alle sedute di politica monetaria è prassi ordinaria e non segnala di per sé alcuna operazione sul cambio.
Nei due documenti diffusi venerdì la radice «interven» ricorre zero volte
Abbiamo cercato il termine nei due testi pubblicati dalla Banca del Giappone alle 12:11 di venerdì 31 luglio. Nello Statement on Monetary Policy, due pagine, non compaiono né «yen», né «exchange rate», né «currency», né «intervention»: è un documento operativo e non discute il cambio.
Il secondo testo è di natura diversa. L’Outlook for Economic Activity and Prices di luglio 2026 conta 11 pagine e al cambio dedica spazio esplicito: «yen» vi ricorre 6 volte, «foreign exchange» 6, «exchange rate» 4. Un intero blocco di rischio è intitolato al tema — «The third risk is the effects of developments in foreign exchange rates on Japan’s economic activity and prices» — e il documento indica «the recent depreciation of the yen» fra i fattori che spingeranno al rialzo i prezzi dei beni durevoli. La banca centrale prevede che l’inflazione al netto degli alimentari freschi acceleri «a level clearly above 2 percent from the second half of fiscal 2026».
In quelle stesse 11 pagine la radice «interven» compare zero volte. Non è un documento che ignora il cambio: è un documento che al cambio dedica un capitolo di rischio e che, in quel capitolo, non menziona alcuna operazione sul mercato valutario. Le pressioni sui prezzi energetici sono attribuite alla «situation in the Middle East». Va precisato che quanto pubblicato venerdì è la sintesi: lo stesso comunicato fissa al 3 agosto alle 14:00 l’uscita del testo integrale dell’Outlook Report, e al 10 agosto quella del sommario delle opinioni.
Il registro del Ministero delle Finanze si ferma al 29 luglio e segna zero
In Giappone gli interventi sul cambio non li decide la banca centrale: li ordina il Ministero delle Finanze (MOF), che ne pubblica gli importi in due tempi. Il comunicato mensile diffuso il 31 luglio 2026 copre la finestra 29 giugno – 29 luglio 2026 e riporta un totale di 0 yen. Il movimento contestato è di giovedì 30 luglio: un giorno oltre la chiusura di quella finestra.
Scorrendo tutte le rilevazioni mensili del 2026, una sola finestra non è a zero. Fra il 28 aprile e il 27 maggio 2026 Tokyo ha impiegato 11.734,9 miliardi di yen, pari a circa 74 miliardi di dollari al cambio medio di quel periodo (158,20 secondo le rilevazioni BCE). Le altre sei finestre, da fine dicembre 2025 al 29 luglio 2026, sono tutte a zero.
Il dettaglio giorno per giorno arriva più tardi, con i comunicati trimestrali. L’ultimo disponibile al 1° agosto 2026 riguarda il trimestre gennaio-marzo ed è stato diffuso il 12 maggio 2026, circa sei settimane dopo la chiusura del periodo. Lo si vede anche nel file storico del ministero: la serie giornaliera degli interventi elenca 383 righe di operazioni — alcune date vi compaiono più volte, con coppie valutarie diverse — dalla prima del 13 maggio 1991 all’ultima del 12 luglio 2024. Dopo quella data restano i soli totali trimestrali, a zero da ottobre-dicembre 2024 fino al trimestre gennaio-marzo 2026. Nemmeno le giornate degli 11.734,9 miliardi di maggio sono quindi ancora pubbliche.
