I layoff crypto di luglio 2026 sono arrivati anche in Luno: l’exchange controllato da Digital Currency Group, che serve oltre 16 milioni di utenti tra Africa e Asia-Pacifico, ha annunciato martedì 28 luglio il taglio di circa il 20% della forza lavoro globale. Dodici giorni prima il consiglio di amministrazione di Exodus Movement, il wallet self-custodial (dove le chiavi restano all’utente) quotato al NYSE American, aveva approvato un piano che colpisce circa 77 persone, il 25% dell’organico, depositato alla SEC il giorno successivo. Sono i due casi meglio documentati di un mese in cui, secondo il conteggio del tracker CryptoJobsList ripreso da Cointelegraph, almeno 12 aziende del settore hanno annunciato ristrutturazioni.
Luno: 20% dei dipendenti e tre nuove divisioni
Luno non ha comunicato quante persone siano coinvolte in termini assoluti. Il numero esatto non è stato confermato nemmeno su richiesta: secondo CoinDesk, l’amministratore delegato ha declinato di indicare la cifra, e un portavoce citato da TechCentral ha spiegato che l’azienda «sta conducendo la necessaria e approfondita procedura di consultazione con tutti i dipendenti sudafricani coinvolti e non è nella posizione di confermare numeri precisi in questa fase».
Luno attribuisce i tagli a due cause: il calo del trading retail, che l’azienda descrive come la fase di un ciclo già visto più volte dalla fondazione nel 2013, e i propri investimenti in automazione. Nella nota riportata da TechCentral la società afferma di continuare a integrare e sviluppare strumenti «che stanno rapidamente cambiando il modello di risorse necessario a far funzionare l’azienda in modo efficace», e che una struttura più snella era quindi «necessaria e appropriata». CoinDesk indica fra gli obiettivi della riorganizzazione anche lo spostamento verso il segmento istituzionale.
Il CEO James Lanigan, in dichiarazioni riportate da TechCentral, ha commentato: «È una decisione che abbiamo dovuto prendere — per i nostri clienti, per il team che resta e per la nostra missione di lungo periodo — ovvero costruire una struttura sostenibile e focalizzata».
La riorganizzazione, sempre secondo TechCentral, accorpa le attività in tre divisioni: l’exchange retail insieme a un’offerta “crypto as a service” (l’infrastruttura di Luno aperta ai partner via API, perché offrano crypto con il proprio marchio); l’infrastruttura di wallet e stablecoin, che comprende Zaru, la stablecoin ancorata al rand sudafricano lanciata a febbraio 2026; e i settlement globali, cioè il regolamento dei pagamenti transfrontalieri per la clientela istituzionale. «Le tre linee di business non sono aziende separate», ha precisato Lanigan: «sono tre espressioni di un’unica piattaforma condivisa».
I tagli arrivano dopo un restringimento del perimetro geografico già avviato, non insieme a esso. Luno ha comunicato ai clienti di alcune regioni che smetterà di servirli dal 1° settembre 2026, data in cui i conti saranno chiusi in via definitiva, per concentrarsi su quelli che definisce i mercati core in Africa e nel Sud-est asiatico.
Non è il primo ridimensionamento: nel gennaio 2023, nel pieno del precedente inverno crypto, Luno aveva tagliato il 35% dell’organico — allora circa 960 persone — colpendo oltre 330 dipendenti. La società ha sede a Londra ed è controllata da Digital Currency Group che, sempre secondo TechCentral, era già investitrice dal seed round del 2014 e l’ha poi acquisita interamente a settembre 2020.
Exodus: i numeri esatti arrivano da un filing SEC
Il secondo caso è più trasparente, per un motivo semplice: Exodus Movement è quotata (NYSE American: EXOD) e ha dovuto mettere i numeri per iscritto. Nel modulo 8-K depositato alla SEC, alla voce “Item 2.05 — Costs Associated with Exit or Disposal Activities”, la società scrive che il consiglio di amministrazione ha approvato il 16 luglio 2026 un piano di ristrutturazione destinato a coinvolgere «circa 77 dipendenti e collaboratori non dipendenti, pari a circa il 25% della forza lavoro globale».
