Le transazioni Bitcoin confermate sono state in media 655.419 al giorno nei 30 giorni conclusi il 29 luglio 2026. Nella finestra di 30 giorni che parte dal 30 luglio 2025, la più remota dei dodici mesi che abbiamo estratto dalle serie pubbliche di Blockchain.com, la media era di 443.799: da allora il conteggio è cresciuto del 47,7%. Nello stesso confronto, però, gli indirizzi unici attivi sono calati del 14% e la fee media per transazione è scesa del 46,6% misurata in satoshi (la frazione minima di Bitcoin, un centomilionesimo di BTC) e non in dollari.
La rete Bitcoin processa 655.419 transazioni al giorno, il 47,7% in più rispetto all’estate 2025
Il conteggio giornaliero delle transazioni confermate è cresciuto in modo netto: dai 443.799 di media della finestra 30 luglio – 28 agosto 2025 ai 655.419 della finestra 30 giugno – 29 luglio 2026, secondo la serie n-transactions di Blockchain.com. Il valore più alto registrato nelle serie analizzate risale al 19 luglio 2026, con 898.862 transazioni in una sola giornata.
Preso da solo, quel numero descrive una rete in forte espansione. Il problema è che nessuna delle altre metriche che dovrebbero accompagnare una crescita d’uso si è mossa nella stessa direzione. Abbiamo confrontato sette serie storiche sulle stesse due finestre di 30 giorni, distanti circa undici mesi, e il quadro che emerge è di segno opposto.
| Metrica (media 30 giorni) | 30 lug – 28 ago 2025 | 30 giu – 29 lug 2026 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Transazioni al giorno | 443.799 | 655.419 | +47,7% |
| Transazioni per blocco | 3.014 | 4.687 | +55,5% |
| Dimensione media del blocco (MB) | 1,643 | 1,599 | -2,7% |
| Indirizzi unici attivi al giorno | 548.919 | 471.880 | -14,0% |
| Fee totali pagate al giorno (BTC) | 3,771 | 2,977 | -21,1% |
| Fee media per transazione (satoshi) | 850 | 454 | -46,6% |
| Prezzo medio BTC (USD) | 115.779$ | 63.565$ | -45,1% |
Elaborazione BitcoinLive24 su serie storiche Blockchain.com. La serie degli indirizzi unici è aggiornata al 28 luglio 2026, quindi la sua finestra recente è 29 giugno – 28 luglio 2026.
Perché più transazioni Bitcoin non significano più utenti
Gli indirizzi unici attivi al giorno sono scesi da 548.919 a 471.880 (-14%), secondo la serie n-unique-addresses. È il dato che rompe la lettura più intuitiva: se il numero di transazioni cresce di quasi metà mentre gli indirizzi che le generano diminuiscono, l’attività aggiuntiva non arriva da nuovi partecipanti.
Il secondo indizio sta nello spazio occupato. Le transazioni per blocco sono passate da 3.014 a 4.687 (+55,5%), ma la dimensione media del blocco è rimasta praticamente ferma: da 1,643 a 1,599 MB. Dividendo una grandezza per l’altra si ottiene la dimensione media di una transazione, scesa da circa 545 a circa 341 byte (-37,4%). In altre parole: nella stessa quantità di spazio la rete infila più transazioni perché ciascuna è diventata più leggera.
Le due ipotesi più discusse per un calo di questo tipo sono una quota crescente di transazioni semplici (un ingresso, due uscite) e la diffusione di formati più compatti come SegWit (attivo dal 2017) e Taproot (dal 2021), gli aggiornamenti che permettono di firmare una transazione occupando meno spazio contabile. Il batching — la pratica con cui un exchange paga molti destinatari in un’unica transazione — spingerebbe invece la dimensione media nella direzione opposta, perché aggiunge uscite allo stesso pagamento. I dati aggregati non permettono di quantificare nessuna delle due ipotesi: dicono però che la crescita del conteggio non corrisponde a più spazio richiesto alla rete.