Quella serie serve anche a dare la misura degli importi. La giornata di intervento più pesante che vi compare è il 31 ottobre 2011, con 8.072,2 miliardi di yen: era però un’operazione di segno opposto a quella ipotizzata adesso, con dollari comprati e yen venduti per frenare l’apprezzamento della valuta giapponese. Le due successive per importo — il 29 aprile 2024 con 5.918,5 miliardi e il 21 ottobre 2022 con 5.620,2 miliardi — sono invece acquisti di yen, la direzione che avrebbe avuto un’operazione del 30 luglio. Il confronto con la finestra di maggio 2026 va però letto con cautela: 11.734,9 miliardi sono un aggregato di un mese di operazioni, non l’esito di una singola seduta.
| Documento del Ministero delle Finanze | Periodo coperto | Pubblicato il | Importo dichiarato |
|---|---|---|---|
| Comunicato mensile | 28 aprile – 27 maggio 2026 | 29 maggio 2026 | 11.734,9 miliardi di yen |
| Comunicato mensile | 28 maggio – 26 giugno 2026 | 30 giugno 2026 | 0 yen |
| Comunicato mensile | 29 giugno – 29 luglio 2026 | 31 luglio 2026 | 0 yen |
| Comunicato trimestrale | gennaio – marzo 2026 | 12 maggio 2026 | 0 yen |
Bitcoin ha perso il 5,28% in yen e l’1,74% in dollari negli stessi due giorni
La divergenza si legge meglio su una giornata sola. Il 31 luglio 2026 Bitcoin è salito dell’1,32% misurato in dollari ed è sceso dello 0,62% misurato in yen: stesso asset, stessa giornata, due segni opposti prodotti unicamente dal cambio. I valori sono le rilevazioni giornaliere di CoinGecko alle 00:00 UTC, interrogate tramite la sua API pubblica in entrambe le valute.
| Data (00:00 UTC) | Bitcoin in dollari | Variazione | Bitcoin in yen | Variazione |
|---|---|---|---|---|
| 30 luglio 2026 | 63.934 $ | — | 10.440.897 ¥ | — |
| 31 luglio 2026 | 64.777 $ | +1,32% | 10.376.456 ¥ | −0,62% |
| 1 agosto 2026 | 62.820 $ | −3,02% | 9.889.452 ¥ | −4,69% |
| Totale sui due giorni | — | −1,74% | — | −5,28% |
Il 1° agosto la quotazione in valuta giapponese è tornata sotto i 10 milioni di yen, soglia che non veniva violata dal 3 luglio 2026: nelle 364 rilevazioni giornaliere precedenti Bitcoin era rimasto sotto quel livello in 14 giornate, tredici delle quali concentrate fra il 6 giugno e il 3 luglio 2026, più un unico episodio isolato il 6 febbraio. Al momento della pubblicazione BTC scambia a 62.978 dollari, 9.915.017 yen e 54.591 euro. Il calo in dollari del 1° agosto non è attribuibile al solo cambio: sulla giornata hanno pesato anche fattori interni al settore, a partire dalla falla del portafoglio hardware Coldcard di cui ci siamo occupati in questo approfondimento sul multisig.
Il cambio dollaro-yen era al massimo dell’intera serie BCE dal 1999
Il movimento parte da un estremo storico. Ricostruendo il cambio dollaro-yen dalle rilevazioni di riferimento della Banca Centrale Europea (rapporto fra il cambio euro-yen e il cambio euro-dollaro), il 28 luglio 2026 il dollaro valeva 163,91 yen: nessuna delle 7.061 rilevazioni giornaliere pubblicate dalla BCE dal 4 gennaio 1999 registra un valore superiore. Sulla debolezza storica della valuta giapponese ci eravamo soffermati il 22 luglio in questa analisi sui minimi dello yen.
Da lì il dollaro è sceso a 162,94 yen giovedì 30 e a 160,24 venerdì 31, con un calo dell’1,66% fra i due fixing e del 2,24% rispetto al massimo del 28 luglio. Le rilevazioni BCE sono fissate una volta al giorno nel primo pomeriggio europeo e non ricostruiscono quindi il balzo intraday del 3,5% che Cointelegraph attribuisce a dati TradingView. La stessa testata riferisce di un’operazione condotta insieme alla banca centrale sudcoreana, con il won in rialzo di circa l’1%: anche questa ricostruzione, al momento, non trova riscontro in comunicati ufficiali.
