Francia Recepisce il CARF: Bitcoin nel Mirino di 56 Paesi OCSE

Il Senato francese esamina dal 27 luglio 2026 il progetto di legge n° 921 (2025-2026), depositato dal ministro dell’Europa e degli Affari Esteri Jean-Noël Barrot, che autorizza la ratifica dell’accordo multilaterale con cui la Francia recepisce il CARF (Crypto-Asset Reporting Framework), lo standard OCSE per lo scambio automatico di dati sui detentori di criptoattività. Il testo, ancora in prima lettura, recepisce un accordo che la Francia ha firmato il 26 novembre 2024 insieme ad altre 26 giurisdizioni, e si affianca — senza sostituirla — alla direttiva europea DAC8, già raccontata da BitcoinLive24 lo scorso luglio.

Il testo n° 921: cosa prevede la proposta di legge

Secondo la pagina ufficiale del dossier legislativo sul sito del Senato, il progetto di legge autorizza l’approvazione di due testi collegati: l’accordo multilaterale tra autorità competenti sullo scambio automatico di informazioni relative al quadro dichiarativo dei cripto-attivi, e un addendum all’accordo già esistente sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari (l’infrastruttura nata per il Common Reporting Standard, il CRS). Depositato il 27 luglio 2026, il testo si trova ancora in prima lettura al Senato: la pagina ufficiale non riporta, al momento della stesura, una data di calendarizzazione per il voto in aula. Lo stesso giorno il Governo ha attivato la procedura accelerata, che riduce il numero di letture parlamentari necessarie rispetto all’iter ordinario.

Non è quindi una legge già in vigore, ma l’atto con cui la Francia avvia formalmente il proprio processo di ratifica interna di un accordo internazionale che il governo francese ha già sottoscritto a livello diplomatico.

CARF: il framework OCSE dietro la norma

Il CARF è stato sviluppato dall’OCSE per colmare una lacuna del CRS, lo standard che dal 2014 regola lo scambio automatico di dati bancari tra fisco di paesi diversi ma che non copriva le criptovalute. La Francia ha firmato il relativo Multilateral Competent Authority Agreement (MCAA) il 26 novembre 2024, lo stesso giorno di altre 26 giurisdizioni (tra cui Germania, Regno Unito e Giappone), come risulta dall’elenco ufficiale dei firmatari pubblicato dall’OCSE. Nei mesi successivi altri paesi hanno aderito: l’elenco, aggiornato dall’OCSE al 3 marzo 2026, conta oggi 56 giurisdizioni firmatarie complessive.

📱 Ricevi tutte le notizie Bitcoin direttamente sul tuo iPhone

Scarica BitcoinLive24 Gratis

Una volta operativo, il CARF obbligherà gli exchange e gli altri fornitori di servizi in cripto-attività a comunicare ogni anno alle autorità fiscali del proprio paese — che le gireranno automaticamente ai paesi partner — cinque categorie di dati: le transazioni effettuate, nome utente e indirizzo del titolare del conto, il numero di identificazione fiscale, il paese di residenza e il valore aggregato transato nel periodo di rendicontazione, come riepilogato da Bitcoin.com News.

In cosa differisce dalla direttiva DAC8

È facile confondere questo provvedimento con DAC8, la direttiva UE sulla cooperazione fiscale che Bull Bitcoin ha già portato davanti al Conseil d’État francese — ma si tratta di due binari normativi distinti, anche se collegati. DAC8 è una direttiva dell’Unione Europea, vincolante solo per i 27 Stati membri: le regole sulla raccolta dati da parte degli exchange sono già in vigore dal 1° gennaio 2026, mentre il primo scambio effettivo di informazioni tra i fisco nazionali è previsto entro il 30 settembre 2027. Il CARF, invece, è uno standard globale dell’OCSE che coinvolge anche giurisdizioni extra-UE tra i firmatari del 2024, come Brasile, Canada, Regno Unito e diversi centri finanziari caraibici.

In pratica, la Francia deve recepire entrambi: DAC8 come Stato membro UE (percorso già avviato) e il CARF come firmatario dell’accordo OCSE — ed è quest’ultimo passaggio a cui serve il progetto di legge n° 921. I due framework condividono l’obiettivo (tracciare chi detiene criptoattività) ma corrono su binari giuridici e geografici diversi, e le rispettive tempistiche di entrata in vigore restano separate.