Lo stesso documento quantifica gli oneri: tra 2,5 e 3,5 milioni di dollari, in gran parte stipendi, liquidazioni e altri benefici, con la maggioranza dei pagamenti attesa nelle dodici settimane successive e il piano da completare entro il quarto trimestre del 2026. Il comunicato allegato al filing, datato 17 luglio, qualifica quegli oneri come ante imposte e stima tra 10 e 13 milioni di dollari di risparmi annualizzati sui costi operativi di cassa, a pieno regime nel 2027.
Anche qui la motivazione dichiarata è in larga parte strategica, ma non solo. L’8-K parla di allineare la struttura dei costi alla «transizione strategica verso i pagamenti» mantenendo la disciplina sulle spese «alla luce delle attuali condizioni di mercato», e di proseguire l’integrazione di Baanx e Monavate, due società acquisite. Il co-fondatore e CEO JP Richardson lo ha messo così nel comunicato: «Queste decisioni non sono mai facili perché riguardano persone di talento che hanno contribuito a costruire Exodus. […] Queste azioni posizionano Exodus per la sua fase successiva, mentre costruiamo una piattaforma di pagamenti full-stack che offra un’utilità concreta e quotidiana».
I due tagli a confronto
| Voce | Luno | Exodus Movement |
|---|---|---|
| Data annuncio | 28 luglio 2026 | 16 luglio 2026 (delibera CdA), comunicato il 17 |
| Riduzione | circa 20% della forza lavoro globale | circa 25% della forza lavoro globale |
| Persone coinvolte | non comunicato | circa 77 (dipendenti e collaboratori) |
| Oneri stimati | non comunicati | 2,5-3,5 mln $ |
| Risparmi attesi | non comunicati | 10-13 mln $ annualizzati, pieni nel 2027 |
| Direzione dichiarata | exchange retail e “crypto as a service”; stablecoin e wallet; settlement globali | piattaforma di pagamenti ed emissione di carte |
| Fonte del dato | dichiarazioni aziendali riprese dalla stampa | filing SEC 8-K e comunicato allegato |
La differenza nell’ultima riga non è un dettaglio formale. Su Luno disponiamo di percentuali e dichiarazioni; su Exodus di un documento depositato presso l’autorità di vigilanza, dove il numero di posti soppressi e il costo dell’operazione sono obbligatori. È la ragione per cui, in questo articolo, le due colonne non hanno lo stesso grado di dettaglio.
Layoff crypto e strategia: il filo comune è nei pagamenti
Messi in fila, i due annunci raccontano la stessa direzione. Luno costruisce due divisioni dedicate a stablecoin e infrastruttura di wallet da un lato, e ai settlement globali dall’altro; Exodus scrive nero su bianco alla SEC che si sta spostando verso i pagamenti e l’emissione di carte. In entrambi i casi l’exchange o il wallet come luogo dove si compra e si vende non sparisce — Luno mantiene una divisione retail — ma smette di essere l’unica cosa che l’azienda fa.
Va detto con precisione: nessuna delle due società lega la decisione a uno specifico livello di prezzo di Bitcoin. Luno indica il calo del trading retail e l’automazione; Exodus cita genericamente le condizioni di mercato accanto alla transizione verso i pagamenti. La lettura che segue è un’analisi della redazione di BitcoinLive24, non una ricostruzione delle fonti.