87.161 transazioni in attesa, ma confermare subito costa 1 satoshi per vbyte
Alle 01:00 UTC del 30 luglio 2026, con la catena al blocco 960.182, la mempool di Bitcoin — la coda delle transazioni trasmesse ma non ancora confermate — conteneva 87.161 transazioni per 42,70 milioni di vbyte, secondo i dati di mempool.space. Il vbyte è l’unità con cui si misura lo spazio contabile di una transazione: grazie allo sconto introdotto da SegWit sulla parte di firma, un blocco può pesare oltre 1,6 MB di dati reali restando entro il limite di un milione di vbyte. Quell’arretrato equivale quindi a oltre 40 blocchi: circa sette ore di lavoro ai ritmi normali di un blocco ogni dieci minuti.
Nonostante la coda, nello stesso momento mempool.space raccomandava 1 satoshi per vbyte — la tariffa minima possibile, misurata come satoshi pagati per ogni vbyte occupato — per ogni livello di priorità, dalla conferma più rapida a quella economica. Non è una contraddizione: guardando la distribuzione delle tariffe offerte, il 98,7% di quei 42,70 milioni di vbyte paga meno di 1 satoshi per vbyte. Da 2 satoshi per vbyte in su resta lo 0,7% del totale, circa 301.600 vbyte, cioè meno di un terzo di blocco. La fascia più alta presente nella coda si fermava a 8,02 satoshi per vbyte.
Il conto complessivo chiarisce la natura di quell’arretrato: le 87.161 transazioni in attesa offrivano insieme 0,096 BTC di fee, cioè 6.136$ al prezzo di chiusura del 29 luglio 2026 (63.873$ secondo la serie market-price di Blockchain.com), pari a circa 0,07$ per transazione. Un arretrato che non paga non è congestione: è una coda di transazioni a tariffa irrisoria, che quindi non genera competizione per lo spazio nei blocchi. Chi vuole entrare nel blocco successivo deve scavalcare meno di un terzo di blocco, non quaranta. Trattandosi di una singola rilevazione, la fotografia vale per quel momento e non descrive l’intera giornata.
Le fee sono scese del 46,6% anche in satoshi, non solo in dollari
La fee media per transazione è passata da 850 a 454 satoshi (-46,6%), calcolata dividendo le fee totali medie giornaliere per le transazioni medie giornaliere sulle stesse finestre. È una distinzione che conta, perché in dollari lo stesso importo passa da 0,984$ a 0,289$, un calo del 70,7% che a prima vista sembrerebbe un crollo del mercato delle fee.
I due effetti non si sommano, si moltiplicano. La fee in satoshi è diventata 0,534 volte quella di partenza; il prezzo medio di Bitcoin, nello stesso confronto, è passato da 115.779$ a 63.565$, cioè 0,549 volte. Il prodotto dei due fattori è 0,293: esattamente il -70,7% osservato in dollari. I due pesano quasi allo stesso modo, 0,534 la compressione delle fee e 0,549 il prezzo, quindi buona parte del calo che si legge in valuta non riguarda il costo dello spazio nei blocchi. La compressione resta comunque sostanziale e si riflette sugli incassi dei miner: le fee totali raccolte ogni giorno sono passate da 3,771 a 2,977 BTC (-21,1%), rendendo la loro remunerazione ancora più dipendente dal sussidio del blocco.
Cosa significa per gli investitori
Il conteggio delle transazioni è una metrica di vanità, sostiene un explainer firmato da Lawrence Mondal su crypto.news, che porta l’esempio di una rete di pagamenti dove 1,4 milioni di transazioni generate da software automatici hanno prodotto circa 280$ di fee complessive. Lo stesso testo riconosce che agli inizi di Bitcoin il conteggio era un proxy ragionevole dell’adozione, perché lo spazio nei blocchi era scarso e le fee erano reali. I numeri delle ultime settimane mostrano che quella condizione oggi non vale più nemmeno su Bitcoin.