Cosa cambia per chi detiene Bitcoin in Francia

Il CARF non nomina Bitcoin in modo specifico: si applica ai “cripto-attivi” in senso ampio, includendo quindi anche altcoin e stablecoin oltre a BTC. Riguarda inoltre solo i rapporti intermediati da un exchange o da un altro fornitore di servizi in cripto-attività soggetto a obbligo di reporting — non tocca direttamente i wallet self-custody né le transazioni on-chain che non passano da una piattaforma regolamentata. Per chi detiene Bitcoin su un exchange operativo in una delle 56 giurisdizioni firmatarie, però, l’effetto pratico è che dal momento in cui la norma sarà pienamente recepita ed operativa, l’exchange dovrà riportare automaticamente conti, transazioni e saldi aggregati al fisco francese, che li condividerà con gli altri paesi aderenti.

Ecco i parametri principali del provvedimento, ricostruiti dalla redazione a partire dalla pagina ufficiale del Senato e dalla documentazione OCSE:

ParametroDettaglio
TestoProgetto di legge n° 921 (2025-2026)
Presentato daJean-Noël Barrot, ministro dell’Europa e degli Affari Esteri
Depositato27 luglio 2026, Senato francese
Stato dell’iterPrima lettura al Senato, procedura accelerata attivata, nessuna data di voto fissata
Framework recepitoCARF (Crypto-Asset Reporting Framework), OCSE
Firma francese MCAA CARF26 novembre 2024 (56 giurisdizioni firmatarie totali, status OCSE al 3 marzo 2026)
Dati condivisiTransazioni, username/indirizzo, TIN, residenza, valore aggregato
Relazione con DAC8Complementare, non sostitutiva (dati DAC8 raccolti dal 1° gennaio 2026, primo scambio entro il 30 settembre 2027)

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con il testo ancora in prima lettura, i tempi di approvazione definitiva restano incerti: il Senato dovrà assegnarlo a una commissione e calendarizzare il dibattito in aula prima di un eventuale passaggio all’Assemblea Nazionale. Nel frattempo, la direzione di marcia è chiara e si inserisce in una tendenza più ampia che BitcoinLive24 sta seguendo su scala globale: anche il Brasile ha introdotto a distanza di meno di due settimane una norma che rallenta i trasferimenti Bitcoin verso wallet self-custody, segno che governi con approcci normativi molto diversi tra loro stanno convergendo sullo stesso obiettivo: rendere più visibile agli occhi del fisco chi possiede e muove Bitcoin, sia che passi da un exchange sotto giurisdizione UE sia che operi da paesi terzi aderenti al CARF.

Vuoi restare aggiornato su Bitcoin e regolamentazione in tempo reale? Scarica l’app BitcoinLive24 per non perdere i prossimi sviluppi.

Domande Frequenti

Cos’è il progetto di legge n° 921 depositato al Senato francese?

È il testo con cui la Francia avvia la ratifica interna dell’accordo multilaterale OCSE sullo scambio automatico di dati sui cripto-attivi (CARF). È stato depositato il 27 luglio 2026 dal ministro Jean-Noël Barrot e si trova ancora in prima lettura al Senato, secondo la pagina ufficiale del dossier legislativo.

Cos’è il CARF e perché riguarda anche Bitcoin?

Il CARF (Crypto-Asset Reporting Framework) è lo standard OCSE che obbliga gli exchange dei paesi firmatari a condividere automaticamente dati su transazioni e titolari di conti in cripto-attività. La Francia ha firmato l’accordo il 26 novembre 2024; ad oggi (status OCSE al 3 marzo 2026) i firmatari sono 56 in totale. Riguarda Bitcoin nella misura in cui viene detenuto o scambiato tramite un exchange soggetto all’obbligo, non i wallet self-custody.

Il CARF sostituisce la direttiva europea DAC8?

No. Sono due strumenti distinti: DAC8 è una direttiva UE vincolante solo per i 27 Stati membri, con dati raccolti dagli exchange dal 1° gennaio 2026 e primo scambio tra fisco entro il 30 settembre 2027; il CARF è uno standard OCSE globale che include anche paesi extra-UE. La Francia deve recepire entrambi separatamente.

Da quando si applicherà la norma francese sul CARF?

Non è ancora stabilito: al momento della stesura il testo è solo in prima lettura al Senato, senza una data di voto o di entrata in vigore fissata dalla pagina ufficiale del dossier legislativo.

Il CARF si applica anche ai wallet Bitcoin in self-custody?

No. Il framework impone obblighi di segnalazione agli exchange e ai fornitori di servizi in cripto-attività, non alle transazioni on-chain effettuate direttamente da un wallet self-custody senza intermediari regolamentati.

📱 Segui Bitcoin in tempo reale con l'app gratuita BitcoinLive24

App Store · Google Play

Trevis

Sviluppatore e fondatore di BitcoinLive24, l app gratuita per seguire Bitcoin in tempo reale. Guida il progetto editoriale di BitcoinLive24 News per Offsquare srl.

Lascia un commento

BitcoinLive24
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.