Due anni fa, lo stesso 31 luglio, la decisione fu opposta
Il precedente che il mercato ha in mente porta la stessa data. Il 31 luglio 2024 la Banca del Giappone alzò il tasso guida allo 0,25% con un voto di 7 a 2, annunciando insieme un piano di riduzione degli acquisti di titoli di Stato. Fu quella decisione a innescare lo smontaggio del carry trade sullo yen, la pratica di indebitarsi in valuta giapponese a tasso basso per investire su attività più redditizie altrove.
I numeri di allora sono di un altro ordine di grandezza. Fra il 30 luglio e il 5 agosto 2024 il dollaro scese da 154,85 a 142,24 yen, cioè l’8,14% secondo le rilevazioni BCE, mentre Bitcoin passava da 66.777 a 58.116 dollari — un calo del 12,97% in sei giorni secondo la serie giornaliera di Blockchain.com. Il meccanismo lo avevamo ricostruito nell’approfondimento sul rischio macro del carry trade.
Cosa Significa per gli Investitori
La differenza fra le due date è nella direzione della politica monetaria. Nel 2024 il movimento del cambio fu innescato da una stretta della banca centrale; nel 2026 la banca centrale non ha mosso nulla, e il recupero dello yen — se davvero prodotto da un’operazione sul mercato — sarebbe opera del Tesoro giapponese, non della politica sui tassi. Un intervento valutario non modifica il differenziale di rendimento che rende conveniente il carry trade: agisce sul prezzo, non sulla ragione per cui la posizione esiste. La redazione di BitcoinLive24 aveva segnalato l’appuntamento nel calendario delle decisioni di banca centrale di luglio.
Resta il dato pratico per chi detiene Bitcoin fuori dall’area dollaro: in due giorni la perdita misurata in yen è stata tre volte quella misurata in dollari, senza che il prezzo «in sé» sia cambiato in modo proporzionale. È lo stesso motivo per cui un investitore italiano vede una variazione diversa a seconda che guardi il valore in euro o in dollari.
La prossima verifica documentale ha una scadenza precisa: il comunicato mensile del Ministero delle Finanze relativo alla finestra aperta il 30 luglio uscirà a fine agosto 2026 e sarà il primo documento in grado di dire se un’operazione c’è stata e per quale importo. La ripartizione giornaliera, in base alla cadenza osservata finora, arriverà più avanti ancora.
Domande Frequenti
Chi decide gli interventi sul cambio in Giappone, la banca centrale o il governo?
Li decide il Ministero delle Finanze, non la Banca del Giappone. Il ministero ordina l’operazione e la banca centrale la esegue in qualità di agente: per questo gli importi compaiono nei comunicati del ministero e non nei documenti di politica monetaria della banca centrale. È anche il motivo per cui lo Statement on Monetary Policy del 31 luglio 2026 non contiene alcun riferimento a operazioni valutarie.
Perché Bitcoin scende in yen mentre sale in dollari?
Perché la quotazione in yen è il prodotto di due prezzi: quello di Bitcoin in dollari e quello del dollaro in yen. Il 31 luglio 2026 BTC è salito dell’1,32% in dollari, ma il dollaro ha perso terreno sullo yen quanto basta a trasformare quel guadagno in una perdita dello 0,62% per un investitore giapponese. Chi acquista Bitcoin in una valuta diversa dal dollaro assume sempre, implicitamente, anche una posizione di cambio.
Quando si saprà con certezza se Tokyo è intervenuta il 30 luglio?
Il primo dato ufficiale arriverà con il comunicato mensile del Ministero delle Finanze di fine agosto 2026, che coprirà la finestra aperta il 30 luglio. Il ministero pubblica prima il totale del periodo mensile e solo con i comunicati trimestrali successivi la ripartizione giorno per giorno: il trimestre gennaio-marzo 2026 è stato diffuso il 12 maggio 2026, circa sei settimane dopo la chiusura.
Vuoi seguire il prezzo di Bitcoin in dollari, euro e yen e ricevere le notizie che muovono il mercato? Scarica l’app BitcoinLive24.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