Le metriche che quell’autore propone al suo posto — ricavi da fee, valore effettivamente regolato, saldi stablecoin on-chain, indirizzi attivi letti insieme alla loro concentrazione, retention — includono proprio quelle che nel confronto qui sopra si muovono in direzione opposta al conteggio. All’elenco di Mondal aggiungiamo una metrica che non vi figura e che nel nostro confronto si è rivelata decisiva: la dimensione media delle transazioni, perché è quella che spiega come il conteggio possa crescere senza che la rete venga usata di più. Vanno lette accanto al quadro di mercato: i volumi spot su Binance si sono contratti, come abbiamo documentato nella nostra analisi sui volumi dell’exchange, un segnale coerente con una fase di attività economica compressa a fronte di un traffico on-chain in crescita.
Per chi segue la rete e non solo il prezzo, la conseguenza pratica è che una notizia costruita su “record di transazioni” non dice, da sola, se la domanda di Bitcoin stia aumentando. Sul funzionamento dello spazio nei blocchi abbiamo approfondito il tema in come nasce un blocco orfano e in cosa contengono davvero i blocchi Bitcoin.
Prospettive
Il divario tra conteggio e valore si allargherà finché le due componenti resteranno scollegate: transazioni sempre più leggere continuano a far salire il numero senza consumare più spazio, e una coda che al momento della rilevazione era composta per il 98,7% da tariffe sotto 1 satoshi per vbyte non genera competizione. Perché le fee tornino a salire in satoshi serve domanda di conferma rapida, non semplicemente più transazioni in attesa.
Gli indicatori da tenere d’occhio nelle prossime settimane sono tre: se gli indirizzi unici attivi invertono il calo, se la dimensione media del blocco si muove dal plateau di 1,6 MB, e se compaiono nella mempool fasce di tariffa stabilmente sopra i 5 satoshi per vbyte, oggi pari allo 0,2% della coda. Finché i tre restano dove sono, il record di transazioni resta un numero grande che descrive poco. La redazione di BitcoinLive24 continuerà a monitorare le serie on-chain a ogni aggiornamento. Scarica l’app BitcoinLive24 per seguire i dati di rete e le notizie in tempo reale.
Domande frequenti
Perché il numero di transazioni Bitcoin non misura gli utenti?
Perché una singola transazione può servire molti destinatari e uno stesso indirizzo può generarne molte. Nei 30 giorni conclusi il 29 luglio 2026 le transazioni giornaliere sono cresciute del 47,7% rispetto alla finestra 30 luglio – 28 agosto 2025, mentre gli indirizzi unici attivi sono calati del 14%: l’attività aggiuntiva non proviene da nuovi partecipanti, ma da un uso più intenso e più compatto da parte degli stessi soggetti.
Come può la mempool avere 40 blocchi di arretrato con fee a 1 satoshi per vbyte?
Perché l’arretrato è quasi tutto a tariffa irrisoria. Alle 01:00 UTC del 30 luglio 2026 il 98,7% dei 42,70 milioni di vbyte in attesa offriva meno di 1 satoshi per vbyte, e da 2 satoshi per vbyte in su c’era meno di un terzo di blocco: chi vuole confermare in fretta non ha una vera coda da superare, quindi la tariffa consigliata resta al minimo.
Le fee di Bitcoin sono calate perché è sceso il prezzo?
Solo in parte. La fee media per transazione è scesa del 70,7% in dollari ma del 46,6% in satoshi. I due effetti si moltiplicano: 0,534 (fee in satoshi) per 0,549 (prezzo di Bitcoin, da 115.779$ a 63.565$ di media tra le due finestre) dà 0,293, cioè il -70,7% in valuta. I due fattori pesano quasi allo stesso modo: 0,534 e 0,549.
Quali metriche on-chain guardare al posto del conteggio transazioni?
Le fee effettivamente pagate, il valore regolato e gli indirizzi attivi letti insieme alla loro concentrazione, tra le altre, secondo l’elenco proposto da Lawrence Mondal su crypto.news. Nel confronto tra le due finestre sono le metriche che si muovono in direzione opposta al numero di transazioni. La redazione di BitcoinLive24 aggiunge la dimensione media delle transazioni, perché è il dato che spiega come il conteggio possa crescere a spazio occupato invariato.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria. Tutti i dati on-chain sono elaborazioni BitcoinLive24 su serie pubbliche Blockchain.com e mempool.space, rilevate il 30 luglio 2026.