Il contesto in cui queste decisioni maturano è anche misurabile, e lo abbiamo raccontato nei giorni scorsi. I volumi spot di Bitcoin sugli exchange centralizzati sono scesi di oltre il 75% rispetto ai picchi di fine 2024. E sul lato dei ricavi, i ricavi crypto di Robinhood sono calati a 100 milioni di dollari nel secondo trimestre 2026, il 38% in meno su base annua. Quando il volume che genera commissioni si comprime, le strutture costruite per intermediarlo diventano sovradimensionate: è un adeguamento della struttura dei costi prima che un giudizio sul settore.
Cosa significa per chi investe in Bitcoin
Il primo effetto pratico riguarda l’accesso. Luno è uno dei principali punti di ingresso al mercato crypto in Africa e nel Sud-est asiatico, e per i clienti delle regioni interessate dall’uscita diverse scadenze sono già passate: secondo TechCentral depositi e acquisti sono stati disattivati il 1° giugno e il termine per trasferire le crypto fuori dalla piattaforma è scaduto il 29 giugno. Resta tempo fino al 31 agosto per vendere e prelevare su un conto bancario; dal 1° settembre 2026 i conti vengono chiusi in via definitiva.
Il secondo effetto è più generale e vale la pena tenerlo distinto dal primo. Le aziende che stanno intorno a Bitcoin — exchange, wallet, servizi di pagamento — hanno bilanci, dipendenti e cicli di ristrutturazione come qualsiasi altra impresa. Il protocollo, invece, non ha un organico: continua a produrre blocchi con la stessa cadenza indipendentemente dalle decisioni dei consigli di amministrazione. È una distinzione che torna utile ogni volta che una notizia societaria viene letta come una notizia sull’asset.
Il terzo punto è di metodo. Quando le aziende private comunicano percentuali senza numeri assoluti, i filing delle società quotate restano l’unico posto dove i dati sono verificabili e vincolanti. Prima di trarre conclusioni su un intero settore da una manciata di titoli, conviene chiedersi quanti di quei numeri siano stati depositati da qualche parte e quanti no.
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Domande frequenti
Quanti dipendenti ha licenziato Luno?
Luno ha comunicato una riduzione di circa il 20% della forza lavoro globale, ma non ha reso pubblico il numero assoluto di persone coinvolte. Un portavoce ha dichiarato che la procedura di consultazione con i dipendenti sudafricani coinvolti era ancora in corso al momento dell’annuncio del 28 luglio 2026.
Quante aziende crypto hanno tagliato personale a luglio 2026?
Secondo il tracker CryptoJobsList, citato da Cointelegraph, almeno 12 aziende del settore hanno annunciato ristrutturazioni nel corso di luglio 2026. Lo stesso conteggio indica oltre 7.254 posti soppressi e dichiarati da 47 aziende dall’inizio dell’anno.
Perché i numeri di Exodus sono più precisi di quelli di Luno?
Exodus Movement è quotata al NYSE American e, per un piano di riduzione del personale, è tenuta a depositare presso la SEC un modulo 8-K che indica il numero di posizioni coinvolte e i costi stimati. Luno è una società privata controllata da Digital Currency Group e non ha lo stesso obbligo di disclosure.
Questi tagli dipendono dal prezzo di Bitcoin?
Nessuna delle due lega la decisione a un livello di prezzo di Bitcoin. Luno indica però fra le cause proprio il calo del trading retail, che descrive come una fase ciclica, insieme agli investimenti in automazione; Exodus cita le attuali condizioni di mercato accanto alla transizione verso i pagamenti e all’integrazione delle società acquisite.
I clienti Luno nei mercati abbandonati perdono i loro fondi?
Le fonti non riportano perdite di fondi, ma le scadenze sono strette e in parte già passate. Secondo TechCentral, nelle regioni interessate depositi e acquisti sono stati disattivati il 1° giugno 2026 e il termine per inviare le crypto fuori dalla piattaforma è scaduto il 29 giugno; resta tempo fino al 31 agosto per vendere e prelevare su un conto bancario. Dal 1° settembre 2026 i conti vengono chiusi in via definitiva.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. I dati citati sono aggiornati al momento della stesura.
